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Dino Coltro: il cantore del mondo agricolo veronese


Scritto da Redazione di CittadiVerona.itlunedì 20 luglio 2009
L'INFANZIA NELLA CORTE RURALEScrittore, poeta, saggista, giornalista, storico e cultore delle tradizioni scaligere, Dino Coltro nasce da una famiglia di contadini a Strà di Coriano, vicino a Albaredo d'Adige, il 2 novembre 1929. La sua giovinezza e la sua formazione sono legate alla località di Pilastro, piccola frazione di Bonavigo, dove vive nella prima infanzia in una tipicacorte rurale della bassa veronese fino agli anni Cinquanta. La sua è una famiglia di “salariati” che lavora nelle stalle al servizio del sior della corte.“Era per noi salariati una vita con le bestie, spesso diventava anche la nostra una vita da bestie, laorare sempre e tanto, a testa bassa (...). La testa con le idee chiare ci vuole, lasciate che il pitocco si istruisca, che vada a scuola anca lu, il mondo allora cambierà, anca mi da omo nato per laorare la me rivoluzione l’ho fatta, la me generazione ha preparato l’aratura, il terreno è buono, adesso tocca ai giovani somenare” da “I lèori del socialismo” di Dino ColtroUN INCONTRO FORTUNATO E L'INIZIO DEGLI STUDIA otto anni incontra un frate in viaggio per la questua. Il religioso è immediatamente conquistato dalla verbosità e dall’intelligenza del bambino e convince il padrone della corte a lasciarlo studiare. Dino inizia a frequentare un collegio nella zona di Riva del Garda. “Ricordo che quando venne questo frate e mi chiese se volevo studiare risposi subito di sì. Vedevo che i figli del padrone studiando facevano una vita migliore della mia. Se studiare mi consentiva di essere come loro saréa sta stupido a no narghe!”POESIA GRECA E TRADIZIONI VERONESIIn quarta ginnasio fa conoscenza del greco. L’anno successivo già ne traduce i lirici. Lo sorprende come i temi della poesia greca non riguardino il “sublime” ma le cose della vita quotidiana che viveva nella sua corte. In seguito concentra i suoi studi sul canto popolare greco e ne riconosce le similitudini coi canti di chi andava per le strade a cantare la stella a Natale. Dino si pone allora una domanda: Perché andare a cercare nei libri greci quello che dicono il nonno e il papà, quello che vive ogni giorno? Durante il boom economico si lancia nella cultura delle tradizioni e trascrive i racconti del nonno Moro. Con tanti sacrifici diventa maestro elementare e, dal 1970 al 1990, direttore didattico a San Giovanni Lupatoto. Con l’insegnamento inizia anche l’attività sociale nelle Acli, dove promuove numerose cooperative agricole e diventa dirigente prima provinciale, poi regionale e nazionale. Per lungo tempo collabora con testate e tv locali, anche con una celebre rubrica dedicata al proverbio del giorno. PREMI E PUBBLICAZIONIDedica la sua vita intera allo studio delle antiche tradizioni popolari del veneto e di Verona. Pubblica una trentina di libri con vari editori (Compton, Arsenale, Newton, Bertani, Sansoni, Marsilio e Mondadori). Nella società di quel tempo fondata sull’oralità Coltro considera il dialetto non come mezzo comunicativo povero di densità letteraria ma come espressione di una cultura fondata sull’oralità e l’esperienza.Scrive opere di poesia, narrativa, teatro e il famosissimo <<Lunario Veneto>>. Nel corso della sua lunga carriera ottiene diversi riconoscimenti, tra i più importanti: il Premio Sirmione-Catullo, la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica al merito educativo e la laurea honoris causa nel 2005 all’Università di Verona in Scienze della Formazione per le sue opere e la sua attività di illuminato educatore. LA FINEIl 4 luglio 2009 a seguito di una malattia Dino Coltro spira nella sua casa di Cadidavid. Per lunghi anni la sua residenza a San Giovanni Lupatoto è stata considerata un punto di riferimento per gli studiosi della storia e tradizioni venete. DÈME EL ME COREDème  el me core de na oltaquando zugava con gnentee la sera me incantavaa scoltare l’eco dei  pòrteghicome na ozeche me ciamasse distante.da “Sloti de tera” di Dino Coltro