I tre volpiniCari amici, ecco con una leggenda che ha fatto il giro del mondo. E' diffusa in Europa, Cina e Giappone. Ma si conoscono delle varianti russe e africane e poi chi non ricorda l'avventura dei tre porcellini di Walt Disney? Leggete e divertitevi con questa storia che si narra nel Veneto, precisamente a Belluno dove i protagonisti non sono dei porcellini ma dei simpatici volpini. Tanto tempo fa, mamma volpe doveva far nascere i suoi volpini, ma non sapeva dove fermarsi e, gira che ti gira, arrivò vicino ad una malga, poco fuori dal bosco. Entratavi, trovò il posto di suo gradimento: bello, al calduccio, con tanta paglia, un luogo ideale per dei piccoli nati... ... E nacquero, appunto lì, sei bellissimi volpini, vispi, carini, pieni di vita. Un giorno mamma volpe disse loro: "Debbo cercare del cibo per voi! Fate attenzione, non allontanatevi e soprattutto non aprite a nessuno! Il lupo è sempre affamato e fa la ronda per prendervi!" I volpini promisero solennemente di tener chiusa la porta, ma uno di loro, il più deboluccio, chiese: "Come faremo a riconoscerti quando torni?" "Busserò e voi mi chiederete 'Mostraci la zampa bianca'. Io ve la mostrerò e voi mi aprirete." disse mamma volpe premurosa e se ne andò per pollai, poiché, da che mondo è mondo, le galline sono il cibo preferito delle volpi... Anche il lupo, sentendo un certo languorino, era uscito dalla sua tana. Quando giunse in prossimità della malga, sentì il profumo delizioso di volpini e pensò: "Qui c'è un buon bocconcino da papparsi!" e bussò alla porta. "Chi è?" chiesero in coro i volpini. E il lupo di rimando: "Sono la mamma." "Mostraci la zampa bianca!" insistettero i volpini. E il lupo, che aveva naturalmente tutte le zampe nere, corse ai ripari e, trovato un mastello di calce, vi intinse una zampa.Ritornò sui suoi passi e toc, toc, toc, bussò alla porta della malga. I volpini, vista la zampa bianca, aprirono, ma non ebbero neppure il tempo di dire bai che, zacchete, il lupo li ingoiò. Il volpino più debole era rimasto però... ...nascosto dietro alla paglia e quando mamma volpe tornò, carica di galline, le disse:"Quando sei venuta prima, perché non mi hai portato via con gli altri fratellini?" La volpe capì immediatamente cos'era successo. Nascose le galline e raccomandò al volpino superstite di non uscire dal suo rifugio. Prese un coltello e partì a caccia del lupo. Lo trovò poco lontano, sazio, pancia all'aria che dormiva della più bella. Mamma volpe non esitò, prese il coltello e gli tagliò la pancia. I volpini uscirono subito contenti. Fecero una gran festa alla mamma e mangiarono di buon gusto le galline, cotte, crude e in pinzimonio. E il lupo, chiederete voi? Cosa ne fu del lupo? Il lupo mogio mogio si ricucì la pancia ed emigrò altrove. Testo tratto da: "Fiabe venete", scelte e tradotte da Dino Coltro, Milano, 1994, liberamente elaborato e adattato da L. Poropat.
FIABE VENETE
I tre volpiniCari amici, ecco con una leggenda che ha fatto il giro del mondo. E' diffusa in Europa, Cina e Giappone. Ma si conoscono delle varianti russe e africane e poi chi non ricorda l'avventura dei tre porcellini di Walt Disney? Leggete e divertitevi con questa storia che si narra nel Veneto, precisamente a Belluno dove i protagonisti non sono dei porcellini ma dei simpatici volpini. Tanto tempo fa, mamma volpe doveva far nascere i suoi volpini, ma non sapeva dove fermarsi e, gira che ti gira, arrivò vicino ad una malga, poco fuori dal bosco. Entratavi, trovò il posto di suo gradimento: bello, al calduccio, con tanta paglia, un luogo ideale per dei piccoli nati... ... E nacquero, appunto lì, sei bellissimi volpini, vispi, carini, pieni di vita. Un giorno mamma volpe disse loro: "Debbo cercare del cibo per voi! Fate attenzione, non allontanatevi e soprattutto non aprite a nessuno! Il lupo è sempre affamato e fa la ronda per prendervi!" I volpini promisero solennemente di tener chiusa la porta, ma uno di loro, il più deboluccio, chiese: "Come faremo a riconoscerti quando torni?" "Busserò e voi mi chiederete 'Mostraci la zampa bianca'. Io ve la mostrerò e voi mi aprirete." disse mamma volpe premurosa e se ne andò per pollai, poiché, da che mondo è mondo, le galline sono il cibo preferito delle volpi... Anche il lupo, sentendo un certo languorino, era uscito dalla sua tana. Quando giunse in prossimità della malga, sentì il profumo delizioso di volpini e pensò: "Qui c'è un buon bocconcino da papparsi!" e bussò alla porta. "Chi è?" chiesero in coro i volpini. E il lupo di rimando: "Sono la mamma." "Mostraci la zampa bianca!" insistettero i volpini. E il lupo, che aveva naturalmente tutte le zampe nere, corse ai ripari e, trovato un mastello di calce, vi intinse una zampa.Ritornò sui suoi passi e toc, toc, toc, bussò alla porta della malga. I volpini, vista la zampa bianca, aprirono, ma non ebbero neppure il tempo di dire bai che, zacchete, il lupo li ingoiò. Il volpino più debole era rimasto però... ...nascosto dietro alla paglia e quando mamma volpe tornò, carica di galline, le disse:"Quando sei venuta prima, perché non mi hai portato via con gli altri fratellini?" La volpe capì immediatamente cos'era successo. Nascose le galline e raccomandò al volpino superstite di non uscire dal suo rifugio. Prese un coltello e partì a caccia del lupo. Lo trovò poco lontano, sazio, pancia all'aria che dormiva della più bella. Mamma volpe non esitò, prese il coltello e gli tagliò la pancia. I volpini uscirono subito contenti. Fecero una gran festa alla mamma e mangiarono di buon gusto le galline, cotte, crude e in pinzimonio. E il lupo, chiederete voi? Cosa ne fu del lupo? Il lupo mogio mogio si ricucì la pancia ed emigrò altrove. Testo tratto da: "Fiabe venete", scelte e tradotte da Dino Coltro, Milano, 1994, liberamente elaborato e adattato da L. Poropat.