Il Teatro Sociale di Rovigo fu ultimato nel 1819. Nel primo ‘800 i cittadini di Rovigo accolsero con grande entusiasmo l’idea di costruire un teatro dove rappresentare spettacoli lirici così fu costituita una società per finanziare l’impresa. Del progetto e dei lavori se ne occupò l’architetto Sante Baseggio (che aveva progettato il Palazzo dell’Accademia dei Concordi) e il pittore Nicolò Pellandi. La facciata era in stile neoclassico (e lo è tutt’ora). All’interno la platea, cinque file di palchetti e un grande proscenio. Il 16 aprile 1819 per l’inaugurazione ufficiale, quella ufficiosa era già avvenuta un mese prima alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe, fu rappresentata l’opera Adelaide di Borgogna scritta per l’occasione da Pietro Generali su libretto di Luigi Romanelli, interpretata da Violante Camporesi, Claudio Bonoldi e Giuseppe Fioravanti. Nel 1858 l’edificio fu restaurato, vennero rinnovate le tappezzerie, costruito il loggione, decorata la sala con dipinti e stucchi, installata l’illuminazione a gas, il riscaldamento, nuove poltrone, eleganti scene. Nel gennaio 1902 un pauroso incendio distrusse l’edificio ma dopo due anni, grazie alla caparbietà dei cittadini e ai fondi di comune, Cassa di Risparmio e Società del Teatro, fu riedificato sul modello precedente. La nuova costruzione fu inaugurata con l’opera Iris di Pietro Mascagni, diretta dallo stesso autore. Molti talenti della musica lirica calcarono il palcoscenico del Sociale. Nel 1914 debuttò Beniamino Gigli ne La Gioconda, nel ’44 Renata Tebaldi nel ruolo di Aida e Mario Del Monaco in quello di Andrea Chènier, nel 1962 cantò Luciano Pavarotti nei panni del duca di Mantova. Il teatro venne messo all’asta e venduto nel 1908 ad Antonio De Paoli, il quale diede l’impulso alla stagione lirica e agli spettacoli cinematografici; nel 1925 ritornò di proprietà della Società del Teatro. La gestione comunale ebbe inizio nel 1964 e nel 1967 ottenne la denominazione di teatro di tradizione. Nel 1980 iniziò una coproduzione con il comunale di Treviso che diede vita ad una Filarmonica Veneta ed a una convenzione con il Conservatorio statale cittadino Venezze. Si segnalano produzioni anche nel settore dell’opera ragazzi. La sala attuale si compone di una platea, una gradinata, un ordine di palchi, loggia e loggione. Le decorazioni pittoriche sono semplici ed eleganti. Nella parte centrale del soffitto Giovanni Vianello dipinse le nove muse che inseguono e coronano vari putti. Sui parapetti dei palchi del primo ordine alternati con gli attributi della musica, poesia e commedia, sono rappresentati otto ritratti di uomini celebri: Goldoni, Metastasio Alfieri, Doninzetti, Verdi, Rossini, Bellini e Mercadante. Ad oggi è considerato uno dei più importanti teatri lirici italiani.
STORIA DEI PALAZZI DELLA CITTA' 03
Il Teatro Sociale di Rovigo fu ultimato nel 1819. Nel primo ‘800 i cittadini di Rovigo accolsero con grande entusiasmo l’idea di costruire un teatro dove rappresentare spettacoli lirici così fu costituita una società per finanziare l’impresa. Del progetto e dei lavori se ne occupò l’architetto Sante Baseggio (che aveva progettato il Palazzo dell’Accademia dei Concordi) e il pittore Nicolò Pellandi. La facciata era in stile neoclassico (e lo è tutt’ora). All’interno la platea, cinque file di palchetti e un grande proscenio. Il 16 aprile 1819 per l’inaugurazione ufficiale, quella ufficiosa era già avvenuta un mese prima alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe, fu rappresentata l’opera Adelaide di Borgogna scritta per l’occasione da Pietro Generali su libretto di Luigi Romanelli, interpretata da Violante Camporesi, Claudio Bonoldi e Giuseppe Fioravanti. Nel 1858 l’edificio fu restaurato, vennero rinnovate le tappezzerie, costruito il loggione, decorata la sala con dipinti e stucchi, installata l’illuminazione a gas, il riscaldamento, nuove poltrone, eleganti scene. Nel gennaio 1902 un pauroso incendio distrusse l’edificio ma dopo due anni, grazie alla caparbietà dei cittadini e ai fondi di comune, Cassa di Risparmio e Società del Teatro, fu riedificato sul modello precedente. La nuova costruzione fu inaugurata con l’opera Iris di Pietro Mascagni, diretta dallo stesso autore. Molti talenti della musica lirica calcarono il palcoscenico del Sociale. Nel 1914 debuttò Beniamino Gigli ne La Gioconda, nel ’44 Renata Tebaldi nel ruolo di Aida e Mario Del Monaco in quello di Andrea Chènier, nel 1962 cantò Luciano Pavarotti nei panni del duca di Mantova. Il teatro venne messo all’asta e venduto nel 1908 ad Antonio De Paoli, il quale diede l’impulso alla stagione lirica e agli spettacoli cinematografici; nel 1925 ritornò di proprietà della Società del Teatro. La gestione comunale ebbe inizio nel 1964 e nel 1967 ottenne la denominazione di teatro di tradizione. Nel 1980 iniziò una coproduzione con il comunale di Treviso che diede vita ad una Filarmonica Veneta ed a una convenzione con il Conservatorio statale cittadino Venezze. Si segnalano produzioni anche nel settore dell’opera ragazzi. La sala attuale si compone di una platea, una gradinata, un ordine di palchi, loggia e loggione. Le decorazioni pittoriche sono semplici ed eleganti. Nella parte centrale del soffitto Giovanni Vianello dipinse le nove muse che inseguono e coronano vari putti. Sui parapetti dei palchi del primo ordine alternati con gli attributi della musica, poesia e commedia, sono rappresentati otto ritratti di uomini celebri: Goldoni, Metastasio Alfieri, Doninzetti, Verdi, Rossini, Bellini e Mercadante. Ad oggi è considerato uno dei più importanti teatri lirici italiani.