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        <title>Hic et nunc</title>
        <description>on not knowing how to live</description>
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        <lastBuildDate>Sun, 07 Apr 2024 02:35:31 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>Vento negli occhi, re e regine</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16755730.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?0or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3A%257355%3Dc34%3E%2540c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jX&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;In piedi su uno sperone di roccia battuto dal vento.&lt;br /&gt;Piccole rughe si formano agli angoli dei miei occhi mentre li stringo per affrontare la frusta dell'aria sul volto.&lt;br /&gt;Concentro alcuni dei miei pensieri, li fermo, li trattengo nel presente, come minuscoli frammenti di eternit&amp;agrave;. Li stringo forte dentro me. E li lascio andare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Li lascio qui, per te. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo a me stesso che ogni persona &amp;egrave; unica; ogni momento di contatto sar&amp;agrave; storico perch&amp;egrave; &amp;egrave; irripetibile; &amp;egrave; infinitamente prezioso. &lt;br /&gt;Prendetevi cura delle persone.&lt;br /&gt;Aiutare &amp;egrave; &lt;em&gt;quantitativo&lt;/em&gt;. Prendersi cura &amp;egrave; &lt;em&gt;qualitativo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&quot;Servizio&quot; - questo il significato originario del termine greco therapeia.&lt;br /&gt;Chiunque svolga la funzione del terapeuta &amp;egrave; dunque letteralmente &quot;servitore&quot;.&lt;br /&gt;E io penso che non si possa assolvere ai compiti previsti per il terapeuta, se non ponendosi totalmente al servizio del proprio &quot;assistito&quot; e dunque prestandogli obbedienza. &lt;br /&gt;Che sembra una parola antipatica,pesante, ma non lo &amp;egrave; in questo contesto, poich&amp;eacute;&lt;br /&gt; &quot;ob-audire&quot;, da cui deriva obbedienza, vuol dire proprio &quot;porsi all'ascolto&quot;. &lt;br /&gt;A volte possiamo essere totalmente al servizio di un'altra persona, divenire dunque &lt;em&gt;noi stessi terapia&lt;/em&gt;, &quot;semplicemente&quot; ascoltandola.&lt;br /&gt;Ricordo a me stesso di ascoltare, sempre. Di svuotarmi mentre ascolto, di essere ricettivo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non dimenticate mai di essere ricche, di essere ricchi, infinitamente ricchi. &lt;br /&gt;Siete re e regine, dei e dee. Dovete solo rendervene conto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Possiedi te stessa e sarai padrona di ogni cosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sii il maestro di te stesso e sarai il maestro di ogni cosa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Se possiedi solo le cose,continuerai a essere una mendicante.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se vorrai possedere le persone, sarai un violento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A volte inizi a credere di possedere delle &quot;verit&amp;agrave;&quot; spirituali, ma non cambia niente. Cambia solo la forma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La gente cambia in continuazione, ma non si trasforma veramente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non essere mai avaro del tuo amore e della tua comprensione. Non accumularli altrimenti li perderai.&lt;br /&gt;Non porre condizioni al tuo amore.. il modo migliore per farlo &amp;egrave; condividere la tua &lt;br /&gt;comprensione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricordo a me stesso tutte queste cose, le stringo dentro me, le comprimo cos&amp;igrave; forte che divengono trasparenti gocce che scivolano via dall'angolo dei miei occhi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E cadono qui, senza rumore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 07 Apr 2024 02:32:26 +0200</pubDate>
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            <title>Fermi dove siamo</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?3or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3B%278255%3Dc34%3E%2540c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jW&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Che cosa significa misurare la velocit&amp;agrave; di un oggetto? &lt;br /&gt;In questo momento stiamo ruotando a circa 1000 chilometri all&amp;rsquo;ora intorno al centro della Terra, mentre essa gira sul proprio asse. La Terra si muove intorno al Sole a circa 100.000 km/h, cio&amp;egrave;, all&amp;rsquo;incirca, a 30 chilometri al secondo. A sua volta, il Sole orbita a 220 km/s intorno al centro della nostra Galassia, la Via Lattea che, rispetto al mare cosmico di galassie, scivola nello spazio intergalattico a velocit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; che doppia. Concretamente si pu&amp;ograve; dire che, proprio ora, sfrecciamo nell&amp;rsquo;universo a circa 1.225.000 km/h.&lt;br /&gt;Ma tu ed io, mica ci accorgiamo di questo moto, vero? Insomma, senti un po' qua, non &amp;egrave; che non esiste effettivamente alcun criterio per determinare in maniera assoluta se siamo in movimento oppure no? Mi sa che &amp;egrave; proprio cos&amp;igrave;, che non esiste una maniera possibile di rilevare il moto uniforme assoluto; in nessun esperimento di laboratorio nessuno &amp;egrave; riuscito a trovare un qualsiasi effetto che permetta di stabilire la nostra velocit&amp;agrave; in maniera assoluta.&lt;br /&gt;Quindi siamo fermi. Mmm... no, non mi convince. &lt;br /&gt;E' ovvio che possiamo muoverci; &amp;egrave; facile dimostrarlo effettuando un movimento qualsiasi. Quindi, amici,amiche, meglio conservare l&amp;rsquo;idea di moto, ma considerarla &lt;em&gt;relativa&lt;/em&gt; a qualcos&amp;rsquo;altro.&lt;br /&gt;Beh, se siamo un po' egocentrici, possiamo sempre ipotizzare di non essere in moto, anche se ci&amp;ograve; implica il moto rispetto a noi di moltissime altre cose... un po' come quando siamo seduti in treno in attesa di partire, percepiamo del movimento e non capiamo se stiamo avanzando noi o il treno vicino. Visto che non esiste un sistema di riferimento assoluto, ciascun sistema di riferimento &amp;egrave; valido tanto quanto gli altri.&lt;br /&gt;Tutto &amp;egrave; relativo, bellezza! &lt;br /&gt;Ma io e te vogliamo vedere dove ci porta questa relativit&amp;agrave;. Guardiamo solo un pochino oltre l'angolo, che dici?&lt;br /&gt;Bene, lo so che la prima domanda che ti viene in mente &amp;egrave; la stessa che si &amp;egrave; posto Aristotele: &quot;Se un oggetto &amp;egrave; in moto, &amp;egrave; necessario un agente esterno per mantenere questo moto?&quot;&lt;br /&gt;Aristotele aveva i suoi ottimi motivi per ritenere che cos&amp;igrave; fosse, ma io e te, anche grazie al lui, possiamo non cadere in quella trappola, e pensare che tutto sommato lo stato di quiete non sia particolarmente naturale, che niente e nessuno sia naturalmente fermo, o meglio, che &amp;egrave; altrettanto naturale muoversi a velocit&amp;agrave; costante.&lt;br /&gt;Qualsiasi oggetto mantiene senza sforzo uno stato di quiete o di moto uniforme, ma si oppone ai tentativi di modificarlo. (Provate a dare una spintarella al vostro frigorifero e vedete se si sposta tanto facilmente, tanto per dire..)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa resistenza noi la chiamiamo&lt;em&gt; inerzia&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui viene il bello. Facciamo gli ultimi passi assieme amica mia, amico mio, poi ti lascio alle tue cose..&lt;br /&gt;Abbiamo detto che in ogni istante gli oggetti hanno una propriet&amp;agrave; intrinseca detta velocit&amp;agrave;. Ma accettando la relativit&amp;agrave; del moto scopriamo che questa propriet&amp;agrave; intrinseca &amp;egrave; illusoria. Non corrisponde a niente: non possiamo dire in assoluto se un oggetto abbia una velocit&amp;agrave; alta o nulla.&lt;br /&gt;Le uniche cose reali sono la velocit&amp;agrave; &lt;em&gt;relativa&lt;/em&gt;, e le &lt;em&gt;variazioni&lt;/em&gt; di velocit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Il fatto che siano reali &amp;egrave; dovuto all&amp;rsquo;inerzia: cos&amp;igrave; chiamiamo la capacit&amp;agrave; degli oggetti di resistere ai cambiamenti di velocit&amp;agrave;. Ma bench&amp;eacute; familiare, il concetto di inerzia &amp;egrave; bizzarro: misura le variazioni di velocit&amp;agrave;, ma la velocit&amp;agrave; assoluta &amp;egrave; priva di significato, e persino la velocit&amp;agrave; relativa pare abbastanza sfuggente, visto che dipende dall&amp;rsquo;oggetto su cui si basa il confronto. Come fanno gli oggetti a sapere che devono resistere ai cambiamenti di una cosa tanto effimera? In qualche modo l&amp;rsquo;oggetto &amp;ldquo;percepisce&amp;rdquo; tutti gli altri oggetti circostanti, cos&amp;igrave; da sapere come si muove rispetto a loro, e resistere ai cambiamenti di questo moto? Come pu&amp;ograve; avere senso tutto ci&amp;ograve;?&lt;br /&gt;Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; mai questa cosiddetta inerzia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, qui siamo a posto, posso andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S&amp;igrave;, lo so che non &amp;egrave; bello andarsene lasciando tante domande in sospeso, &amp;egrave; scortese...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo cos&amp;igrave;, e vediamo se migliora le cose...se ti dicessi che in questo post in realt&amp;agrave; il mio intento non era parlare di fisica ma che ho scelto di utilizzare la fisica per costruire una metafora di qualcos'altro che ci tocca probabilmente ancora pi&amp;ugrave; da vicino, mi crederesti? Fammi sapere, se ti va...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti abbraccio, e torno a sfrecciare nell&amp;rsquo;universo a 1.225.000 km/h...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 03 Apr 2024 19:05:09 +0200</pubDate>
