Con questo lavoro il gruppo di musica folk Calicanto torna al teatro, partendo da una delle sue più fortunate canzoni e dall'incontro con l'attrice e narratrice Laura Curino, Titino Carrara e Paolo Malvinni. Sul palcoscenico una struttura di legno che diventa barca, su cui vengono montati gli alberi della nave e alzate le vele, e sulle cui tavole l'attrice ondeggia, a recuperare suoni e stridori d'altri tempi. Le musiche, composte per l'occasione dal gruppo, si alternano ai suoni che la "narrattrice" riesce a trarre dai pochi oggetti che tradizionalmente il suo palco propone, fornendo un paesaggio sonoro che fa da sfondo alla storia. Nel parco dove ha sede il teatro tenda di Longuelo a Bergamo, poco prima dell'inizio dello spettacolo, rivolgiamo qualche domanda a Laura Curino. E' sera, ma non buio, è estate. Un veloce sorso d'acqua, un sorriso, e partiamo. -La magnifica intrapresa.- GALEAS PER MONTES -«La magnifica intrapresa. Galeas per montes conducendo» di Paolo Domenico Malvinni, il successo teatrale di questi ultimi due anni, ora è anche un libro pubblicato dalla casa editrice trentina Curcu&Genovese: il libro fresco di stampa verrà presentato oggi alle 17.30 nella Sala degli Affreschi della biblioteca comunale di Trento. Assieme all'autore, ci saranno Salvatore Ferrari, Roberto Pancheri e il disegnatore Stefano Benedetti. "La magnifica intrapresa" è un gioiello del teatro contemporaneo italiano, portato alla ribalta nazionale da Laura Curino, attrice di punta del teatro di narrazione, insieme al gruppo musicale Calicanto e la regia d'autore di Titino Carrara. Il respiro di questa operazione teatrale è nazionale, ma il suo cuore è tutto trentino, ad iniziare dall'autore, Paolo Domenico Malvinni, raffinato poeta e drammaturgo che riversa nella sua scrittura teatrale tutta la forza immaginifica del suo linguaggio più lirico insieme ad un ritmo serrato, pensato appositamente per una "narrazione per voce brillante" come quella di Laura Curino. E trentino è anche il cuore della straordinaria impresa, o meglio dell'intrapresa, che prende le mosse dai fasti della Serenissima, e dalla volontà espansionistica del doge di Venezia Francesco Foscari, che nel 1438 manda soldati e marinai su una preziosa flotta di galee, fregate e barche da guerra, a Brescia, città alleata di Venezia, assediata dai Visconti di Milano. Inizia così una navigazione che aveva dell'impossibile, tra la laguna veneta e, risalendo il corso del fiume Adige, il Garda trentino passando però per le montagne. A Mori, infatti, dove due estati fa questo lavoro di Malvinni ha debuttato nella piazza centrale, la flotta venne tirata in secca e fatta muovere su lunghe rotaie in legno, fino ad arrivare al lago di Loppio, e fatte navigare fin sotto l'ostacolo più grande e cioè una salita verticale di un centinaio di metri, che portava all'odierno passo San Giovanni. «Quei cento metri di dislivello furono affrontati in condizioni difficilissime. Furono montati argani in cima alla salita, fu aperta una specie di via allargando il corso di un ruscello e l'ascensione venne poi affidata ai muscoli di uomini e animali - spiega Paolo Domenico Malvinni - alla forza e potenza usate per spingere e tirare, quegli uomini unirono pure l'arguzia e, se si vuole, un certo senso scenografico, perché i veneziani, da grandi navigatori quali erano, usarono la propulsione tipica delle imbarcazioni anche per "navigare" via terra. È risaputo che sul Garda soffia tutti i pomeriggi l'òra, un bel vento sostenuto che sale da sud a nord. Quei lupi di mare pensarono bene di frenare la discesa delle galee verso il Garda issando le vele come fossero in mezzo all'acqua». "La magnifica intrapresa" è stata concepita come rappresentazione teatrale ed è quindi articolata in dialoghi suddivisi in due atti e relative scene: è un'opera che andrebbe, quindi, prima di tutto vista ed ascoltata. Grazie però alla ricchezza del linguaggio di Malvinni, l'opera si lascia anche leggere tranquillamente, come un romanzo avvincente. Inoltre, il senso di questa operazione che fissa in un libro quello che di fatto è un copione teatrale, è anche quello di restituire un prezioso documento storico inerente ad una vicenda indagata dagli studiosi, ma non così nota al grande pubblico, specie ai più giovani. È frutto di rigorose ricerche d'archivio da parte di Malvinni, che si basa così su fonti storiche attendibili, con un ricco apparato iconografico: tutta questa fase preparatoria è puntualmente riportata nel libro. ---
È una storia di uomini, una storia di poteri, guerra, ambizioni. È una storia di acque che corrono nelle pieghe della terra. Di galee che navigano mari, fiumi, rigagnoli, pozze, e pure piscio di buoi. E persino sulla terra, sul calcare e il granito. Non per miracolo, per Magnifica Intrapresa. Nell’anno 1438, inviata dal doge Francesco Foscari della Serenissima Repubblica Veneta, parte da Venezia una flotta di Galee e barche da guerra. Raggiungeranno il Garda passando dai monti: la pianura è in mano all’esercito milanese al soldo di Filippo Maria Visconti, e per raggiungere ed aiutare l’assediata Brescia questa è l’unica, pur pazzesca, via da percorrere. La flotta risale controcorrente il fiume Adige, combattendo ogni sorta di avversità: migliaia di braccia e funi tirano dalle vie degli zattieri, spingono con pertiche; argani, buoi e cavalli, più di duemila. I ponti vengono abbattuti per fare luogo al passaggio delle navi alberate e avanti fino a Verona. E poi su per la Chiusa fin quasi a Rovereto, con sudore e sangue, non dimenticando il “doveroso” saluto al famoso verone dov’è affacciata la bella Giulietta. A Mori si tirano le navi in secca, e l’impresa si fa titanica: le navi devono attraversare una lunga valle e poi risalire le montagne, aprendosi un varco fra alberi e rocce e raggiungere il passo San Giovanni… per poi volare fra dirupi a Nago e Torbole per posare finalmente gli scafi nella acque color cobalto del lago di Garda. Nel grande lago poi, battaglie dai diversi esiti tra le flotte della Serenissima e dei Visconti di Milano che hanno in acqua le navi degli alleati Genovesi.
Alla magnifica intrapresa!