Creato da ciaobettina0 il 19/09/2014

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dedicata alla mostra "Armonie"
 

sotto:
presentazione della mostra Armonie di luglio e settembre 2015.
CLICCA SULLE TRE PAGINE CHE SEGUONO PER LEGGERE LA PRESENTAZIONE 

 


PITTURA E DECORAZIONE

 

GLICINI E ORTENSIE
E. Neri 
finta finestra su tavola 

dipinto di Elisabetta Neri

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I colori dell'architettura, parte 2 - IL COLOR MIELE DELLA PIETRA LECCESE

Post n°7 pubblicato il 20 Gennaio 2015 da ciaobettina0
 

foto Elisabetta Neri

Le tonalità dei paesaggi salentini che mi hanno colpito di più sono due: il turchese e il beige caldo, quasi un color miele: l'azzurro di un cielo sempre limpido, ma soprattutto quello del mare, di un turchese trasparente che ricorda quello dell'ossidiana nobile;

Foto di Elisabetta Neri

foto di Elisabetta Neri

Ed il caldo e delicato color miele delle costruzioni in pietra leccese, una varietà piuttosto morbida di Carparo. La pietra leccese è una pietra calcarea, facilmente intagliabile, che generalmente si forma in ambienti marini. Del mare conserva, talvolta, residui di conchiglie all'interno del suo impasto, come si può intravvedere nelle foto sotto, che mostrano i grossi blocchi di pietra squadrata di cui è costituita la Torre di San Tommaso, o Torre Lapillo

foto di Elisabetta Neri

Si tratta di una pietra friabile, sensibile all'azione degli agenti atmosferici; perciò quando è erosa presenta una superficie che ricorda quella di una spugna... (nella foto sotto, un particolare decorativo della chiesa di San Domenico al Rosario, a Gallipoli - per vedere altre foto di Gallipoli clicca QUI)

... caratterizzata da cavità che talvolta paiono quasi un decoro, come si può notare nell'immagine in basso, che mostra il basamento di una colonna che affianca l'ingresso principale della splendida Cattedrale di Otranto, il cui magnifico rosone è visibile all'inizio di questo post. (clicca QUI per vedere altre foto di Otranto)

foto Elisabetta Neri

Essendo un materiale facilmente lavorabile, la pietra leccese ha permesso agli architetti e ai decoratori del passato di trasformare le facciate di chiese e palazzi in veri e propri capolavori d'intaglio, in superfici simili a trine che accostano motivi decorativi d'ogni tipo: volute, elementi naturalistici, clssicheggianti e antropomorfi, come si può notare nell'immagine di apertura del post (rosone della Cattedrale di Otranto) e nelle due foto sotto (coronamento del portale d'ingresso della Chiesa di San Domenico al Rosario a Gallipoli e particolare decorativo della Cattedrale di Sant'Agata a Gallipoli) 

foto Elisabetta Neri

foto Elisabetta Neri

La pietra leccese è una costante nell'architettura della zona: caratterizza edifici storici e costruzioni nuove, preziose architetture ed umili dimore. Nel pittoresco scorcio di Gallipoli dell'immagine in basso sono visibili alcune vecchie ed umili case di pescatori, la colorazione dalla tonalità dorata viene esaltata dalla vivida luce solare pomeridiana.

foto di Elisabetta Neri

E anche qui, proprio sulla punta del tacco dell'Italia, le arcate di sapore arabeggiante delle due ali porticate che affiancano la facciata della Basilica di Santa Maria di Leuca (foto sotto) sfoggiano il caldo color miele della pietra leccese. (clicca QUI per vedere altre foto di Santa Maria di Leuca). 

foto di Elisabetta Neri

Color miele sopra la superficie terrestre ma anche sotto: a Gallipoli ho visitato l'antico Frantoio del Vicerè, (foto sotto) interamente scavato in questa malleabile roccia.

foto di Elisabetta Neri

Anche gli interni sono spesso caratterizzati da pareti in pietra leccese a vista come quella della foto sotto, fotografata all'ingresso del Castello di Otranto...

foto di Elisabetta Neri

...O da volte a botte, a vela o dalla magnifica forma "a stella".

volta a stella

Anche la volta a stella (tipica di questa zona), come la volta a crociera, copre uno spazio a pianta quadrata ed è generata da due volte a botte posizionate perpendicolarmemte l'una rispetto all'altra; a differenza che nella volta a crociera, però, qui le volte a botte s'interrompono prima di intersecarsi, e lo spazio nel centro tra una porzione di volta a botte e l'altra assume una forma di stella, con le quattro punte che toccano i sostegni verticali.

 
 
 
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