Il Delta del Po è una terra piena di fascino che sa ammaliare i suoi visitatori più attenti. Allo stesso tempo è una terra discreta, il fascino che essa sprigiona non è di quelli appariscenti, è un premio che va conquistato, ma soprattutto essa possiede una bellezza che si lascia scoprire ed ammirare regalando emozioni inaspettate.Oggi il Delta, che continua ad evolversi, è di circa 786 Km quadrati, di cui oltre 160 sono valli e lagune. Completamente al di sotto del livello del mare (da 1 a 3 metri), fatta eccezione per argini, scanni e dune fossili, il territorio del Parco accoglie i sei rami principali della foce (da nord: di Maistra, Po di Pila, Po delle Tolle, Po di Gnocca o Donzella, Po di Goro). Origini e storia sono per lo più legate all'evoluzione geologica del Delta e alle alterne vicende tra Venezia e Ferrara. Nel 1600, con il Taglio di Porto Viro, ad opera dei veneziani che deviarono il ramo principale del Po a sud-est, nacque il Delta moderno, lenta opera di sedimentazione tuttora in corso.I nove Comuni possiedono, nel loro insieme, una popolazione di oltre 70 mila abitanti e circa 10 mila imprese per lo più artigianali.Il Delta quindi è molto più che una riserva naturale, è anche un'area urbanizzata con caratteristiche particolari di integrazione uomo-ambiente.Il valore e il patrimonio di questo territorio è responsabilità dei suoi abitanti che hanno il privilegio di godere delle bellezze e delle qualità innate della propria terra, ma che hanno anche gli oneri di rispettare e proteggere questa ricchezza inestimabile.Nel territorio del Delta natura, storia, tradizione, cultura ed arte si intrecciano offrendo al visitatore un paesaggio sorprendente: uno dei più vasti complessi di zone umide del Mediterraneo e fra i più importanti d'Europa dal punto di vista paesaggistico, dove si distinguono vari ambienti, ognuno con caratteristiche peculiari.La compenetrazione tra terra ed acqua lascia senza fiato. Il paesaggio è il continuo susseguirsi di ambienti diversi dalla terraferma al mare: campagna, frutto di un secolare lavoro di bonifica attuata dall'uomo, grandi campi di dune fossili (piccoli monti di sabbia, formati dall'azione del vento, ricoperti di vegetazione, monumenti naturali che testimoniano l'antica linea di costa), isole fluviali, argini, golene (ambienti che si trovano tra argine e letto del fiume) canneti, valli da pesca (bacini chiusi ben delimitati da argini, in cui il livello idrico è regolato dall'uomo con l'immissione di acqua dolce e salata allo scopo di ricreare l'ambiente ideale per l'allevamento del pesce: principalmente spigole, orate e anguille), lagune (porzioni di mare poco profonde che il fiume ha intrappolato nel tempo con il continuo apporto di sedimenti verso la foce) sacche (lagune intrappolate tra due rami del fiume), spiagge e scanni (sottili lingue di sabbia).Proprio dall'esigenza di proteggere e tutelare quest'area unica e le sue specie animali e vegetali, nasce nel 1997 con legge regionale dell'8 settembre 1997 n. 36, l'
Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, "ente di diritto pubblico, dotato di personalità giuridica" (art.1), che ha anche l'importante ruolo di promuovere e far conoscere la straordinaria bellezza e il fascino del suo territorio, di supportare le attività che vi si svolgono e coinvolgere i propri abitanti .Al fine di perseguire gli obiettivi previsti dalla legge istitutiva, l'Ente Parco lavora in sinergia con soggetti pubblici e privati operanti nel Delta del Po, segnatamente con tutti i Comuni ricadenti all'interno del perimetro del proprio ambito (Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Rosolina, Taglio di Po).Il Parco pertanto è, sì, tutela ambientale ma finalizzata alla promozione e valorizzazione del territorio, delle sue tradizioni e delle sue attività.Valorizzare il territorio significa anche occuparsi della visitazione.L'Ente Parco si avvale di una rete di centri visita:" il Museo della Bonifica di Cà Vendramin. Le idrovore, strumento fondamentale per la bonifica meccanizzata, rappresentano oggi esempi stupendi di archeologia industriale; tra queste l'impianto idrovoro di Cà Vendramin, è sicuramente il più significativo nel Delta.I lavori, iniziati nel 1900, ebbero termine nel 1903 e furono collaudati nel 1905.l territorio