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Ti cerco

Post n°2 pubblicato il 09 Giugno 2008 da PietroShakespeare

Ti cerco… ti cerco nelle parole, nella musica, dentro di me.

Mi manchi quando piove, quando c’è il sole,

tu che mi hai insegnato a camminare,

tu che mi hai preso per mano e mi hai detto ti amo,

forse l’unica volta che mi è stato detto con sincerità.

A volte pensando a te verso ancora qualche lacrima,

la nostalgia di quello che hai perso e in parte non avuto,

di quello cercato ma mai ritrovato.

Oh mamma… quanto mi piacerebbe averti qui,

sentire la tua voce, sentirmi dire che “volere è potere”

che se una cosa mi piace faccio bene a prenderla,

di non preoccuparmi del giudizio degl’altri.

Da lassù potrai vedere meglio i miei difetti,

le mie mancanze, la mia vita…

ma non potrai dirmi niente, non potrai sgridarmi,

rincorrermi con la scopa intorno al tavolo…

Non ti sono stato abbastanza vicino nella malattia,

ad un bambino certe cose non sono permesse.

Ma ora io ti cerco, ti cerco negli ammalati, ti cerco negli amici,

nelle ragazze, ti cerco in un prete, ti cerco… nel mio cuore.

 
 
 

"Ehi, Compagno di giochi, sono qui!"

Post n°1 pubblicato il 30 Maggio 2008 da PietroShakespeare

Solo, vagavo sulla riva dell’oceano, e vidi

Le turbinose onde mugghianti

   esprimere la tua vita impetuosa,

il tuo umore corrucciato, solcato di fremiti.

La violenta immensità mi fece rabbrividire

E allontanare dal conflitto della Natura.

 

Ma poi

   un vigile albero frondoso,

di aspetto maestoso e gentile,

agitò braccia amiche per confortarmi.

Le sue foglie ondeggianti con rime di ninnananna

cantarono un messaggio, che sapevo tuo.

 

Lassù

   scrutai il cielo smisurato;

nel vago suo cuore

come un fanciullo, cercai di spiarti,

giocando con Te.

 

Invano ho cercato il tuo corpo, nascosto vicino,

velato di nubi, spruzzato di schiuma, cinto di foglie,

troppo sottile per i miei occhi;

la tua voce troppo pura per le mie orecchie.

Eppure

  sapevo che eri sempre vicino,

e giocavi a nascondino con me;

ritraendoti,Spirito caro,

se quasi sfioravo la tua veste.

 

Ti cercai a tentoni fra le pieghe

Dell’ignoranza antica, antica quanto il tempo.

Infine

  abbandonai la mia ricerca, con sorda disperazione,

la mia ricerca di Te, Regale, Astuto, Inafferrabile!

    … dovunque,

ma apparentemente in nessun luogo… smarrito nello spazio inesplorato,

dove nessuno può afferrarti né scorgere il tuo viso.

 

Rapido,

  corsi via, lontano da Te.

Ancora, ancora nessuna risposta dal mare infuriato,

e solo sussurri dall’albero gentile;

solo silenzio dalle immensità del cielo,

dal fondo delle valli dalla cima dei monti.

Fanciullo ferito, nel profondo del mio io

mi sono nascosto, imbronciato, senza più cercarti.

 

Quand’ecco!

   d’improvviso, una Mano invisibile

sciolse la benda esasperante

che mi accecava nell’oscurità antica.

Con gioia indicibile

mi volsi e vidi

un mare ridente, non più strepiti irosi;

un gaio mondo lieto e porte astrali spalancate.

 

Solo brume di sogno fra noi,

accanto a me Qualcuno invisibile,

mi sussurrava, dolce e chiaro:

“Ehi, compagno di gioco, sono qui!”.

 
 
 
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Un blog di: PietroShakespeare
Data di creazione: 30/05/2008
 

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AMICO ALBERO

Ti ringrazio amica panchina perché sorreggi il mio corpo stanco,

e tu caro albero, che mi ripari dal sole,

come sei grande, come sei forte e saldo su questa terra,

non ricordo più quando anche io ero come te,

così forte e saldo, imperturbabile,

dal limitato sentire.

Quanta energia mi trasmetti nell’abbracciarti.

Tu non hai a che fare con i sentimenti,

sei troppo giovane,

ma quando sarai uomo,

non sarai così imperturbabile,

ma proverai paure e gioie, sarai amato e amerai.

Perciò non avere fretta di essere uomo,

ma lascia che gli uccellini cantino sui rami,

che la gente di tanto in tanto ti abbracci per sorbire la tua forza.

Un uomo ha bisogno di molta forza per vivere,

quindi sì generoso che un giorno qualcun altro la darà a te.