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            <title>L'albero e il fantasma</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16754437.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?2or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3F%276154%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jZ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Il cielo &amp;egrave; azzurro chiaro, punteggiato da striscioline di nuvole bianco trasparente.&lt;br /&gt;&amp;Egrave; un giovane uomo,ha appena ventisette anni. I capelli biondo scuro sono lunghi, gli occhi castani tradiscono l'inquietudine che lo riempie, il dolore che lo attraversa come un reticolo di crepe su una lastra di vetro.&lt;br /&gt;&amp;Egrave; una giovane donna di ventotto anni. Ha occhi verde scuro,i capelli&amp;nbsp; neri. La grande forza interiore che la sua presenza trasmette &amp;egrave; offuscata da ci&amp;ograve; che la vita l'ha gi&amp;agrave; forzata ad attraversare.&lt;br /&gt;Sono seduto sull'erba, la schiena appoggiata ad un vecchio albero. Riesco a vederli entrambi. &lt;br /&gt;Anche se guardassero nella mia direzione non mi vedrebbero; &amp;egrave; come se io fossi un fantasma, come se venissi da un tempo diverso dal loro, vibriamo a frequenze diverse. Non visto, li guardo con tutta la dolcezza che il mio silenzio possa infondere nei miei occhi invisibili.&lt;br /&gt;Non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; il cuore di quella giovane donna in questo momento, c'&amp;egrave; una ferita pulsante nel suo petto. &lt;br /&gt;Non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; mente nella testa del giovane uomo, c'&amp;egrave; un grumo di nervi esposti dove dovrebbero esserci pensieri.&lt;br /&gt;Cerco con lo sguardo una porta,un dettaglio posturale,un battito di palpebre, un respiro pi&amp;ugrave; profondo, una porta che mi permetta di capire da dove potrei entrare per essere loro vicino, perch&amp;eacute; possano sentire che possono essere amati,che &lt;br /&gt;meritano di essere amati.&lt;br /&gt;Non c'&amp;egrave; nulla che io possa fare,che possa dire, perch&amp;eacute; sono trasparente ai loro occhi. Possono per&amp;ograve; vedere l'albero al quale la mia schiena &amp;egrave; appoggiata, dunque lascer&amp;ograve; una parola,una frase in ogni ramo.&lt;br /&gt;Mi alzo in piedi, guardo entrambi un' ultima volta, sollevo appena la mia mano un po' ruvida, a mo' di invisibile saluto, poi cammino via sotto il cielo chiaro.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Non hanno mai saputo che ero l&amp;igrave;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una brezza leggera muove piano i rami di un vecchio albero, e il rumore che fanno &amp;egrave; come un sussurro che sembra voler dire che la vita vi spezzer&amp;agrave;, che vi porter&amp;agrave; via tutto, finch&amp;eacute; sarete vuoti. L' intero universo sar&amp;agrave; vuoto,una dispersione uniforme,immota,completa. Ma qualcosa in voi ad un certo punto si staccher&amp;agrave; con un balzo dal dolore,dal vuoto che sempre vuole trascinarvi gi&amp;ugrave;,per immobilizzarvi. &lt;br /&gt;Evolverete come persone, e sar&amp;agrave; come una danza vorticosa,o forse come un lentissimo, impercettibile movimento,ma accadr&amp;agrave;. Scoprirete il mondo,lo conoscerete meglio,per poterlo attirare in voi,per poter continuare il vostro viaggio,la vostra ricerca.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;La brezza si ferma per un istante,e i rami tacciono. Poi riprende a soffiare, e le parole &lt;br /&gt;appese ai rami risuonano veloci..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto evolve.. l&amp;rsquo;anemone&amp;nbsp;diventa calamaro,diventa pesce; lo scodinzolamento diventa nuoto,&amp;nbsp;diventa strisciare; il pesce diventa lumaca, diventa lucertola; lo strisciare diventa cammino, diventa corsa, diventa volo. Le cose viventi si&amp;nbsp;protendono l&amp;rsquo;una verso l&amp;rsquo;altra. Il tropismo&amp;nbsp;diventa fiuto, diventa fascino, diventa concupiscenza,diventa amore.&amp;nbsp;Dalla lucertola alla volpe alla scimmia all&amp;rsquo;uomo,con uno sguardo, con&amp;nbsp;una parola noi ci attiriamo, ci tocchiamo,ci amiamo. Soffriremo, certo...la creazione senza distruzione non &amp;egrave; possibile; la&amp;nbsp; distruzione senza creazione si alimenta della creazione passata. E' il fiume della vita. In seno al&amp;nbsp;fiume tornano indietro correnti, turbinano mulinelli. Il fiume stesso&amp;nbsp;esita, scompare,riemerge, procede. Ma il corso generale &amp;egrave; consapevolezza crescente, dalla materia alla mente alla coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fin dei conti che ne so io, sono solo un vecchio albero che vi porta il messaggio di un amico...di un fantasma, forse.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 28 Mar 2024 08:08:34 +0200</pubDate>
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            <title>Forse dovrei spostarmi da lì...</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16753807.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?2or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3F%270871%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jZ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;C'&amp;egrave; un arciere di fronte a me. Ci guardiamo senza paura, senza rabbia. Con curiosit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Dopo qualche tempo egli, con un movimento quasi dolce, tira la freccia per tendere l'arco. E scocca.&lt;br /&gt;La freccia scivola via dall'arco.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Corre verso il mio cuore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;eternit&amp;agrave; del suo volo, mi chiedo: che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; questo istante?&lt;br /&gt;Trovandomi di fronte alla mia fine, la mia mente si fa acuminata: scinde il tempo in momenti innumerevoli, subito trascorsi. In uno di questi istanti perfetti vedo la freccia a mezz&amp;rsquo;aria, sospesa tra i ticchettii pi&amp;ugrave; minuscoli dell&amp;rsquo;orologio pi&amp;ugrave; preciso di tutti. In questo istante senza tempo, la freccia non si muove; niente la spinge o la tira verso il mio cuore.&lt;br /&gt;Ma allora come fa a muoversi?&lt;br /&gt;La mia mente accoglie il mistero, lo vuole conoscere...e intanto la freccia &amp;egrave; in volo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; questo singolo istante in cui la freccia &amp;egrave; sospesa a mezz&amp;rsquo;aria? Spesso immaginiamo il tempo come una serie di istanti che si susseguono, come i ticchettii dell&amp;rsquo;orologio. Ma se cerchiamo di concentrarci su un singolo istante del presente, esso vola via prima che noi possiamo &quot;toccarlo&quot;.&lt;br /&gt;Consideriamo un &quot;istante di tempo&quot;: proprio questo in cui mi leggi, o qualunque altro. L&amp;rsquo;istante ha una sua durata? Si protrae per un po&amp;rsquo;? Immaginiamo che duri, soltanto un pochino. &lt;br /&gt;In tal caso, come qualsiasi intervallo di tempo deve avere un inizio,una met&amp;agrave; e una fine. Dividiamolo allora a met&amp;agrave; in due intervalli pi&amp;ugrave; brevi. Riguardo a ciascuno possiamo chiedere: ha una durata? Visto che possiamo ripetere il ragionamento indefinitamente, sembra che dobbiamo giungere a una delle due conclusioni seguenti. La prima possibilit&amp;agrave; &amp;egrave; che non esista affatto un limite alla brevit&amp;agrave; degli intervalli di tempo; sembra cos&amp;igrave; di avvicinarsi sempre pi&amp;ugrave; a un istante di tempo perfetto e ideale, di durata &lt;em&gt;esattamente nulla&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;In alternativa,nelle nostre divisioni infinite potremmo arrivare a un segmento di tempo dotato di una qualche durata, ma che non ammette ulteriori scomposizioni: un &amp;ldquo;atomo&amp;rdquo; di tempo. Ecco quindi le alternative: istanti di durata nulla, o di durata infinitesimale ma non nulla.Ed entrambe queste opzioni suscitano perplessit&amp;agrave;. Immaginiamo che l&amp;rsquo;istante abbia una durata esattamente nulla: in esso non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcuna possibilit&amp;agrave; che avvenga qualcosa. In quell&amp;rsquo;istante, allora, la freccia si trova solo in un luogo specifico. Sta ferma, sospesa a mezz&amp;rsquo;aria. Ma se davvero la freccia si trova in un solo luogo, non pu&amp;ograve; affatto muoversi durante quell&amp;rsquo;istante, proprio come la fotografia stampata di una freccia non pu&amp;ograve; muoversi sulla pagina.Dunque il problema &amp;egrave;: se il tempo &amp;egrave; composto soltanto da molti istanti che si susseguono, e in ogni istante singolo la freccia sta ferma in un luogo, come fa la freccia ad arrivare in qualsiasi altro luogo? Ma vediamo l&amp;rsquo;altra possibilit&amp;agrave;, insieme, io e te, ti va? S&amp;igrave;?&lt;br /&gt;Ok, allora ipotizziamo che ci&amp;ograve; che chiamiamo istante di tempo in realt&amp;agrave; si protragga per un po&amp;rsquo;, come le immagini fisse che, susseguendosi, compongono un film. Secondo questo punto di vista, se consideriamo un film del volo della freccia, da un fotogramma al successivo la posizione cambia; il moto appare soltanto quando si riuniscono i fotogrammi. &lt;br /&gt;Un po' meglio rispetto a prima, vero? Per&amp;ograve; aspetta...i fotogrammi cinematografici sono separati da una frazione di secondo, &amp;egrave; la nostra mente a raccordarli creando il movimento; ma che cosa raccorderebbe gli atomi di tempo? Se il mondo somiglia alla riproduzione di un film, che cosa lo riproduce, e con quale velocit&amp;agrave;? Che cosa impedisce che tutto succeda in un attimo? E che cosa raccorda un fotogramma al successivo? Nel film un&amp;rsquo;immagine pu&amp;ograve; mostrare una freccia, e nell&amp;rsquo;immagine successiva, con un improvviso stacco di montaggio, il suo bersaglio. Ma la realt&amp;agrave; non fa mai nulla del genere: ogni momento, inesorabile, sembra nascere fluidamente da quello che lo precede. In breve, come fa il moto ad avvenire, se il tempo &amp;egrave; composto di istanti e ogni istante &amp;egrave; privo di moto? E ancora, amica mio, amico mio, senti questa; la freccia &amp;egrave; composta di un numero inconcepibile di atomi, disposti in un certo modo, che evolvono insieme in una certa maniera cui diamo il nome &amp;ldquo;freccia in volo&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;Di che cosa sono fatti gli atomi? Forse risponderete &quot;quark ed elettroni&quot;, o magari &quot;superstringhe&quot;. &lt;br /&gt;Sono quindi queste particelle subatomiche infinitamente minuscole che, incoccate e lasciate andare, stanno volando attraverso l&amp;rsquo;aria e mi trafiggeranno il cuore?