dell'isola di Ariano venne diviso in due bacini: superiore e inferiore.La funzione dell'impianto idrovoro di Cà Vendramin era quella di sollevare le acque di tutto il bacino superiore ed immetterle nel canale Veneto (emissario) che a sua volta le convogliava in prossimità della foce del Po di Goro e quindi, attraverso un sistema di "Porte Vinciane", in mare.L'idrovora fu progettata considerando un dislivello fra il pelo d'acqua dell'emissario e quello del canale d'arrivo all'idrovora di 1,128 m. in condizioni di marea ordinaria e di 1,705 m. in condizioni di marea burrascosa. Furono istallate quattro pompe in grado di sollevare complessivamente 11.000 litri/secondo, con motrici a vapore, prodotto dalla combustione del carbone." Successivamente nel 1921 l'impianto fu trasformato parzialmente in elettrico, mentre una turbina alimentava due piccole idrovore poste a 4.700 m. dall'idrovora principale che servivano alla bonifica del bacino inferiore.L'impianto idrovoro di Ca' Vendramin assolse alle sue funzioni fino alle disastrose alluvioni del Po di Goro del 1957 e del 1960, a seguito delle quali, ed in conseguenza del fenomeno di subsidenza del terreno, il regime idraulico del territorio venne totalmente sconvolto." il Centro Turistico Culturale di San Basilio è stato inaugurato nel 1995 per raccogliere alcuni reperti ritrovati durante gli scavi archeologici avvenuti in località San Basilio (frazione di Ariano nel Polesine - Rovigo) fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80. I reperti sono esposti in tre vetrine.Nella prima sono conservati i ritrovamenti più antichi, ceramiche di uso domestico sia paleoveneta che etrusca, di produzione locale ritrovata in un abitato del VI-V secolo a.C.Questo abitato sorgeva a ridosso della linea di costa.Nella seconda vetrina si trovano invece ceramica "fine" da mensa, lucerne per l'illuminazione notturna, aghi e spilloni in osso o corno, vetri e terra sigillata, tutti oggetti ritrovati in una villa romana portata alla luce negli anni '80 a poche centinaia di metri dal Centro San Basilio.Nella terza vetrina sono invece esposte parti della villa, alcune tegole, frammenti di intonaco dipinto e alcune numerose anfore ritrovate, simbolo del notevole passaggio di merci attraverso la via fluviale e quella di terra.Nei dintorni della villa sono stati rinvenuti anche due grandi blocchi di marmo rosa di Domegliara (VR), squadrati, con spigolo spezzato e tracce di lavorazione, uno dei quali è posto all'esterno del Centro." la Golena di Cà Pisani ricopre un'area di circa 43 Ha, acquistata nel 1997 dalla Regione del Veneto, grazie ad un finanziamento CEE (LIFE Delta del Po).La Golena comprende una parte arginale sulla sponda sinistra del Po di Maistra, alcune zone umide delimitate da arginelli interni, circa 4 Ha di formazioni boschive (in prevalenza salici) e aree un tempo coltivate e ora incolte.Attualmente la golena è gestita dalla Regione Veneto, attraverso il Servizio Forestale Regionale con la collaborazione dell'Ente Parco.Utilizzando fondi comunitari e regionali, negli ultimi anni, nell'area golenale sono stati creati diversi percorsi, costruiti osservatori per il birdwatching e un piccolo centro visite (casone), oltre che ricostruite le tradizionali strutture per la pesca.Precedentemente all'acquisto da parte della Regione Veneto, l'area, di proprietà privata, era un tipico esempio di valle da pesca utilizzata per l'allevamento di cefali, branzini e anguille. Nella zona veniva anche esercitata l'attività venatoria, ora vietata. La Golena di Ca' Pisani rappresenta un ambiente di notevole importanza per una ricca ed importante presenza di avifauna. E' possibile, infatti, osservare: Garzetta (Egretta garzetta), Airone cinerino (Ardea cinerea), Airone bianco (Egretta alba), Airone rosso (Ardea purpurea) Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), Gruccione (Merops apiaster), Svasso maggiore (Podiceps cristatus), Svasso minore (Podiceps capsicus), Falco di palude (Circus aeruginosus), Nitticora (Nycticorax nictycorax), Picchio rosso maggiore (Dendrocopus major), Upupa (Upupa epops), Usignolo di fiume (Cettia cetti) ed altre specie più comuni. Dal punto di vista vegetativo, l'area è caratterizzata dalla tipica vegetazione fluviale.La specie prevalente è la Cannuccia di