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Giovanni Comisso : Veneto felice (Longanesi &c.)


"Quando nelle nitide giornate d'inverno, su dalla pianura appaiono le Alpi tutte bianche dal basso fino alle vette, si comprende come esse siano il vero limite e la custodia di questa terra felice. Cingono questa terra fino a oriente e sono di essa come una dura e pensosa fronte. Per tutta la lunghezza dal lago di Garda al Friuli digrignano questi monti in ameni coli ricchi di vigneti e di frutta dove sulle cime più belle o una villa di Palladio o un santuario o un antico castello attraggono con incanto lo sguardo. A poca distanza una dall'altra sorgono le città, ognuna per la propria storis, per le opere dei propri artisti, per la millenaria struttura architettonica , completa e dominante come capitale. Nutrita e feconda questa terra dall'Adige , dal Brenta e dal Piave che si snodano con le loro acque a volta placide e limpide e di improvviso torbide e ondeggianti, sorgono da essa biade abbondanti, e la gente si moltiplica in rispondenza, assumendo uguali cadenze dei fiumi che solcano. Placida e limpida abita questa gente nei suoi paesi ad alternare i lavori assidui alle feste, ma quando la forza e l'audacia superano la possibilità di lotta per esistere tra questa docile pianura e queste valli scarse, allora gli uomini impazienti emigrano verso terre straniere oltre le Alpi e oltre gli oceani per diventate capostipiti di razze future."