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ORIANA FALLACI


Si è spenta Oriana Fallaci. Ho letto ed amato buona parte dei suoi libri. Da “Un Uomo”, che mi fu “imposto” da un professore di italiano che evidentemente sapeva il fatto suo, fino agli spunti politici de “La rabbia e L’orgoglio”. Il primo approccio con “Un Uomo” fu una sofferenza. Lo lasciai perdere e lo ripresi infinite volte. Le prime 20 pagine, quelle del funerale dell’anarchico Alekos Panagulis, risultavano contorte e noiose per un adolescente in vacanza quale ero io a quei tempi. Ora è uno dei miei libri preferiti, letto e riletto almeno 10 volte.  E poi “Lettere ad un bambino mai nato”, “Insciallah”, “Penelope alla guerra”. Fino agli ultimi “La rabbia e L’orgoglio” e “la forza della Ragione”, un po’ difficili da proporre ad un Italia buonista a tutti i costi come la nostra di questi anni.  Non si può però non essere d’accordo con molti degli argomenti proposti anche se personalmente ho spesso avuto l’impressione che l’autrice, già minata dalla malattia, scrivesse con la rabbia e la spregiudicatezza di chi sa di essere alla fine della vita.
 Da “Un Uomo” di Oriana Fallaci : “...ricordate che ciascuno è qualcuno, un individuo prezioso, responsabile, artefice di se stesso, difendetelo il vostro io, nocciolo di ogni libertà, la libertà è un dovere, prima che è un diritto è un dovere»