In una lunga intervista sul Corriere della Sera, Massimo Moratti parla della situazione (oscena) attuale dell'Inter, e delle scelte fatte in periodo di mercato.Leggiamo quindi gli stralci più rilevanti.Contestazione a San Siro"Penso che chi viene allo stadio non ha la possibilità di scriverci o di aprire un dibattito. È stata una situazione che mi ha riportato indietro di parecchi anni. Senza guardare troppo al passato, perché nel calcio è giusto pensare sempre al futuro, dal giugno 2005 al maggio 2011 qualcosa abbiamo sempre vinto. Ma io non mi fermo. Ho molta voglia di ricominciare. Il pericolo vero, in questo momento, è farsi dominare dall’ansia e dalla fretta di cambiare tutto".Errori nelle scelte?"Il problema è che ci eravamo abituati troppo bene: abbiamo trovato in questi anni giocatori che hanno avuto la capacità di entrare nel meccanismo con una straordinaria velocità. Viene il momento in cui serve un po’ di pazienza in più, per accompagnare certi inserimenti e per avere il tempo per valutarli con la giusta attenzione".Eto'o e Thiago Motta, scelte dolorose..?"Credo di essere anch’io un tifoso dell’Inter e se sono stati ceduti alcuni giocatori, è perché non esistevano più le condizioni per trattenerli. Niente è stato fatto per caso o con superficialità, semmai tenendo presente le necessità del momento".Ridimensionamento?"Assolutamente no. Dovevano essere sistemati alcuni aspetti gestionali, perché era necessario consolidare la società, per tanti motivi e perché il fair play finanziario dell’Uefa non è uno scherzo, ma rappresenta una impalcatura di norme da prendere molto sul serio. Detto questo, nessuno più di me ha voglia di tornare a vincere e lavoreremo per farlo in fretta. Per essere chiari: le ambizioni sono quelle di sempre, proiettate su un futuro all’altezza della storia dell’Inter, che conosco bene".
Parole confortanti?
In una lunga intervista sul Corriere della Sera, Massimo Moratti parla della situazione (oscena) attuale dell'Inter, e delle scelte fatte in periodo di mercato.Leggiamo quindi gli stralci più rilevanti.Contestazione a San Siro"Penso che chi viene allo stadio non ha la possibilità di scriverci o di aprire un dibattito. È stata una situazione che mi ha riportato indietro di parecchi anni. Senza guardare troppo al passato, perché nel calcio è giusto pensare sempre al futuro, dal giugno 2005 al maggio 2011 qualcosa abbiamo sempre vinto. Ma io non mi fermo. Ho molta voglia di ricominciare. Il pericolo vero, in questo momento, è farsi dominare dall’ansia e dalla fretta di cambiare tutto".Errori nelle scelte?"Il problema è che ci eravamo abituati troppo bene: abbiamo trovato in questi anni giocatori che hanno avuto la capacità di entrare nel meccanismo con una straordinaria velocità. Viene il momento in cui serve un po’ di pazienza in più, per accompagnare certi inserimenti e per avere il tempo per valutarli con la giusta attenzione".Eto'o e Thiago Motta, scelte dolorose..?"Credo di essere anch’io un tifoso dell’Inter e se sono stati ceduti alcuni giocatori, è perché non esistevano più le condizioni per trattenerli. Niente è stato fatto per caso o con superficialità, semmai tenendo presente le necessità del momento".Ridimensionamento?"Assolutamente no. Dovevano essere sistemati alcuni aspetti gestionali, perché era necessario consolidare la società, per tanti motivi e perché il fair play finanziario dell’Uefa non è uno scherzo, ma rappresenta una impalcatura di norme da prendere molto sul serio. Detto questo, nessuno più di me ha voglia di tornare a vincere e lavoreremo per farlo in fretta. Per essere chiari: le ambizioni sono quelle di sempre, proiettate su un futuro all’altezza della storia dell’Inter, che conosco bene".