IO SONO INTERISTA

Caro Trivela ti scrivo...


Ho deciso di riportare qui di seguito l'editoriale di questa mattina di Germano Bovolenta (Gazzetta dello Sport) riguardo Quaresma. Penso che renda perfettamente l'idea anche a chi, come me, non ha seguito il secondo tempo della partita.Ricardo Andrade Quaresma Bernardo, li senti? Sono fischi, tutti per te, caro Trivela. Partono da lontano, dall'ultima calda estate. Attraversano le frontiere che non ci sono più, i campi, gli stadi, le tribune. Piovono, cadono come fiocchi di neve, rimbalzano feroci e sibilanti.I fischi di San Siro sono tremendi. Quaresma li annusa con il suo buon fiuto già nella pancia della Scala del calcio. Poi sale la scaletta, poi vede il muro, il popolo nerazzurro. Poi sono fischi. Che brutta giornata.Quaresma, forse per coprirsi e parare gli altri fischi che arriveranno, non tenta nemmeno una delle sue esaltanti trivelas. Si adagia, lui destro naturale, a sinistra. L'Inter che gioca contro il Torino non è una squadra Special, ma ogni volta che Quaresma tocca la palla, da lassù, dal loggione (e non solo), viene giù di tutto. Povera, carissima stella. E quando il portoghese, pagato un occhio da Moratti e imposto da Mourinho, sbaglia il gol della vittoria, la sua testa diventa un alveare. In quel preciso momento, novantesimo minuto, balza al vertic della momentanea classifica dei giocatori (stranieri e non) più fischaiti, in casa e fuori, dal pubblico amico (?). Trivela Quaresma ha messo la freccia. Finta, controfinta, tocco rigorosamente di esterno, e - oplà - Vratislav Gresko, il terzino suicida dell'Olimpico 2002, è brillantemente superato. Dopo il pieno di ieri, Trivela si piaca solidamente davanti a Bachlechner e Pistone, Libera e Pasinato. Supera in scioltezza persino Guglieminpietro, detto il Pasinato della Pampa. Si lascia alle spalle vittime illustri. Due a sorpresa: l'olandese Dennis Bergkamp, il tacchino freddo che "non voleva volare". E Darko Pancev. Sicuro, il macedone. Arrivò da Cobra, diventò subito Ramarro. Insomma, un distastro con caterve, bordate di fischi. Eppure era stato Scarpa d'oro. Vabbè, alla Stella Rossa di Belgrado, lanciato da genio savicevic. Comoda...Dicono: Quaresma è un eccellente incassatore. In tutti i sensi. Poi: è un sacco da botte. Viene lasciato fuori dalla lista Champions. Piove? Lui si mette un berretto di nylon in testa. Pazienza, passerà. Dopotutto ha molto fischiato e ancora molto fischia anche la San Siro rossonera. Chiedere, per faovre, a Egidio Calloni, centravanti, diventato lo "sciagurato Egidio" per le sue ridicole ciabattate sotto porta. Poi, nel tempo, raggiunto e allegramente sorpassato da diversi stranieri. Tipo Luther Blisset, il bombardiere nero, che giocava nella squadra di Elton John. Tipo Christipche Dugarry, francese farfallone. A Parma, ai tempi di Ancelotti c'era Hernan Crespo, arrivato dall'argentina. Fischi? Di più. Lo insultano, due anni di sberleffi. Lo chiamano "caval pacion". Cioè lento. Ancelotti lo difende con una parola d'ordine: resistere, resistere, resistere. Ce la fa, a suon di gol. Lo pagano centinaia di miliardi, diventa Crespo. E' ancora un buon giocatore.Trivela, chiedi come ha fatto a resistere. E per informazioni ci si uò rivolgere a Calrence Seedorf, uno che quando non gioca al massimo "diventa irritante". Lo fischiano, quelli del Milan, e lui alza le mani e fa l'appaluso al popolo contestatore. Ha vinto tre coppe dei Campioni con tre squadre diverse (Ajax, Real Madrird, Milan) e se ne fotte dei fischi. Quaresma, Trivela, svaca e scava con umiltà e magari trovi un sorriso.
Come vincere il Bidone d'Oro - Pratico manuale di Ricardo Quaresma