IO SONO INTERISTA

Impantanati


FC Twente 2 - INTER 2
Comincia ancora una volta con un pareggio la stagione dell'Inter, solo che stavolta non siamo a San Siro; solo che stavolta non c'è la squadra campione d'Europa di fronte. Siamo noi la squadra da battere. Siamo noi i Campioni.Questo quel vecchio volpone di Michel Preud'homme lo sa e mette in campo una squadra tutto fisico e sostanza. E l'Inter formato "devo ancora capire chi sono" ci casca a piedi pari. Gol del vantaggio trovato alla prima vera occasione pericolosa (complimenti però a Sneijder per averci creduto), gol del pareggio e del vantaggio olandese trovati per caso o per fortuna (sfortuna). Così è il calcio. Di certo non ci nascondiamo dietro al fatto che il pareggio momentaneo e il vantaggio degli olandesi siano derivati da una punizione (subbia quantomeno) e da un'autogol fortunoso. Milito si sblocca si ma nella porta sbagliata.Là davanti comunque c'è sempre meno spazio per giocare palla. I ranghi si chiudono e l'asse Milito - Pandev dimostra di essere poco robusto. Fragile per un attacco che spaventa (almeno sulla carta) più di metà Europa. L'unico punto di riferimento è Samuel Eto'o, così come in campionato, anche in Champions è lui la pedina decisiva di Rafa Benitez. Timbra il cartellino, e l'Inter pareggia i conti. La musica cambia poco. L'Inter arranca e il Twente controlla. Pochi birividi e tutti a bere un thè caldo. Ideale in un nubifragio al limite dell'epico.
Ripresa di marca nerazzurra nella sostanza e il Twente arranca. Se il fiato viene a mancare è come togliere benzina ad una macchina, ed una squadra prettamente fisica ne risente. Così comincia ad incattivirsi anche il gioco. Esce Pandev per inflortuio ed entra Coutinho, e da subito prova a dare una scossa ad un attacco immobile e sterile. La presenza/assenza di Milito congela ogni tentativo di far gol, tanto che la prima azione vera e proprio di marca nerazzurra arriva con un tiro di Mariga (ottimo in copertura stasera, da migliorare l'impostazione del gioco) alla mezzora. A nulla vale anche il forcing finale, che vede protagonista  anche l'atleta ganese Muntari entrato a sostituire il "fantasma di Milito", un pò i rossi d'Olanda che spezzano le prove al gol, e un pò il terreno da gioco, non certo nelle condizioni migliori, ci permettono di trovare la strada giusta per penetrare l'arcigna roccaforte avversaria. Tante buone giocate, ma dei singoli. Si sente e si avverte poca armonia tra i giocatori. L'ingresso di Maicon è un toccasana per la difesa, ma non giova al centrocampo, relegato a 3 con due interditori a mezzo servizio, sacrificati alle azioni offensive; vedi Cambiasso, che si è ripreso solo nel finale di gara. Non ci siamo ancora.Si inizia ancora con un pareggio europeo. Speriamo porti bene a chi crede in queste cose. Di certo non è da buttare via. Ovviamente si può fare di più; si doveva fare di più! Sicuramente siamo ancora in rodaggio. La vera Inter di Benitez, nel bene o nel male la vedremo a Gennaio. Ora lasciomogli cambiare muta.