Sta bassa la parola, rasenta la terra sul filo dell’acqua, conta il riso e l’amaro del tempo che passa, canta le storie di tutti quelli che l’hanno vissuta, ma sono grani, semi che vanno oltre. Anche Dino Coltro è scomparso quest’anno. E sono molti gli autori, i poeti che ci hanno lasciato. Coltro era una specie di monumento vivente della storia della civiltà, della cultura contadina veneta. I suoi libri, le raccolte di poesie, i lunari o i proverbi, i tanti testi teatrali, sono tutti un vivo tramandare la vita dei campi, gli anni Cinquanta, periodo che ha segnato intere generazioni con i suoi profondi segni. Mi ha portato alla mente anche Pasolini e Camon e Bressan, e Franzin e Giacomini, Crico, Rebellato e ancora molti altri che, da un capo all’altro di un campo, che ha misura del passo di chi lo attraversa, si chiamano e si passano le sementi, segnano il cammino.------------------------------------------------------------------------------------- Opere di Dino Coltro.I lèori del socialismo (1973)Sloti de tera (1977)Leggende e racconti popolari del Veneto (1982)Paese perduto (1982)Un proverbio al giorno (1985)Fole lilole (1987)Cante e cantàri (1988)Stagioni contadine (1988)L’Adige (1989)Piero Bailon che con on giro de baile girava on campo (1989)La nostra polenta quotidiana (1990)Il temporario (1993)Santi e contadini (1994)Parole perdute (1995)Il parlar adesante (1996)Memoria del tempo contadino (1997)L’altra cultura (1998)L’altra lingua (2001)La cucina tradizionale veneta (2002)Dio non paga al sabato (2004)Rivalunga (2004)Quatro ciacole con Barbarani (2006)Gnomi, anguane e basilischi (2006)La terra e l’uomo (2006) -------------------------------------------------------------------------------------
Sloti de tera
Sta bassa la parola, rasenta la terra sul filo dell’acqua, conta il riso e l’amaro del tempo che passa, canta le storie di tutti quelli che l’hanno vissuta, ma sono grani, semi che vanno oltre. Anche Dino Coltro è scomparso quest’anno. E sono molti gli autori, i poeti che ci hanno lasciato. Coltro era una specie di monumento vivente della storia della civiltà, della cultura contadina veneta. I suoi libri, le raccolte di poesie, i lunari o i proverbi, i tanti testi teatrali, sono tutti un vivo tramandare la vita dei campi, gli anni Cinquanta, periodo che ha segnato intere generazioni con i suoi profondi segni. Mi ha portato alla mente anche Pasolini e Camon e Bressan, e Franzin e Giacomini, Crico, Rebellato e ancora molti altri che, da un capo all’altro di un campo, che ha misura del passo di chi lo attraversa, si chiamano e si passano le sementi, segnano il cammino.------------------------------------------------------------------------------------- Opere di Dino Coltro.I lèori del socialismo (1973)Sloti de tera (1977)Leggende e racconti popolari del Veneto (1982)Paese perduto (1982)Un proverbio al giorno (1985)Fole lilole (1987)Cante e cantàri (1988)Stagioni contadine (1988)L’Adige (1989)Piero Bailon che con on giro de baile girava on campo (1989)La nostra polenta quotidiana (1990)Il temporario (1993)Santi e contadini (1994)Parole perdute (1995)Il parlar adesante (1996)Memoria del tempo contadino (1997)L’altra cultura (1998)L’altra lingua (2001)La cucina tradizionale veneta (2002)Dio non paga al sabato (2004)Rivalunga (2004)Quatro ciacole con Barbarani (2006)Gnomi, anguane e basilischi (2006)La terra e l’uomo (2006) -------------------------------------------------------------------------------------