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sei ancora qui con me? Bene, bene davvero. &lt;br /&gt;Abbiamo formulato tutte queste domande in pochissimo tempo,appena qualche centinaio di battiti del cuore. &lt;br /&gt;E vorrei parlare di questo e di tante altre cose, con te; ma ora devo muovermi, se vogliamo che ci&amp;ograve; accada...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;...la freccia si sta avvicinando.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ti (ri)faccio l'occhiolino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;PS: Amiche e amici miei, prima che qualcuno o qualcuna lo faccia notare, lo svelo gi&amp;agrave; io... l'ispirazione dietro questo post &amp;egrave; l'idea di una riscrittura del paradosso formulato pi&amp;ugrave; di 2500 anni fa da Zenone di Elea, condito con un po' di fisica quantistica e un po' di suspense. E perch&amp;egrave;? Dir&amp;agrave; forse qualcuno. Beh, perch&amp;egrave; io e te di questa cosa non ne abbiamo mai parlato, insieme, e mi andava tanto di farlo. E comunque il blog &amp;egrave; mio e faccio quello che voglio io ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Freccia permettendo...&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 24 Mar 2024 15:55:36 +0200</pubDate>
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            <title>Dietro l'argine</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%2Cor%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3A%251970%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jX&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;La luce rosso arancio del sole mi bagna il viso mentre guido, all'alba.&lt;br /&gt;&amp;Egrave; la luce tiepida di un sole appena sveglio, senza l'aggressivit&amp;agrave; dell' adolescente mezzogiorno.&lt;br /&gt;Guido immerso nella musica che ho scelto per tornare a casa.&lt;br /&gt;Ho bisogno di dormire. Ho bisogno di un cuore lento, di pensieri evanescenti. Decido che prima voglio guardare il fiume qui vicino per qualche istante. &lt;br /&gt;Fermo l'auto nello spiazzo vicino all' argine; spengo l'autoradio..mi prendo un attimo per assorbire lo spiacevole impatto col mondo quando si spegne la musica. &lt;br /&gt;Scendo dalla mia auto e cammino un po'.&lt;br /&gt;Tra poco potr&amp;ograve; riposare,tra poco...&lt;br /&gt;La sua sagoma in controluce &amp;egrave; scura, non riesco a vederlo in volto.&lt;br /&gt;Mi siedo sull'erba a fianco a lui. Cingo le mie ginocchia con le braccia. Non lo guardo, guardo la nebbiolina che sale dal fiume poco distante.&lt;br /&gt;&quot;Ciao&quot;&lt;br /&gt;La sua voce &amp;egrave; lievemente baritonale, priva di colore o inflessioni.&lt;br /&gt;&quot;Ciao a te&quot; - rispondo&lt;br /&gt;&quot;Volevo proprio parlare con qualcuno,ed eccoti qui&quot; - mi dice.&lt;br /&gt;&quot;Posso capirlo, ma sono molto stanco, vorrei solo andare a casa, forse bere qualcosa, dare un'occhiata al mio blog e mettermi a dormire.&quot; - gli rispondo.&lt;br /&gt;&quot;Hai un blog?&quot; - mi chiede,e mi sembra di notare un tono divertito nella sua strana voce atona.&lt;br /&gt;&quot;Eh s&amp;igrave;, ce l' ho da molti anni, da poco ho ripreso a scriverci dopo una pausa lunghissima&quot;&lt;br /&gt;&quot;E come si chiama il tuo blog?&quot;&lt;br /&gt;Sospiro e rispondo...&lt;br /&gt;&quot;Si chiama Hic et nunc e ,se non bastasse, il sottotitolo &amp;egrave; 'del non saper come vivere'. In inglese.All' epoca mi sembrava una grande accoppiata titolo in latino e sottotitolo in inglese.&quot;&lt;br /&gt;Nella sua risposta risento quella nota di divertimento...&lt;br /&gt;&quot;Bah, non saprei...e cosa ci scrivi di solito?&quot;&lt;br /&gt;Esito un istante prima di parlare:&lt;br /&gt;&quot;Non saprei dirtelo, ci ho scritto un sacco di cose diverse, non c'&amp;egrave; un unico tema. Ad esempio,potrei scrivere di questo incontro, e siccome non sapevo sarebbe accaduto, come vedi sar&amp;agrave; qualcosa di diverso da quello che ho gi&amp;agrave; scritto&quot;&lt;br /&gt;&quot;Allora rendiamo la conversazione pi&amp;ugrave; interessante di cos&amp;igrave;,che dici?&quot; - ribatte lui.&lt;br /&gt;&quot;Sei tu che volevi parlare&quot; - gli rispondo io.&lt;br /&gt;&quot;Sei tu che sei venuto qui&quot; - fa lui.&lt;br /&gt;Io: Non sapevo ci fosse qualcuno&lt;br /&gt;Lui: Cambia forse il fatto che volevi venire qui? Non &amp;egrave; che magari &lt;em&gt;dovevi&lt;/em&gt; passare di qua?&lt;br /&gt;Io: non direi. Ho scelto. Ho deciso.Libero arbitrio.&lt;br /&gt;Lui: sicuro che invece le cose non accadono perch&amp;eacute; &lt;em&gt;devono&lt;/em&gt; accadere?&lt;br /&gt;Io: mi sembra un po' troppo determinista come affermazione...&lt;br /&gt;Lui: e tu come puoi affermare che il determinismo sia sbagliato? Che tutto ci&amp;ograve; che ci accade debba &lt;em&gt;necessariamente&lt;/em&gt; accadere non ti ha mai sfiorato la mente?&lt;br /&gt;Io: certo che mi sono posto la questione, e la tentazione di abbandonarsi al sollievo di pensare che niente dipenda da noi,dalle nostre scelte, mi ha anche solleticato. Ma non convinto.&lt;br /&gt;Lui: dunque pensi davvero di avere scelta,e che le cose possano accadere anche per caso? Magari in realt&amp;agrave; non hai altra scelta che pensarla cos&amp;igrave;,e invece pensi di essere tu che decidi di pensarla in questo modo.&lt;br /&gt;Io: dunque tu sostieni che tutto vada esattamente come &amp;egrave; preordinato, consequenziale che vada, che nulla accada per caso e che quindi siamo finalmente liberi dal fardello di fare delle scelte,di fare del bene o del male. Un gran sollievo davvero.Posizione interessante,ma a mio parere fallace.&lt;br /&gt;Lui: non vedo come tu possa uscire da questa impasse. Da quando si sono scontrati i primi due atomi dell' universo, tutto &amp;egrave; andato in maniera preordinata, tutte le cause e gli effetti ti hanno portato esattamente qui,a dirmi esattamente quello che mi stai dicendo. Le leggi della natura hanno determinato le tue azioni.&lt;br /&gt;Io: questa ipotesi per&amp;ograve; l'ho gi&amp;agrave; detta io prima...&lt;br /&gt;Lui: in effetti...sei un po' orso per&amp;ograve;,lo sapevi?&lt;br /&gt;Io: (sospiro) allora facciamo cos&amp;igrave;. Siccome sono stanco e voglio andare a rubare il miele e catturare salmoni e grattarmi la schiena contro un albero, ti dir&amp;ograve; perch&amp;eacute; credo che tutta la questione libero arbitrio/determinismo sia posta nel modo sbagliato, e come di conseguenza le nostre posizioni appaiano inconciliabili.&lt;br /&gt;Lui: prego,orso parlante...&lt;br /&gt;Io: tu dici che le leggi della natura determinano le nostre azioni. Ecco, io penso che la parola &lt;em&gt;determinano&lt;/em&gt; sia la sottile ma potente causa dei fraintendimenti,e che abbia confuso le acque nelle controversie sul libero arbitrio e il determinismo. Le nostre azioni sono certamente in accordo con le leggi fisiche della natura,ma dire che esse sono &lt;em&gt;determinate&lt;/em&gt; dalle leggi della natura crea un' immagine psicologica totalmente fuorviante;fa pensare cio&amp;egrave; che la nostra volont&amp;agrave; possa essere in qualche modo in conflitto con le leggi della&amp;nbsp;natura e che queste siano in qualche modo pi&amp;ugrave; potenti di noi e possano&amp;nbsp;&amp;ldquo;determinare&amp;rdquo; le nostre azioni, che noi lo vogliamo o no. Ma &amp;egrave; semplicemente impossibile che la nostra volont&amp;agrave; entri mai in conflitto con le&amp;nbsp;leggi naturali. In realt&amp;agrave; io penso che noi e le leggi naturali siamo la stessa&amp;nbsp;identica cosa. &lt;br /&gt;Le cosiddette &amp;ldquo;leggi fisiche della natura&amp;rdquo; non sono altro che&amp;nbsp;una descrizione di come appunto io, tu e gli altri esseri agiamo. Sono&amp;nbsp;semplicemente una descrizione di come&lt;br /&gt;noi agiamo, non una prescrizione di come dovremmo agire, non un potere o una forza che&amp;nbsp;costringe o determina le nostre azioni. Per essere valida, una legge&amp;nbsp;della natura deve tener conto di come noi di fatto agiamo, o, se&amp;nbsp;preferisci, di come noi scegliamo di agire.&lt;br /&gt;Pensaci un po'...spesso usiamo l&amp;rsquo;espressione &amp;ldquo;Sono&amp;nbsp;determinato a fare questo&amp;rdquo; come&lt;br /&gt;sinonimo di &amp;ldquo;Ho scelto di&amp;nbsp;far questo&amp;rdquo;. Ma proprio questa identificazione psicologica dovrebbe rivelare che il determinismo e la scelta sono molto pi&amp;ugrave; vicini tra&amp;nbsp;loro di quanto potrebbe sembrare. Naturalmente tu potresti benissimo dire che la dottrina del libero arbitrio dice che siamo noi a&amp;nbsp;compiere questo atto di determinazione, mentre la dottrina del&amp;nbsp;determinismo afferma, a quanto pare, che le nostre azioni sono determinate da qualcosa che con tutta evidenza sta fuori di noi. Ma la&amp;nbsp;confusione &amp;egrave; in gran parte causata dalla dicotomia che compiamo&amp;nbsp;dividendo la realt&amp;agrave; in &amp;ldquo;noi&amp;rdquo; e &amp;ldquo;non noi&amp;rdquo;. Insomma, dov&amp;rsquo;&amp;egrave; che in realt&amp;agrave;&amp;nbsp;finiamo noi e comincia il resto dell&amp;rsquo;universo? Oppure,dov&amp;rsquo;&amp;egrave; che&amp;nbsp;finisce il resto dell&amp;rsquo;universo e cominciamo noi? Una volta che riuscissimo a&amp;nbsp;vedere il cosiddetto &amp;ldquo;noi&amp;rdquo; e la cosiddetta &amp;ldquo;natura&amp;rdquo; come una totalit&amp;agrave;&amp;nbsp;continua, non saremmo pi&amp;ugrave; tormentati dal dubbio se siamo noi a controllare la natura o la natura a controllare noi. E cos&amp;igrave; sparirebbe tutto questo&amp;nbsp;pasticcio del conflitto tra libero arbitrio e determinismo.