IL PASTORALE FIORITO DI ROSEAnticamente, quando era ancora un villaggio di povere casupole e non aveva un nome, Rovigo doveva essere, per tre stagioni almeno nell’anno, tutta una fiorita di rose: rose di macchia, rose rosse, roselline.Così nel dare il nome al borgo che si andava sviluppando si pose attenzione a quello spontaneo dono della natura e da « rhodon », che in greco significa rosa, quel paese fu chiamato « Rhodon-vicus », cioè Rovigo.Si narra che, negli anni immediatamente preceden ti il 1000, la città di Adria, allora sede vescovile fiorentissima, fosse esposta di continuo alle scorrerie degli Ungari che la rendevano molto insicura.Il vescovo, Paolo Cattaneo, era fermamente deciso a trasferire altrove la sede episcopale, ma non sapeva dove.Una notte ecco una visione illuminatrice: san Pietro gli offre un bastone pastorale fiorito di rose rosse.Il vescovo capì: doveva trasferirsi a Rovigo. Vi fece quindi costruire un solido castello contro i pericoli di scorrerie e di assedi e vi fissò la propria nuova residenza.Dell’antico castello, delle sue torri rimane oggi solo la Torre Donà, una delle più belle del Veneto; di quel tempo ancor oggi si tramanda questa leggenda a conferma che Rovigo vuoi dire paese delle rose.-------------------------------------------------------------------------PER APPROFONDIRE LA STORIA DEL VENETO
LE ORIGINI DELLA CITTA'
IL PASTORALE FIORITO DI ROSEAnticamente, quando era ancora un villaggio di povere casupole e non aveva un nome, Rovigo doveva essere, per tre stagioni almeno nell’anno, tutta una fiorita di rose: rose di macchia, rose rosse, roselline.Così nel dare il nome al borgo che si andava sviluppando si pose attenzione a quello spontaneo dono della natura e da « rhodon », che in greco significa rosa, quel paese fu chiamato « Rhodon-vicus », cioè Rovigo.Si narra che, negli anni immediatamente preceden ti il 1000, la città di Adria, allora sede vescovile fiorentissima, fosse esposta di continuo alle scorrerie degli Ungari che la rendevano molto insicura.Il vescovo, Paolo Cattaneo, era fermamente deciso a trasferire altrove la sede episcopale, ma non sapeva dove.Una notte ecco una visione illuminatrice: san Pietro gli offre un bastone pastorale fiorito di rose rosse.Il vescovo capì: doveva trasferirsi a Rovigo. Vi fece quindi costruire un solido castello contro i pericoli di scorrerie e di assedi e vi fissò la propria nuova residenza.Dell’antico castello, delle sue torri rimane oggi solo la Torre Donà, una delle più belle del Veneto; di quel tempo ancor oggi si tramanda questa leggenda a conferma che Rovigo vuoi dire paese delle rose.-------------------------------------------------------------------------PER APPROFONDIRE LA STORIA DEL VENETO