palude (Phragmites australis) alla quale si affiancano diverse specie erbacee alofite.Le formazioni boschive occupano la fascia di terreno emerso lungo il Po di Maistra: la specie predominante è il Salice (Salix alba) seguito dal Pioppo (Populus alba), dall'Ontano nero (Alnus glutinosa), dal Frassino e dalla Farnia (Quercus peduncolata).Molto diffusi sono l'Indaco bastardo (Amorpha fruticosa), la Robinia e il Rovo (Rubus ulmifolius)." il Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri. Realizzato nel 1991, in questi anni si è continuamente rinnovato e si è molto lavorato per eliminare gli ostacoli presenti lungo i percorsi per renderli accessibili a tutti, sostituendo le scale con rampe e passerelle per rendere le passeggiate meno faticose. Il Giardino Botanico, gestito dal Servizio Forestale Regionale per le Provincie di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Parco del Delta del Po Veneto, tutela, infatti, un'ampia area dunale, ben conservata e ricca di specie botaniche dove è possibile, nell'arco di una breve passeggiata, passare dalle pinete alla spiaggia e alla laguna. La flora è molto ricca di specie, alcune tra queste affascinanti come le orchidee, inoltre, questi ambienti poco disturbati sono frequentati da numerosi animali: uccelli coloratissimi come il gruccione o anfibi rari e a rischio d'estinzione come il pelobate fosco, di cui il Giardino ospita l'unica popolazione veneta. Una visita al Giardino Botanico offre la possibilità di un primo approccio con la complessità del nostro territorio, fornendo uno spaccato dei suoi ambienti e della sua biodiversità." Un particolare centro visita, legato all'affluenza stagionale, è La Bottega del Parco, alla sua seconda edizione nel 2009, una mostra-mercato che si tiene durante la stagione estiva, presso il Palazzo dei Congressi di Rosolina Mare, utile per conoscere e scoprire il nostro delta e i suoi prodotti, supportata da un ricco programma d'incontri culturali con gli artigiani del territorio. L'Ente si fa promotore delle attività e dei prodotti locali sostenendo le attività locali creando una rete di produttori convenzionati con il parco.La ricchezza della flora e della fauna che compongono il Parco, lo rendono una terra da vivere e scoprire, ecco perché l'Ente supporta progetti di mobilità lenta, modo ideale per spostarsi all'interno del parco naturale. Da qui nascono i progetti per itinerari ciclabili, per le vie d'acqua da percorrere in barca o in canoa, e le ippovie, uno dei tanti modi per lasciarsi affascinare, con ritmo lento e rilassante, da scorci insoliti e suggestivi e per godere del piacere della natura.Proprio dall'interesse del Parco verso le ippovie è nato un recente progetto, in collaborazione con il Dipartimento Clinico Veterinario dell'Università di Bologna, dai quali studi è emerso che il Cavallo del Delta tra le razze esistenti in Italia, è quella che meglio delle altre potrebbe prestarsi ad un addestramento sistematico ai fini di un utilizzo coi disabili in ippoterapia. L'Ente pertanto, ha deciso di supportare lo studio dell'università e di "adottarne" degli esemplari che saranno ospitati dalla Cooperativa Don Sandro Dordi a Porto Viro, dove potranno essere impiegati per la pet therapy.La promozione e la valorizzazione del territorio rivestono, come detto, un ruolo importante tra i compiti dell'Ente Parco e gli strumenti dei quali si avvale nella promozione e sono svariati.Vi sono le fiere e le manifestazioni, alle quali il Parco partecipa in collaborazione con la rete dei Parchi della Regione Veneto, una delle regioni italiane "a più alta densità ecologica", un importante patrimonio naturale, che la rende meta ideale per il turismo attento alla riscoperta della natura e delle tradizioni.Le partecipazioni alle fiere sono spesso sul territorio nazionale, come il circuito fieristico Vacanze Weekend, che, nel 2009 ha visto il suo calendario composto di quattro tappe, Brescia, Padova, Torino e Verona. Non mancano però le partecipazioni anche oltre i confini proprio perché l'Ente crede fermamente nelle potenzialità degli imprenditori locali. Ne derivano pertanto iniziative come il workshop B2B organizzato per le aziende site nel Parco con alcune delegazioni internazionali che si è tenuto nel mese di maggio a Rosolina Mare, e la