&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo fiato, mi passo una mano un po' ruvida sul volto, poi aggiungo:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Io: &quot;Un'ultima cosa, visto che prima abbiamo anche nominato il bene e il male, ti dico anche questo...a mio avviso come umanit&amp;agrave; purtroppo sembriamo non aver appreso quello che &amp;egrave;&amp;nbsp;forse il fatto pi&amp;ugrave; importante dell&amp;rsquo;universo: che il male fa soffrire.&amp;nbsp;Tutti gli argomenti dei moralisti, tutte le ragioni addotte per&amp;nbsp;sostenere che gli uomini non devono compiere azioni malvagie,&amp;nbsp;impallidiscono e perdono ogni significato alla luce dell&amp;rsquo;unica&amp;nbsp;verit&amp;agrave; di fondo, che il male &amp;egrave; sofferenza. E adesso, se lo desideri, ti lascio l'ultima parola, qualsiasi cosa tu voglia dire la ascolter&amp;ograve; con la massima presenza, ma non replicher&amp;ograve;. Sono davvero troppo stanco&quot;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non ci siamo mai guardati, durante tutta la conversazione...mi volto verso il mio interlocutore, e non vedo nessuno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di nuovo in auto, di nuovo nella musica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A casa ora, a scrivere queste parole prima che mi scordi di questo strano incontro tra il fiume e il sole rosso arancio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora devo davvero riposare... se siete qui, buongiorno a voi...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lui: &quot;Ah,a proposito, questo post l'ho scritto io. L'altro, quello che vi capita di leggere ogni tanto, Silent, l'orso, sta dormendo.;)&quot;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 21 Mar 2024 07:43:04 +0200</pubDate>
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            <title>Tutti al Brico! (o almeno chi vuole...)</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?2or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3E%275570%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jZ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Come mi ero in qualche modo impegnato a fare, riprendo i temi dei due post precedenti, che cosa significhi capire e cosa significhi essere qualcun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, giusto per stare in tema, parleremo dell'orgasmo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensiamo all'orgasmo femminile.&lt;br /&gt;Argomento delicato...anzi, delicatissimo. Proprio cos&amp;igrave;. Ma mi addentrer&amp;ograve; lo stesso per un po' nel merito di questo argomento perch&amp;eacute; tante volte a chiunque di noi &amp;egrave; capitato di vivere situazioni frustranti e mortificanti sotto le lenzuola. &lt;br /&gt;Il sesso &amp;egrave; un&amp;rsquo;esperienza che ci vede particolarmente vulnerabili, anche se a qualcuno e qualcuna magari piace pensare che tutto si basi su rapporti e volont&amp;agrave; di potenza. Molto semplicemente non &amp;egrave; cos&amp;igrave;.&lt;br /&gt;Desidero parlare delle donne non per galanteria, ma perch&amp;egrave; io sono un uomo, e quindi il fattore comprensione diviene incredibilmente evidente e cruciale.&lt;br /&gt;Se io osservassi il corpo di una donna a partire dal primo momento dell&amp;rsquo;eccitazione sessuale e continuassi a osservarlo durante tutto il percorso che segue quel primo momento fino al raggiungimento del piacere, noterei sicuramente alcuni cambiamenti sia fisici, sia emotivi.&lt;br /&gt;S&amp;igrave;, lo so, faccio tanti giri di parole, ma sto banalmente parlando della risposta sessuale femminile, che ha un fondamento biologico &amp;ndash; ovvero &amp;egrave; legata a ci&amp;ograve; che accade al vostro corpo &amp;ndash; ma che di solito &amp;egrave; vissuta in un contesto personale, relazionale e culturale che pu&amp;ograve; fare la differenza, in positivo o negativo.&lt;br /&gt;Il che significa che anche se il tuo organismo funziona perfettamente, e anche se &amp;ldquo;tecnicamente&amp;rdquo; &amp;egrave; in grado di eccitarsi e godere di tutte le sensazioni sessuali a tua disposizione, se &amp;egrave; inserito in una relazione malsana o insoddisfacente, in un contesto poco eccitante, non potr&amp;agrave; esprimere tutte le sue potenzialit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;Prima ho scritto &quot;Se io osservassi il corpo di una donna a partire dal primo momento&quot;...beh, volendo proprio partire dal primo istante sono consapevole che il desiderio sessuale, cio&amp;egrave; la voglia di impegnarsi in un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; sessuale, &amp;egrave; l&amp;rsquo;aspetto pi&amp;ugrave; misterioso e il pi&amp;ugrave; difficile da descrivere in modo oggettivo. Quindi, se vi sta bene, abbiate piet&amp;agrave; di me e diciamo che tutti capiamo di cosa stiamo parlando.&lt;br /&gt;Cos&amp;igrave; possiamo passare all'eccitazione, dove la respirazione accelera, si fa pi&amp;ugrave; intensa, il cuore comincia a battere pi&amp;ugrave; rapidamente e alcune parti del corpo entrano in tensione, altre si scaldano e cambiano colore come risultato del maggiore afflusso di sangue in quella zona. Altre cose accadono in questa fase nell'anatomia femminile, ma credo che ci siamo intesi su quale sia questa fase.&lt;br /&gt;E visto che ci siamo intesi, ci intendiamo anche sul graduale aumento delle sensazioni piacevoli, che dipendono anche dalle trasformazioni fisiche di cui abbiamo parlato.&amp;nbsp; Aumento che culmina nell'orgasmo, il punto pi&amp;ugrave; alto dell&amp;rsquo;eccitazione sessuale. &amp;Egrave; una sensazione di benessere esplosiva e passeggera che coinvolge tutto il corpo per alcuni secondi. Insomma, &amp;egrave; quando il cuore ci batte ancora pi&amp;ugrave; forte, avete presente?&lt;br /&gt;Sono andato bene fino a qui? Non lo so, non importa, perch&amp;eacute; ecco il vero tema...quello che ho scritto sopra &amp;egrave; la teoria, l'anatomia,e possiamo darla per scontata immagino, qualunque adulto dovrebbe sapere almeno cosa accade al corpo del partner quando si &amp;egrave; cos&amp;igrave; vicini, anche se i discorsi da spogliatoio maschile sono un po' scoraggianti in questo senso, e non conosco i discorsi da spogliatoio femminile. &lt;br /&gt;Ma cosa capisco veramente io, del corpo e del piacere di una donna? O meglio ancora, cosa &amp;egrave; possibile realmente capire?&lt;br /&gt;Posso immaginare di capire il piacere, per analogia con la mia esperienza di esso,ma posso capire come sia il piacere non solo attraverso un'altra psicologia, un'altro vissuto, ma addirittura attraverso un'altra biologia?&lt;br /&gt;Posso essere te?&lt;br /&gt;Non lo so, ma ho un'idea degli attrezzi che ci servono se vogliamo almeno provarci, almeno in quegli istanti in cui siamo cos&amp;igrave; intimi, ad essere un tutt'uno, a capire, a comprendere. Attrezzi unisex.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutti al brico allora, ecco una prima lista di ci&amp;ograve; che ci serve, a mio parere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serve gentilezza,serve attenzione, serve cura, serve pazienza,serve un tipo di pensiero lento,che si dilati fino a racchiudere ogni istante e a scorporarlo dal flusso temporale,dalla sequenza meccanica degli eventi. Serve presenza. Serve ascolto. Serve parlarsi, chiedersi, confidarsi ci&amp;ograve; che pi&amp;ugrave; piace, indagare e indagarsi con i gesti e con le parole.&lt;br /&gt;Pi&amp;ugrave; tantissimo altro. Tutte cose che servono anche al di fuori del sesso, tra l&amp;rsquo;altro.&lt;br /&gt;Diverr&amp;agrave; comprensione tutto ci&amp;ograve;? Potremmo dire di capire ci&amp;ograve; che prova la persona con la quale siamo e ci stiamo fondendo, o con la quale stiamo anche solo parlando?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potr&amp;ograve; essere te? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrai essere me?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi posso rispondere, per ora. Sono al brico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma mentre aspetto che sia il mio turno in cassa, questa cosa ve la voglio sussurrare all'orecchio..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io vedo un&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; pesta, abbruttita, imbarbarita,stanca, esausta, incattivita, spaventata...eppure nei secoli,nei millenni,le persone si sono sfiorate,si sono toccate,si sono amate,e qualcosa passa, qualcosa &amp;egrave; passato.&lt;br /&gt;Moriamo, soffriamo,moriamo a milioni,a miliardi,ma qualcosa &amp;egrave; passato,e i balzi di questo qualcosa sono quasi invisibili ma sempre pi&amp;ugrave; audaci.&lt;br /&gt;Amiamo qualcuno che &amp;egrave; molto lontano,amiamo qualcuno che &amp;egrave; morto molto tempo fa.&lt;br /&gt;Ci emozioniamo per arte creata da persone vissute secoli fa, non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; nemmeno la loro polvere, e loro sono comunque qui, in qualche modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa &amp;egrave; passato, tra di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; lieve pensare che continueremo a passare questo testimone non visto, magari nemmeno capito, eppure evidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come un' onda placida e gentile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come amarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe foste qui con me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe essere l&amp;igrave; con voi.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 18 Mar 2024 16:27:17 +0200</pubDate>
