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Il tesoro di Como.....

Post n°62 pubblicato il 17 Aprile 2019 da ellistar2012

Il tesoro di Como: la scoperta

più importante dell'archeologia

dopo Aquileia

Anche il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, si

complimenta con la Soprintendenza

di ROBERTO CANALIUltimo aggiornamento il 7 settembre 2018

alle 19:09Articolo Como, un tesoro sotto il teatro Cressoni:

sospesi gli scaviCondividi Tweet Invia tramite emailLe monete d'oro trovate a Como (Cusa)

Como, 7 settembre 2018 - E' probabilmente la scoperta

archeologica più importante compiuta in Italia negli ultimi

anni, ma il raggio si potrebbe tranquillamente allargare

all'intera Europa, il tesoro di monete d'oro di tarda epoca

imperiale recuperato durante lo sbancamento dell'ex-cinema

Cressoni, nel cuore del centro storico.

In un recipiente di pietra ollare di forme inedita e simile, per

certi versi, a un'urna era custodito il tesoro che è venuto alla

luce mercoledì, nel corso dei lavori di scavo compiuti in

prossimità di quello che una volta era il palcoscenico del teatro. 

Un scoperta sorprendente per la qualità delle monete ritrovate,

che grazie alla purezza dell'oro utilizzato dai romani sembrano

appena coniate, anche se il vero valore della scoperta non è

numismatico ma soprattutto storico.

Sono infatti molto rare le monete romane d'oro che sono giunte

fino ai giorni nostri, il materiale prezioso è stato infatti fuso in

epoche successive per trasformarsi in altre monete di diverso

conio o monili, inoltre in passato mai dei sesterzi aurei erano

stati rinvenuti in una tale concentrazione.

''Non conosciamo ancora nei dettagli il significato storico e

culturale del ritrovamento - ha detto il ministro dei Beni Culturali,

Alberto Bonisoli - ma La Soprintendenza archeologia, belle arti e

paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza e Brianza,

Pavia, Sondrio e Varese, che ha la direzione scientifica dello scavo,

ha subito provveduto al trasporto del ritrovamento nel laboratorio

di restauro del Mibac a Milano, dove archeologi, restauratori e

numismatici stanno lavorando ad un vero e proprio scavo in

miniatura, all'interno del recipiente: un'attività certosina che

porterà presto alla luce l'intero tesoretto, oltre a fornire ulteriori

elementi indispensabili alla comprensione di questo straordinario

contesto". 

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Di sicuro il recipiente è stato aperto per l'ultima volta in epoca

tardo imperiale, quando Roma era già in declino e l'imperatore e

la sua corte si erano ritirati a Ravenna, più facile da difendere

in un periodo in cui l'esercito era assediato dalle tribù dei barbari

che spesso erano guidate da ex-generali romani.

Alcune monete però potrebbero risalire anche a secoli prima, ma

a questo interrogativo si potrà rispondere solo nei prossimi mesi

quando gli archeologi avranno svuotato l'urna e catalogato pezzo

dopo pezzo. 

 
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