ECONOMIA IN PILLOLE

Ai grandi della Terra l'Economia è sfuggita di mano del 23 novembre 2007


Post n°83 pubblicato il 23 Novembre 2007 da Tonino.Salvitti Per comprendere gli avvenimenti economici-finanziari di questi ultimi giorni, che stanno coinvolgendo  le maggiori piazze finanziarie del pianeta, bisogna tener presente   quanto segue : ( La guerra delle valute )   Fra USA ed Europa è in corso una vera e propria guerra economica combattuta con l’arma più micidiale : quella valutaria.   Una guerra in cui vince chi ha la moneta che perde di più. Intanto ,fra i due litiganti; il terzo gode. Il terzo in questo caso, è la Cina. Con la svalutazione di fatto del biglietto verde attuata in questi anni, le economie dei paesi dell’Unione Europea e del Giappone vengono messe a dura prova.  Se poi, alla minor competitività delle loro esportazioni, si somma il raddoppio del prezzo del petrolio ed il vertiginoso aumento delle materie prime, ben si comprende come le due aree economiche tradizionalmente concorrenti con quella americana registrano tassi di sviluppo da paesi al limite della stagnazione.  Oggi la Cina è il vero motore dell’Economia mondiale con uno sviluppo impetuoso. Danneggiarlo significherebbe danneggiare tutti ed in primis gli stessi USA che hanno buona parte del loro debito pubblico finanziato dal reinvestimento dal surplus commerciale cinese. In pratica senza i capitali cinesi, la politica del doppio deficit attuata dall’amministrazione BUSH non sarebbe attuabile. La caduta del dollaro non è un episodio casuale determinato da fattori esterni, ma un risultato di un preciso progetto politico ( anno 1997  - REPUBBLICANI). Il progetto è volto ad effettuare l’assoluta supremazia morale,politica,economica e militare degli USA sul mondo intero.  Per quanto riguarda infine la politica energetica,risulta chiaro il rifiuto a favorire lo sviluppo di fonti energetiche alternative preferendo invece acquisire  il controllo, anche militare, delle residue riserve petrolifere del pianeta. Il progetto prevedeva un Grande Medioriente con capitale BAGDAD sia per la posizione geografica -strategica  sia perché le riserve petrolifere dell’Iraq  sono seconde solo a quelle dell’ARABIA ESAUDITA.  Novembre 2000 BUSH viene eletto “ Presidente degli Stati Uniti, gennaio 2001 si insedia alla Casa Bianca , i Repubblicani iniziano ad attuare il programma….  La grande svalutazione del dollaro in questi anni dell’amministrazione BUSH, si inserisce nella posizione dichiaratamente antieuropeista  dei neicons americani. La irrealistica quotazione dell’Euro nei confronti del dollaro non è quindi dovuta ad una fase di irrazionalità dei mercati, bensì ad un preciso progetto politico: una guerra economica per mettere in difficoltà l’Unione Europea.  Nel campo economico, la svalutazione del dollaro serve infatti a mettere in  serie difficoltà economie concorrenti, viste dai Repubblicani come serie  antagoniste al loro progetto: in  primo luogo quella Europea.  Il fatto che l’economia dell’Unione Europea sia sviluppata da paesi democratici,amici ed alleati, non li commuove. Frenare la crescita politica,economica e militare dell’Unione Europea, è uno dei loro obiettivi programmatici. In questa vera e propria guerra economica dichiarata dall’amministrazione  americana, l’Unione Europea si trova disarmata dal momento che alla BCE (BANCA CENTRALE EUROPEA ) non sono stati attribuiti altri compiti di politica monetaria  che il mero controllo dell’inflazione nel mercato interno. La  costruzione di una vera politica economica comune è stata boicottata da alcuni governi europei, amici dei neocons americani.  Un insieme di circostanze ha favorito la grande svalutazione del dollaro e l’ascesa dell’Euro verso quotazioni irreali, frenando la crescita dell’economia europea proprio nel periodo di un tempo nel quale l’economia mondiale viveva una fase di forte progresso. Figuriamoci, ci fosse stata una recessione !!!  In Europa si sperava che il ribassare del dollaro, pur sfavorendo le  esportazioni di prodotti europei, avrebbe portato dei benefici al mercato interno grazie al minor costo delle  materie prime che , come si sa, sono quotate in dollari. Invece le materie prime sono aumentate a tal punto che al posto di benefici si contano i danni.  Alcuni speravano che, a seguito della guerra  all’Iraq, almeno il costo del petrolio sarebbe diminuito. Al contrario,  in questi anni turbolenti, è raddoppiato : procurando ulteriori difficoltà ai paesi non produttori e profitti crescenti alle compagnie petrolifere. Per concludere : Il costo della guerra in Iraq, l’amministrazione BUSH, l’ha scaricata sull’EUROPA .  BENEFICIO PER POCHI, MALESSERE PER MOLTISSIMI !!!