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            <title>Konnichiwa</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16752220.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%26or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3A%252270%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jZ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Facciamo finta che io mi trovi chiuso in una stanza con un foglio di carta tutto coperto di ideogrammi giapponesi. Supponiamo inoltre che io non conosca il giapponese (ed &amp;egrave; proprio&amp;nbsp;cos&amp;igrave;), scritto o parlato, e che io non sia nemmeno sicuro di riuscire a&amp;nbsp;distinguere la scrittura giapponese dalla scrittura, diciamo, cinese o da&amp;nbsp;segni privi di significato: in effetti per me gli ideogrammi giapponesi sono ahim&amp;egrave; segni privi di significato. Ora supponiamo che, dopo questo primo&amp;nbsp;foglio in giapponese, mi venga fornito un secondo foglio nella stessa&amp;nbsp;scrittura, e con esso un insieme di regole per correlare il secondo foglio&amp;nbsp;col primo. Le regole sono scritte in italiano e io capisco queste regole&amp;nbsp;come qualsiasi altro individuo di madrelingua italiana. Esse mi permettono di correlare un insieme di simboli con un altro insieme di&amp;nbsp;simboli, e ci&amp;ograve; soltanto in base alla loro forma grafica. Supponiamo ancora che mi venga data un terzo foglio di simboli giapponesi insieme&amp;nbsp;con alcune istruzioni, anche queste in italiano, che mi permettono di&amp;nbsp;correlare certi elementi di questo terzo foglio coi primi due, e che queste&amp;nbsp;regole mi insegnino a tracciare certi simboli giapponesi aventi una certa&amp;nbsp;forma in risposta a certi tipi di forme assegnatemi nel terzo foglio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Ma, forse direte voi, chi &amp;egrave; che ti passa tutti questi fogli?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Beh, delle persone (alzo le spalle), e le persone che mi forniscono tutti questi simboli chiamano&lt;br /&gt;il&amp;nbsp;contenuto del primo foglio &amp;ldquo;scrittura&amp;rdquo;, quello del secondo &amp;ldquo;storia&amp;rdquo; e&amp;nbsp;quello del terzo &amp;ldquo;domande&amp;rdquo;.&amp;nbsp; Inoltre chiamano &amp;ldquo;risposte alle domande&amp;rdquo;&amp;nbsp;i simboli che io do' loro in risposta al contenuto del terzo foglio e&amp;nbsp;chiamano &amp;ldquo;programma&amp;rdquo; l&amp;rsquo;insieme delle regole in italiano che mi hanno&amp;nbsp;fornito. Ora, tanto per complicare un po&amp;rsquo; le cose, immaginiamo che&amp;nbsp;queste stesse persone mi diano anche delle storie in italiano, che io&amp;nbsp;capisco, e che poi mi facciano domande in italiano su queste storie, e che&amp;nbsp;io risponda loro in italiano. Supponiamo ancora che dopo un po&amp;rsquo; io&amp;nbsp;diventi cos&amp;igrave; bravo nel seguire le istruzioni per manipolare i simboli&amp;nbsp;giapponesi e che i programmatori diventino cos&amp;igrave; bravi nello scrivere i programmi che, dal punto di vista di qualcuno che stia fuori&amp;nbsp;della stanza in cui io sono rinchiuso, le mie risposte alle domande siano&amp;nbsp;assolutamente indistinguibili da quelle che darebbero persone di madrelingua giapponese. Nessuno, stando solo alle mie risposte, pu&amp;ograve; rendersi&amp;nbsp;conto che io non so neanche una parola di giapponese. Supponiamo per&amp;nbsp;giunta che le mie risposte alle domande in italiano siano indistinguibili da quelle fornite da altre persone di madrelingua italiana, per il semplice motivo che io sono di madrelingua italiana.&amp;nbsp;Dal punto di vista esterno, cio&amp;egrave; dal punto di vista di qualcuno che legga&amp;nbsp;le mie &amp;ldquo;risposte&amp;rdquo;, le risposte alle domande in giapponese e a quelle in italiano&amp;nbsp;sono altrettanto buone. Ma nel caso del giapponese, a differenza dell&amp;rsquo;italiano,&amp;nbsp;io do' le risposte manipolando simboli grafici da me non interpretati. Per&amp;nbsp;quanto riguarda il giapponese, mi comporto n&amp;eacute; pi&amp;ugrave; n&amp;eacute; meno che come un&lt;em&gt;&amp;nbsp;calcolatore&lt;/em&gt;: eseguo operazioni di calcolo su elementi specificati per via&amp;nbsp;formale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Il che ovviamente ci porta a chiederci cosa significhi &quot;capire&quot;, &quot;comprendere&quot; qualcosa, non solo una lingua che non conosciamo, ma qualsiasi cosa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Il che probabilmente vi porta a chiedervi se non ho davvero niente di meglio da fare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Visto che non so se ce l'ho, ci rifletto su, e nel frattempo lascio in sospeso la chiacchierata su che cosa voglia dire capire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Che spero faremo assieme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Io e te.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Watashi wa anata ni kisu shimasu&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 16 Mar 2024 14:38:42 +0200</pubDate>
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            <title>C'è un piatto da lavare...</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16751725.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%2For%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3F%257251%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05j%5B&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;...e poi c'&amp;egrave; questa cosa che mi spezza in due, che &amp;egrave; la questione del...ah, ma ciao! sei gi&amp;agrave; qui? &lt;br /&gt;Bene, allora dammi solo un attimo per ricompormi (ero spezzato in due), e sono subito da te.&lt;br /&gt;S&amp;igrave; s&amp;igrave;, proprio da te che stai leggendo ora. &lt;br /&gt;Insomma,ti stavo dicendo che questa cosa del dualismo mi fa impazzire. Potremmo provare a &lt;br /&gt;ricomporre il tema. Non ci vorr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; di un secolo o due,se mi aiuti.&lt;br /&gt;Cartesio, bont&amp;agrave; sua, ha fatto grandi cose, ma ha causato anche grandi danni. Insomma, davvero ce la vogliamo bere tutta d'un fiato 'sta cosa della netta separazione mente/corpo? Effettivamente per&amp;ograve; non &amp;egrave; mica giusto cominciare dal povero Descartes, perch&amp;eacute; prima di lui sul tema si erano &lt;br /&gt;gi&amp;agrave; infervorate praticamente tutte le religioni (mono)teiste...e che tentazione sarebbe prender per buona alla prima il dualismo corpo/anima.&lt;br /&gt;Ma mica basta cos&amp;igrave;, perch&amp;eacute; c'&amp;egrave; pure il materialismo, il fiscalismo, il comportamentismo, il cognitivismo, e un sacco di altri &quot;ismo&quot;. Tutti separatisti, ohib&amp;ograve;.&lt;br /&gt;Comunque, vediamo di mettere un po' di caos in questo ordine. Allora,prendiamo come assiomaticamente esistenti il corpo e la mente, e facciamo un atto di fede e diciamo pure che esiste anche l'anima. Va bene. Fino a qui andiamo alla grande. Potremmo fermarci adesso, all'apice del successo, questione risolta, evviva Karamazov! &lt;br /&gt;Eppure...io non la sento proprio questa separazione. Non mi convince proprio.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non la SENTO.&lt;br /&gt;Ogni cosa che percepiamo non &amp;egrave; solamente percepita come sincrona in noi, &amp;egrave; percepita in &lt;br /&gt;maniera unitaria.&lt;br /&gt;E qui abbiamo subito un altro bel dualismo duellante,quello tra olismo e riduzionismo.&lt;br /&gt;Ma torniamo a noi, torniamo in noi.&lt;br /&gt;Ogni emozione che proviamo &amp;egrave; fisicamente localizzata, &amp;egrave; impensabile, se ci pensi, che tu provi una forte gioia,una tremenda tristezza,una rabbia devastante,senza che una o pi&amp;ugrave; parti del tuo corpo siano simultaneamente coinvolte in questo sentire. &lt;br /&gt;E abbiamo il nodo alla gola,lo stomaco chiuso (con o senza farfalle dentro), e ci prudono le mani e abbiamo il batticuore e le gambe molli e cos&amp;igrave; via e cos&amp;igrave; via...&lt;br /&gt;Siamo davvero persuasi del fatto che se non avessimo risonanze corporee continueremmo a provare emozioni? Cio&amp;egrave; cos&amp;igrave;, pi&amp;ugrave; che emozioni provate diventerebbero idee di emozioni..aspetta, hai &lt;br /&gt;detto idee? Cio&amp;egrave; prodotti della mente? Molto bene, parliamo un po' di questa mente. Che ci &lt;br /&gt;presenta un sacco di problemi solo per il fatto che esista, e che &amp;egrave; la principale responsabile, immagino, della percezione duale (o triplice) che abbiamo di noi.&lt;br /&gt;Ne elenco alcuni, di questi problemi,cos&amp;igrave;, &quot;&amp;agrave; la carte&quot;, scegli il tuo problema preferito, il dolce e il caff&amp;egrave;. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;E biscotto della fortuna,se vogliamo proprio esagerare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Problema uno: il problema, appunto, mente-corpo.&lt;br /&gt;Sembra impossibile che debbano esserci relazioni causali tra due regni completamente diversi, quello fisico degli oggetti materiali e quello mentale (o spirituale) delle menti (o anime). Come avviene che qualcosa di corporeo causi qualcosa di mentale? Come avviene che qualcosa di mentale causi qualcosa di corporeo? Eppure se qualcuno mi pesta il dito di un piede sento dolore anche se il suo pestarmi il dito non &amp;egrave; altro che un evento fisico in un mondo fisico, e il mio provare dolore &amp;egrave; un evento mentale che si verifica all'interno della mia &quot;anima&quot;. E c'&amp;egrave; di peggio...decido di alzare un braccio, evento che ha luogo all'interno della mia mente cosciente, ed ecco, mirabile dictu, il mio &lt;br /&gt;braccio si alza. Come pu&amp;ograve; una decisione nella mia mente causare il movimento di un oggetto fisico del mondo, quale &amp;egrave; il mio corpo? Beh, questo problema l'aveva anche Cartesio, e credetemi,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;non l'ha risolto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Problema due: il problema delle altre menti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Problemi tre, quattro e cinque: l'analisi della percezione, il libero arbitrio, l'io e l'identit&amp;agrave; personale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Di cui potremo occuparci in seguito, se ti va. Per ora, se non hai paura di avvicinare il tuo &lt;br /&gt;orecchio alle mie labbra, ti sussurro la mia teoria...