ECONOMIA IN PILLOLE

POST 4 OTTOBRE 2008


CRISI AMERICANARIFLESSIONI :   
Sarà autentica, naturale o voluta e predeterminata ?... AI POSTERI L' ARDUA SENTENZA !... Una cosa è certa :  i piccoli risparmiatori sono stati messi Ko ma gli USA dal fondo, riemergeranno per " IMPERARE " in modo più schiacciante  sul resto del mondo che attonito guarda questo colosso solo apparentemente in difficoltà.In Economia, in Finanza  vale la legge del più forte :in questo caso, per forte è da intendersi  "del più astuto, di chi senza scrupoli," trascurando la morale cristiana, usa ogni mezzo per raggiungere il fine cioè per soggiogare  i più deboli.La globalizzaione con i suoi mercati ha prodotto una nuova schiavitù, più profonda, più perfida di quella di un tempo.Senza accorgercene, contribuiamo ad alimentare la  lunga schiera dei  " NUOVI SCHIAVI " ( BADANTI, RACCOGLITORI STAGIONALI ...)  CONCLUSIONE: Un dollaro debole consente agli  USA DI AUMENTARE LE ESPORTAZIONI CON CONSEGUENTE RIPRESA INTERNA E CRISI PER IL RESTO DEL MONDOPer gli USA le Banche fallite erano diventate presenza sterile in una Economia in fase di ripresa.SPIEGAZIONE  :Una delle grandi banche mondiali, la Ubs, sottolinea che tra i fattori ciclici di debolezza va ricordato quello per cui il dollaro tende a perdere posizioni in contesti di economia globale che rallenta. Fino a diventare la valuta più debole quando i Paesi del G10 entrano in recessione: questo avviene perché la Fed, a differenza della Bce per esempio, ha un approccio molto più “interventista”, a causa del suo duplice mandato istituzionale, ovvero quello di garantire sì un livello moderato di inflazione ma anche una buona crescita economica. Quindi taglia i tassi aggressivamente quando l’economia americana si indebolisce, a spese del dollaro. Ora che i rischi di un rallentamento americano si intensificano, cresce l’avversione a detenere dollari, che provoca vendite e ulteriore debolezza del dollaro. Nel brevissimo periodo quindi, con l’economia americana che diverge dal resto del mondo, e gli investitori che si sono in larga parte “persi” il ribasso del dollaro, Ubs non esclude il rischio di una rincorsa al ribasso. Che potrebbe produrre un fenomeno di “overshooting” (caduta eccessiva), portando il rapporto euro/dollaro fino a 1,5, ben al di là del massimo storico a 1,3660. Una prospettiva che metterebbe a dura prova l’industria europea. Anche perché lo yuan segue da vicino la moneta americana. Per cui se il dollaro scende, così fa lo yuan. Povera Europa. Il rischio maggiore in questo scenario di rallentamento globale e sincronico è quello chiamato “atterraggio duro”. È la tesi più suggestiva. Quella che ha sedotto (e tratto in inganno) tanti economisti di livello, in tutto il mondo. Sono anni ormai che in tanti profetizzano il crollo degli Usa per gli squilibri macroeconomici. In realtà l’America ha dimostrato già molte volte di essere un sistema estremamente flessibile, in grado di assorbire shock enormi, scaricando i costi verso il basso o all’esterno.  E in fondo la discesa del dollaro è funzionale ad un meccanismo del genere. Essere i signori della moneta di scambio mondiale vuol dire anche questo: indebitarsi con il dollaro molto caro e restituire, anni dopo, dollari che valgono molto meno. Le perdite si scaricano così su chi finanzia/detiene attività in dollari, ovvero quasi tutti. A questo, però, bisognerebbe aggiungere che, per la sua funzione di “bene rifugio”, nel caso di un crollo e di una recessione mondiale, tutti uscirebbero dalle valute dei Paesi emergenti e correrebbero a comprare dollari, sostenendo di fatto la banconota Usa.  Le dichiarazioni di BUSH dopo l'approvazione del piano :"Mostrato al mondo un ruolo di leader nell'economia globale"...Capito come sta finendo la Guerra Valutaria tra Dollaro ed EURO?...