Libreria LdPV

Vi Presento Un grande studioso della cultura della nostra terra


BRANI TRATTI DALLE COPERTINE DEI VOLUMI INDICATI 
DINO COLTRO è nato il 2 novembre 1922 Strà di Coria no (Albaredo d Verona), ma la sua giovinezza e la sua formazione restano legate al Pilastro (Bonavigo), una tipica corte della Bassa veronese dove abitò dalla prima infanzia fino agli anni Cinquanta. Avviato al lavoro salariale, riuscì con l’impegno dell’autodidatta a diventare maestro. Con l’insegnamento iniziò anche la sua attività sociale nelle Aclì promuovendo numerose cooperative agricole e partecipando alla vita del movimento come dirigente provinciale, regionale, nazionale. Appartiene a questo periodo anche l’esperienza della Cooperativa della Cultura di Rivalunga, un’iniziativa sociopedagogica che anticipò tendenze e metodi del rinnovaniento della scuola; curò in modo particolare la poesia, in dialetto e in italiano, tutta incentrata sui terni del mondo contadino, e pubblicò anche una traduzione dei lirici greci: attività che riprenderà più tardi con un libro sui salmi. Dal 1970 al 1990 è direttore didattico a San Ciovanni Lupatoto, dove ha abitato. Dopo l’esperienza del Movimento Politico dei Lavoratori (Mpl), che proponeva un inpegno politico dei cattolici fuori dalla Dc, abbandonerà ogni altra attività per dedicarsi interamente alla ricerca e alla trascrizione della tradizione orale veronese e veneta pubblicando con vari editori (Bertani, Arsenale, Newton Compton, Sansoni, Marsilio, Mondatori,Cierre) opere di poesia, narrativa, ricerca, teatro. Sulla lingua e le tradizioni venete ha pubblicato: L’altra lingua, Il parlare adesante, I lèori del socialismo, Parole perdute, Santi e contadini, La nostra polenta quotidiana ,Memoria del tempo contadino (con Carlo Malacchini), San Tommaso a Orti di Bonavigo, L’altra cultura, Dio non paga al sabato, Rivalunga, Gnomi, anguane e basilischi. Tra i molti riconoscimenti per la sua opera ricordiamo la medaglia d’oro del presidente della Repubblica al merito educativo e culturale. Nel 2005 ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze della formazione dall’Università di Verona. Dino Coltro è morto il 4 luglio 2009.
La Terra e l’UomoQuesto libro, frutto di oltre vent’anni di appassionata ricerca, documenta, nei suoi molteplici aspetti, la cultura materiale dei contadini veneti, il loro “fare”, il loro modo di vivere e di affrontare ogni genere di lavoro necessario alle terre. L’attività del contadino viene inserita in uno spazio concreto, il paesaggio che egli ha costruito mettendo a frutto il proprio sapere — quando arare, come seminare e irrigare, dove piantare la vigna—, ma soprattutto usando la forza delle sue braccia. Una particolare attenzione è dedicata alla descrizione degli attrezzi, che il contadino e il bracciante ricevevano dai veci e trasmettevano in eredità ai figli; attrezzi indispensabili per il lavoro, costruiti da chi li utilizzava o richiesti, quando era necessario, agli artigiani specializzati: il fabbro, il carradore, il sellaio, il sogaro. Ne risulta una rappresentazione dettagliata del mondo contadino, così come è rimasto fino all’esodo dalle campagne avvenuto negli anni Sessanta del secolo scorso. Le numerose e minuziose descrizioni, quasi sempre ricavate da testimonianze di donne e uomini delle campagne e delle montagne venete (mondine, filatrici, tabacchine, bovari, braccianti, carrettieri, malgari), sono affiancate da un ricchissimo corredo iconografico costituito da immagini di Paul Schcuermeier, Luigi Ghirri, Giuseppe Bruno, Carlo Malacchini, Flavio Faganello, Gianni Martini, dai disegni di Remo Bresciani e da fotografie raccolte dall’autore nelle sue continue, inesauribili ricerche.
Il mondo contadino«La vita contadina si svolge seguendo il ritiro delle sta gioni e ha i-nomenti e scansioni rituali dal significato profondo e, spesso, arcaico. lì bisogno del rito si spiega con il legame esistente tra il ciclo della natura che vive, muore, rinasce e la vita stessa dell’uomo: la cic icità delle stagioni rispecchia lo svolgersi della sua esisten za. In questo modo la ripetizione crea la “regola” e il rito che facilitano, ha l’altro, la trasmissione dell’espe rienza e della conoscenza: il proverbio, come la ritua lità agraria; l’orazione-preghiera, come la tecnica del lavoro. Il fatto che esista una coincidenza tra le neces sità dell’uomo e 1 possibilità della natura, rafforza il valore del rito, ne dà una dimensione religiosa, perché lega per mezzo di segni e di formule precise l’uomo con le forze generatrici della vita Così, la sicurezza del rapporto sottolineato dall’esperienza, fa sì che l’espres sione del “sacro” rituale diventi anche regola” agrono mica e nonna di vita: in una parola, cultura». Insieme con La terra e i’uorno, in cui l’autore analì la cultura materiale dei contadini veneti (la tipologia e l’organizzazione della casa rurale, gli attrezzi, le tecniche agricole, i mezzi di trasporto ecc.), Mondo contadino costituisce il compendio degli studi di Dino Coltro dedicati alla vita, alla concezione del mondo, alla cultura dei contadini veneti. Attraverso l’analisi dei proverbi, dei modi di dire, dei canti, delle habe, dei giochi, delle funzioni religiose, delle con e dei saperi, consegna un’opera straordinaria e insosti tuibile, che permette di conoscere e di comprendere i sentimenti, i pensieri, la fatica e l’attaccamento alla terra del mondo agricolo veneto. Apparso nel 1982 ed esaurito da molti anni, in que sta nuova edizione Mondo contadino viene presentato con la completa revisione del testo, una diversa veste grafica e con un ricchissimo apparato iconografico. DÈME EL ME COREDème el me core de na oltaquando zugava con gnentee la sera me incantavaa scoltare l’eco dei pòrteghicome na ozeche me ciamasse distante.-----------------------------------------------------dello stesso autore
Dio non paga al sabato. I proverbi della tradizione popolare veneta          
L'altra lingua. Parole a confronto: veneto-italiano