&lt;br /&gt;la mente, la coscienza, l'intenzionalit&amp;agrave;, sono parte della natura. Esse si esprimono a livello biologico, &lt;br /&gt;sono come la fotosintesi, o la digestione. &lt;br /&gt;Ed &amp;egrave; per questo che io penso che i dualisti si sbaglino, e che a volte si facciano pure male da &lt;br /&gt;soli, a separarsi cos&amp;igrave;. La percezione, l'azione, il pensiero, le sensazioni, le emozioni, le riflessioni, &lt;br /&gt;la memoria, non sono semplicemente aspetti della nostra vita. Sono, in un certo senso la nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, siamo giunti fin qui, potremmo anche fare una pausa se ti va, lo so che ho lasciato indietro tante &lt;br /&gt;questioni nominate prima, lo so, ma io ormai ho le bollicine nel cervello (che percepisco anche come &lt;br /&gt;stanchezza corporea pur senza essermi mosso di qui). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Bugia. Mentre scrivevo ho fatto una o due pause. In una delle quali ho lavato i piatti (il piatto,in &lt;br /&gt;realt&amp;agrave;).Ecco perch&amp;eacute; sono stanco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;E c'era anche un bicchiere, perch&amp;eacute; lo sappiate.&lt;br /&gt;E nessuno che mi abbia aiutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora andiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo presto. I re d' Oriente bussano alla nostra porta, e vogliono risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io invece vorrei solo tenere le tue mani nelle mie per qualche istante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Je vais, je vous aime, au revoir&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 13 Mar 2024 15:46:46 +0200</pubDate>
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            <title>On me being you being me being you...</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16751341.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%29or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3B%251651%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jY&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Aspetta...&lt;br /&gt;Ecco,ci siamo fatti pi&amp;ugrave; vicini, ora &amp;egrave; pi&amp;ugrave; bello parlare con te. Perch&amp;eacute; da qui riesco a vedere molti pi&amp;ugrave; dettagli dei tuoi occhi. E molti pi&amp;ugrave; dettagli nei tuoi occhi.&lt;br /&gt;Potremo parlare pi&amp;ugrave; piano, e potremo parlare pi&amp;ugrave; lentamente, assaporare anche i silenzi e le pause,gli spazi tra le parole che trepidanti riempiamo di interpretazioni e aspettative. &lt;br /&gt;Stiamo vicini, solo per un po', e vediamo se riesco a portarti con me,amica mia,amico mio. &lt;br /&gt;Facciamo solo due passi,poi ti lascio andare,ma finch&amp;eacute; siamo assieme io sar&amp;ograve; totalmente presente, sar&amp;ograve; me e sar&amp;ograve; te.&lt;br /&gt;Il che ci porta nel luogo dove stiamo andando,a sbirciare un po' questo pasticcio del &quot;se io fossi in te&quot;.&lt;br /&gt;Parliamone solo un pochino,vuoi?&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;esperienza cosciente &amp;egrave; un fenomeno che tendenzialmente diamo per scontato, eppure&lt;br /&gt;&amp;egrave; molto difficile&amp;nbsp;in generale dire che cosa ne&lt;br /&gt;dimostri l&amp;rsquo;esistenza. Il fatto che una persona abbia&lt;br /&gt;un&amp;rsquo;esperienza cosciente significa, fondamentalmente, che a essere&lt;br /&gt;quella persona si prova qualcosa.&lt;br /&gt;Si potrebbe dire che una persona possiede stati mentali coscienti se e solo se prova&lt;br /&gt;qualcosa a&amp;nbsp;essere quello che &amp;egrave;.&lt;br /&gt;Il carattere soggettivo dell&amp;rsquo;esperienza non &amp;egrave; analizzabile nei termini di alcun sistema&lt;br /&gt;esplicativo di stati funzionali o di&amp;nbsp;stati intenzionali, poich&amp;eacute; questi stati potrebbero essere attribuiti a robot&amp;nbsp;o ad automi che si comportassero come persone anche senza avere&amp;nbsp;alcuna esperienza soggettiva.&lt;br /&gt;&amp;Egrave; la nostra esperienza che fornisce il materiale di base alla nostra immaginazione, la quale &amp;egrave; perci&amp;ograve; limitata. &lt;br /&gt;Non serve cercare di immaginare di avere sulle pelle le stesse esperienze che hai vissuto tu, di essere alto o basso come sei tu, di essere magra o grassa come ti vedi tu...se anche riesco a immaginarmi tutto ci&amp;ograve; (e non mi &amp;egrave; molto&amp;nbsp;facile), ne ricavo solo che cosa proverei IO a&lt;br /&gt;comportarmi o essere come te.&lt;br /&gt;Se quindi per farsi un&amp;rsquo;idea di che cosa si provi a essere te ci si basa su un&amp;rsquo;estrapolazione dalla nostra situazione, questa estrapolazione &amp;eacute; destinata a restare incompleta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque nessuno pu&amp;ograve; essere qualcun'altra, non si pu&amp;ograve; davvero capire completamente cosa si prova nei panni di qualcun'altro. &lt;br /&gt;Ma non c'&amp;egrave; da rattristarsi,anzi, c'&amp;egrave; molto che possiamo fare. Possiamo essere con gli altri,essere vicini...posso stare CON te, essere VICINO a te, anche senza parlare, anche senza capire fino in fondo come ti fa sentire e stare quello che si agita dentro di te. O meglio, capendolo completamente magari,ma a modo mio. E pu&amp;ograve; accadere che in alcuni preziosi momenti sappiamo che chi ci &amp;egrave; vicino davvero sta sentendo esattamente come sentiamo noi.&lt;br /&gt;Ma essere te,non si pu&amp;ograve;. Perch&amp;eacute; sei unica,sei unico, storico, irripetibile,sei un intero universo,e sei bellissima.&lt;br /&gt;Vorrei piantarti le mani nel petto e strappare via ci&amp;ograve; che non ti fa vedere di te ci&amp;ograve; che vedo io.&lt;br /&gt;Vorrei....ma,aspetta un attimo, all' inizio non avevo detto che &quot;sar&amp;ograve; me e sar&amp;ograve; te&quot;? Quindi? Come la mettiamo,ti ho mentito?&lt;br /&gt;Certo che no,non ti mentirei mai...il fatto &amp;egrave; che stiamo anche giocando un po',io e te, io e voi, perch&amp;eacute; sono un uomo piuttosto solitario e magari anche un po' burbero, ma quando sto con te sento che voglio sorridere,e giocare,e danzare... perch&amp;eacute;?&lt;br /&gt;Te l' ho detto, perch&amp;eacute; sei bellissima, perch&amp;eacute; sei bellissimo.&lt;br /&gt;Va bene, &amp;egrave; tempo di andare,per ora...&lt;br /&gt;possiamo lasciarci la mano (ma quando ci siamo presi per mano?), aprire gli occhi (ma li avevamo chiusi?) e tornare alle nostre incombenze. Ah,io mi fermo qui ancora per qualche istante, tu la conosci la via del ritorno,vero? Non ci siamo poi allontanati molto,non ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io resto qui, perch&amp;eacute; se io fossi in te non resterei vicino a me quando comincia a far buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari mordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in fondo,io non sono te...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhiolino...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 11 Mar 2024 15:22:16 +0200</pubDate>
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            <title>Schrödinger strikes back</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16750816.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%2For%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3E%270950%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jW&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Sono un po' indeciso...&lt;br /&gt;Non so ancora bene se scrivere cose vecchie con un nuovo stile, o cose nuove col vecchio stile. O cose nuove con nuovo stile,o magari mi attira di pi&amp;ugrave; scrivere cose vecchie col mio vecchio stile. D'altronde,dopo tutti questi anni,non mi sembrava bello farmi trovare troppo preparato. Magari mi aiuterete a decidere, o magari no. La nostra esperienza delle cose &amp;egrave; spessissimo ambivalente, e le centinaia di piccole decisioni che prendiamo quasi in automatico in ogni momento se sottoposte a pi&amp;ugrave; profonda riflessione ci porterebbero a immaginare non solo esiti differenti,ma intenzioni ed interpretazioni differenti. Siamo sempre in un duplice stato di esistenza, finch&amp;eacute; non ci osserviamo o non veniamo osservati. Siamo gatti in una scatola. (S&amp;igrave;, proprio come quell' altro gatto famoso...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il veleno nell' ampolla &amp;egrave; differente per ciascuno di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non sappiamo se siamo ancora vivi o gi&amp;agrave; morti, solo osservando lo sapremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chiss&amp;agrave; se ci&amp;ograve; che (ci) accade &amp;egrave; per caso o per necessit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non si cominciano i periodi con &quot;E&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E magari ti bacio, ma non so chi sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O forse s&amp;igrave; che lo so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viandante, quando mi passerai accanto,non rivolgermi,te ne prego, n&amp;eacute; un sorriso n&amp;eacute; una parola gentile... lascia che io tempri il mio cuore alla fiamma della solitudine... vattene...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che scrivo per dei fantasmi.&lt;br /&gt;Non fantasmi di persone morte, anzi,fantasmi di persone vive.&lt;br /&gt;Anche se...&lt;br /&gt;mi sa che il fantasma sono io.&lt;br /&gt;Batter&amp;ograve; un colpo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 08 Mar 2024 15:37:33 +0200</pubDate>