manifestazione L'Italie à table tenutasi a Nizza nel mese di giugno, durante la quale sono stati presentati i prodotti e le risorse del nostro delta.Il sostegno dell'Ente Parco nei confronti delle realtà economiche e culturali locali non si limita alla promozione ma si concretizza anche in collaborazioni e progetti comuni come nel caso di Itinerari in barca per vivere il parco, un calendario di escursioni nautiche per l'estate 2009, da aprile a settembre, sabato e domenica. Un'occasione irripetibile per trascorrere una giornata all'aria aperta alla scoperta delle biodiversità del territorio da un punto di vista insolito e coinvolgente, delle bellezze naturalistiche e faunistiche del delta, accompagnati da guide esperte.Un'attenzione particolare è riservata, da parte dell'Ente, alle scuole, vedendo come custodi e beneficiari futuri del patrimonio del Parco proprio le nuove generazioni. Il progetto Parco a Scuola si è dimostrato un utile sostegno all'educazione ambientale di insegnanti e studenti e un valido supporto per avvicinare i giovani e le loro famiglie alle realtà del territorio. Una serie di corsi di informazione formazione rivolti ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado del territorio del parco con obiettivi generali come: la formazione sugli elementi storici, geografici, naturalistici e culturali del territorio-Parco e sulle loro interazioni, la costruzione di percorsi di educazione ambientale multidisciplinari e pluridimensionali differenziati, a seconda del livello scolastico, e contestualizzati nell'ambito socio-ambientale di quel determinato territorio. Il laboratorio di formazione ha inteso offrire ai docenti metodologie di lavoro e contenuti sul territorio del Parco attraverso l'approfondimento di 4 ambienti particolarmente significativi.Un rilevante supporto alle attività dell'Ente Parco è rappresentato dall'impegno dell'Ente nell'utilizzo dei fondi comunitari attraverso i quali è possibile attuare importanti azioni di marketing, promozione sociale e culturale, interventi di ristrutturazione e recupero di infrastrutture.Attualmente, l'Ente sta partecipando ai bandi per i progetti comunitari 2009, impegnato con la presentazione di una quindicina di schede progetto.Vi sono progetti che puntano ad uno sviluppo economico della zona, progetti di marketing territoriale, promozione di produzioni locali e di eccellenza, sostegno di piccole attività rurali ed artigianali.Grazie a finanziamenti regionali e comunitari L'Ente è stato in grado di realizzare azioni di sviluppo locale in stretta collaborazione con le Associazioni di categoria, promuovendo una serie di piccole attività sia in Italia che all'Estero.Altri progetti hanno l'obiettivo di promuovere il territorio, nello sviluppo di un sistema turistico eco-compatibile, valorizzare e promuovere il sistema dei parchi dell'Adriatico, ritenuto di fondamentale attrazione per l'ecoturismo, attraverso il miglioramento delle dotazioni strutturali e tecnologiche dei Centri Visita.Infine ci sono progetti che supportano la salvaguardia della biodiversità ambientale e faunistica, la conservazione, valorizzazione e ottimale gestione degli ambienti naturali caratterizzanti l'area.È importante quindi comprendere che il Parco non è solo promozione, o come molti credono, turismo, esso ha tra i propri obiettivi la creazione di consapevolezza locale, attraverso azioni di comunicazione, del grande valore ambientale presente nel territorio. L'Ente Parco è principalmente strumento condiviso di valorizzazione e promozione del Delta, delle sue potenzialità al fine di favorire lo sviluppo di attività economiche in grado di trarre, dalle caratteristiche e dalle tipicità dell'area, la spinta necessaria alla crescita economica e sociale delle popolazioni locali. Il Parco del Delta del Po è un parco d'acqua, pertanto la tutela in senso stretto della qualità delle acque e la preservazione delle fasce fluviali riveste carattere fondamentale nell'azione dell'Ente, insieme alla tutela ambientale, che dev'essere considerata dalle popolazioni locali, assumendo un valore positivo, non meramente vincolistico, come un investimento per la salute, la qualità della vita e un'agevolazione alle iniziative che essi intendono intraprendere.Tratto dal Numero Unico 2009 della Pro Loco di Adria