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            <title>Nothijngrad</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/16750051.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%26or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3B%250550%3Dc34%3B%2740c0k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jV&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Apro gli occhi.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno.&lt;br /&gt;Tutto &amp;egrave; cos&amp;igrave; familiare e cos&amp;igrave; estraneo allo stesso tempo. Chiss&amp;agrave; se siamo qui, se siete qui.&lt;br /&gt;Dovrei guardare un calendario, vedere quanto tempo &amp;egrave; passato, poi guardarmi dentro e sentire &lt;br /&gt;quanto tempo &amp;egrave; passato. Talvolta mi sembra di essere ringiovanito invecchiando, di vedere le &lt;br /&gt;cose pi&amp;ugrave; a fuoco, con sguardo pi&amp;ugrave; lucido. O magari &amp;egrave; solo disincanto, magari, come spesso &lt;br /&gt;accade, si scambia per carattere ci&amp;ograve; che &amp;egrave; soltanto energia e per saggezza quella che &amp;egrave; solo &lt;br /&gt;stanchezza.&lt;br /&gt;Mi sembra di ripercorrere strade e sentieri dei quali ricordo ogni millimetro, pur non avendovi &lt;br /&gt;posato piede per secoli. In secoli che abbiamo attraversato, ciascuna, ciascuno a proprio modo, &lt;br /&gt;con sofferenza e con felicit&amp;agrave;..il dolore e la felicit&amp;agrave; s'intrecciano come le curve di una&lt;br /&gt;doppia ellisse nel codice genetico del cosmo. Mi piacerebbe sentire le voci di ognuna, di ognuno &lt;br /&gt;di coloro che erano qui in quei momenti nel tempo, e so che non &amp;egrave; possibile, e so che siamo punti di &lt;br /&gt;luce sparpagliati ovunque, a distanze inimmaginabili. E' bello immaginare una tela nera, &lt;br /&gt;immensa, in cui, se ci mettiamo alla giusta distanza, si possono vedere tantissimi puntini &lt;br /&gt;luminosi, che beh, s&amp;igrave;, &amp;egrave; esattamente come guardare le stelle nel cielo, ma le stelle mi &lt;br /&gt;sembravano un po' banali come metafora di noi, e allora meglio dei puntini luminosi su una nera, &lt;br /&gt;infinitamente grande tela. Che sembra un cielo stellato. E la luce sei tu. Col tuo colore, con il tuo &lt;br /&gt;essere tenue o intensa, calda o fredda. &lt;br /&gt;Io non ho ancora deciso se sono un puntino di luce o la tela nera. Forse preferisco immaginare di &lt;br /&gt;essere quello sfondo, quell'idea di essere, per chi lo desidera, una presenza lieve, una parola sicura, &lt;br /&gt;una voce vicina.Oscar Wilde disse che la cosa terribile, quando s&amp;rsquo;invecchia, &amp;egrave; che si resta giovani.&lt;br /&gt;&amp;Egrave; vero, i nostri desideri non invecchiano con noi. Per gli altri, noi non siamo pi&amp;ugrave; gli stessi, ma i&lt;br /&gt;nostri desideri e i loro oggetti restano uguali. La misura del tempo che passa &amp;egrave; tutta in questo scarto.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;E bisogna rendersi conto che come si pu&amp;ograve; restare prigionieri del passato, lo si pu&amp;ograve; essere&lt;br /&gt;anche del presente.&lt;br /&gt;Ma far&amp;ograve; come se fossimo tutti di nuovo qui, per un istante...vieni pi&amp;ugrave; vicina, vieni pi&amp;ugrave; vicino, ho&lt;br /&gt;qualcosa da sussurrarti...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;Gioca il tuo gioco. Metti a rischio ancor di pi&amp;ugrave; il tuo lavoro.Non essere il personaggio principale. &lt;br /&gt;Cerca il confronto, ma senza volerlo. Evita i retropensieri. Non tacere nulla. &lt;br /&gt;Sii dolce e forte allo stesso tempo. Sii astuta, intervieni e disprezza la vittoria.&lt;br /&gt;Non osservare, non scrutare, ma resta vigile, pronta a scorgere i segni. Sii incrollabile. Mostra il tuo sguardo,&lt;br /&gt;trascina gli altri nella profondit&amp;agrave;, abbi cura dello spazio e considera ciascuno per quel che &amp;egrave;. &lt;br /&gt;Decidi soltanto nell&amp;rsquo;entusiasmo, sii serena nella sconfitta.Soprattutto prendi tempo, percorri la strada pi&amp;ugrave; lunga. &lt;br /&gt;Lasciati distrarre. Mettiti per cos&amp;igrave; dire in congedo. Non ignorare la voce di un solo albero, di un solo fiume.Entra dove vuoi e concediti al sole.&lt;br /&gt;Dimentica la tua famiglia, dai forza agli sconosciuti, studia i dettagli e parti l&amp;agrave; dove non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nessuno.&lt;br /&gt;Non darti cura del dramma del destino, disdegna l&amp;rsquo;infelicit&amp;agrave;, togli le rughe crucciate dal tuo sorriso.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Vivi nei tuoi colori, sentiti nel giusto, e che il rumore delle foglie ti divenga dolce.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Passa attraverso i villaggi,&amp;nbsp;&lt;br /&gt;io ti seguir&amp;ograve;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: arial, helvetica, sans-serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 03 Mar 2024 16:27:08 +0200</pubDate>
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            <title>My Own Summer</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/13294980.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%2For%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3A%25981%3C8c31%3A%2551a1k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jS&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Sei cos&amp;igrave; bella e importante.&lt;br /&gt;E non hai volto, n&amp;egrave; corpo.&lt;br /&gt;Ma sei qui, sento la tua mancanza.&lt;br /&gt;Qui mi troverai, nelle note mi troverai, nelle mie canzoni mi troverai, troverai il mio focolare acceso, non importa quanto sia forte la tempesta.&lt;br /&gt;Un porto sicuro. Un punto fermo io sar&amp;ograve;.&lt;br /&gt;Arriva presto, che io possa non sfiorarti mai.&lt;br /&gt;Ti lascer&amp;ograve; il mio dono e porter&amp;ograve; il tuo peso.&lt;br /&gt;Vattene.&lt;br /&gt;Che io possa rimanere lo stesso, e tu cos&amp;igrave; diversa.&lt;br /&gt;Sempre mi troverai qui.&lt;br /&gt;E' solo amore, non darti pena.&lt;br /&gt;E' tutto ci&amp;ograve; che c'&amp;egrave;.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 18 Oct 2015 21:01:07 +0200</pubDate>
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            <title>Cathedrals to our pain</title>
            <link>https://blog.libero.it/Blackie/13273100.html</link>
            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%24or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3A%2510738c31%3B-50a1k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom%05jX&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Chiss&amp;agrave; se ancora qualche persona ricorda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dieci anni fa, abbiamo parlato, abbiamo riso e forse abbiamo perfino pianto, chi lo sa, chi se lo ricorda...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E ora sono qui, non mi sono mai mosso da qui immagino, sono solo pi&amp;ugrave; vecchio, pi&amp;ugrave; provato, pi&amp;ugrave; forte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E voglio provare a vedere se si pu&amp;ograve; ancora tentare di lasciar cadere una parola o due nel vuoto silenzioso, per ascoltarne l'eco, che nel vuoto, come il suono, non c'&amp;egrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'eco che non &amp;egrave; la parola detta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quante cattedrali abbiamo eretto al nostro dolore nel frattempo? Dieci anni, un lampo, una vita, un soffio, un uragano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Eccolo qui, l'uomo vuoto, l'uomo di vetro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se sei una vecchia conoscenza,bentornata; ti abbraccio forte, a lungo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se ancora non ci conosciamo, benvenuta, benvenuto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con l'azzurro negli occhi,&lt;/p&gt;&lt;p&gt;D.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 11 Sep 2015 20:40:48 +0200</pubDate>
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            <title>THE HOLLOW MAN</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;https://blog.libero.it/Blackie/getmedia.php?%3Ereoho%26imJwugJwm%3D%60%7D%25~0631%3Cc99%3B%2710a1k%25laemz%27amkcdihC%3F%2773%27z%05kgonmghom-%3FV&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Eccolo qui, l'uomo vuoto, il fantasma, l'etereo continuo spirito che ovunque passa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Che forse chiss&amp;agrave;, in qualche modo resta, da qualche parte resta, in qualche cuore pesa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ho freddo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;nel calore dove scrivo, tremo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;nella musica mi perdo, immerso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;infinito.immane.immenso&lt;/p&gt;&lt;p&gt;il mio pensiero si stende luminoso e vola e viaggia e guida e strade strade strade&lt;/p&gt;&lt;p&gt;corrono sguardi dai finestrini, ogni paesaggio che scorre ogni casa ogni&lt;/p&gt;&lt;p&gt;silente&lt;/p&gt;&lt;p&gt;emozione&lt;/p&gt;&lt;p&gt;porto in me ogni istante d'umanit&amp;agrave;, dell'umanit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;sempre mi troverai qui.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 06 Mar 2011 02:20:20 +0200</pubDate>
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            <title>Senza titolo</title>
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I MISS YOU ALL AND I REPEAT MYSELF...

È tempo per me. 
Forse presto sarò andato, passato come un soffio tra i tuoi capelli. 
Il mio canto, una canzone per dirti addio. 

Forse presto ogni mio tocco, ogni parola che abbiamo scambiato, i sorrisi, le lacrime, forse presto saranno sempre, non più legati ad una presenza. 

O forse no, forse non è ancora tempo. 

Ma la pressione su di me aumenta, il tremito che annuncia la terra che si spacca, la morte di coloro che amo, il mio guardare te e vedere dentro te. 

Non vi ho mai parlato con parole e parole sole. 

E di quante cose abbiamo parlato, per paesaggi strani e cangianti passeggiando, io e te, io e voi, noi noi noi. 

Sbaglio tutti i tempi, sono sempre sfasato. A dire il vero, il tempo è in continua torsione, me ne accorgo. 

Di quanto forse, attraverso queste infinità, abbia compreso l’importanza di un tocco, uno sguardo. Leggero, intenso. 

E ognuna di voi, e ognuno di voi, ringrazio sempre, in ogni gesto, in ogni cosa che sfioro, la presenza di coloro che qualcosa mi hanno dato, insegnato, trasmesso, fatto provare, è come una fragranza, un profumo che percepisco, sottile danza del mio animo. 

Osservo il comportamento della gente. Sono assolutamente ricettivo, immobile. Ne ascolto i corpi. Ne colgo i dettagli. Essi hanno molto da dire e manifestano le loro volontà che in taluni casi differiscono dalle volontà di coloro che in quei corpi abitano. 

Una dei problemi della definizione di essenza è che è necessario darne una definizione senza utilizzare la nozione di essenza stessa, ci pensavo qualche tempo fa… 

Io disperdo molto mentre parlo, pur faticando molto per contenere le dispersioni, perché ogni parola mi apre una o più porte che sono interi modi o passaggi o scorciatoie verso mondi. In un certo senso, ogni volta che utilizzo il linguaggio, mi metto in viaggio. 

Io e te, abbiamo parlato di quasi ogni cosa, dalla fisica quantistica all’amore, dalla pispola al pesce che diviene anfibio, passando per l’orgasmo femminile e quanto venga poco compreso, senza dimenticarci dell’amore, e del linguaggio, e del gatto di schrodinger. Siamo stati a chiacchierare con Zenone. 
E un sacco di altre cose. È incredibile, in quanti posti siamo stati, che dici? 

Per me, lo è… 

E sai, credo che in molti altri posti andremo, e cammineremo in equilibrio sull’azzurro dell’alba, a rotolarci nelle fiamme del tramonto, e saremo feroci immersi nel sangue di crepuscoli ramati dove ci guarderemo negli occhi per ferirci, e faremo l’amore avvolti dal velluto di notti scure e dense. Ognuno con ognuno. 

Dono, a te, perché è probabile che io e te ci conosciamo, o magari no, una lacrima. La lascio stillare, con dolcezza dalla punta del mio indice…se la segui, vedrai ciò che i miei occhi hanno visto, e la mia bocca pronunciato, in un altro tempo, in un luogo dove chi c’era non c’è più, e sempre esiste, e sempre cambia. C’è ora, ci sono ora, sono qui con me. 

E chissà dove sono io… 

Sei rimasta intrappolata, la tua libertà è stata annullata. Le tue ali sono state mozzate. 
Solo le cose si possono possedere, mai le persone. Come puoi possedere una persona? Come puoi dominarla? Come puoi renderla una proprietà? Impossibile! 
Eppure, è quello che il marito sta tentando di fare con la moglie, la moglie con il marito, i fidanzati e le fidanzate, i genitori con i figli, perfino tra amici, perfino tra amiche. 
Vedo spesso conflitto, l’essere distruttivi l’uno con l’altra. 
Di fatto, quando possiedi una persona odi, distruggi e uccidi, divieni un assassina. Sei un assassino. L’amore è libertà. Renderà l’amato sempre più libero, darà ali all’amata, l’amore aprirà un cielo sconfinato. 
Non può trasformarsi in una prigione, in una gabbia. 
Ma tu non conosci quell’amore, quasi mai. 
E questo vale per molte cose che facciamo. Anche se provi a fare qualcosa di buono, farai del male. E allora sarari frustrato, e soffrirai, e te la prenderai con te stessa, e avrai poca fiducia, o magari un ego che si gonfia dismisura, nel terrore sopito che spunti un ago abbastanza appuntito e lo faccia scoppiare… 
I vostri templi, le vostre chiese e moschee si sono tutte macchiate di peccato nei vostri confronti, perché vi vorrebbero dominare. 

Ma fa nulla. 

Basta pensare, fallo come fosse un gioco. Perché, vedi, per TE c’è spazio, nel momento presente, ma non per i pensieri, quelli hanno bisogno di un passato e di un futuro 
Seduta accanto all’amato, mano nella mano, semplicemente esisti. E quando esisti con chi ami, figlio, amico, marito, animale, collega, moglie, chiunque, chiunque tu ami, quando esisti con chi ami si verifica un dialogo particolare, entrambi siete diventati uno… 

Ma fa nulla… 

La lacrima è caduta. 

Ed io, beh, chissà dove sono ora…</description>
            <pubDate>Sun, 05 Nov 2006 04:36:39 +0200</pubDate>
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