Augusta - Prigionieri da circa un mese a bordo della loro nave, sequestrata ed ormeggiata nei pressi dei forti all'interno del porto megerese. Si tratta dell'equipaggio della "Dila S.", un mercantile battente bandiera panamense. A bordo del mercantile si trovano 8 marittimi, 5 di nazionalità turca e 3 georgiani. La nave è stata posta sotto sequestro poiché l'armatore non ha pagato il bunker effettuato a Malta. L'equipaggio inoltre da circa 4 mesi non riceve la paga e solo grazie alla sensibilità del "Comitato Welfare" di Augusta e all'aiuto e alla solidarietà di altri marittimi riesce a sopravvivere in attesa che l'armatore sblocchi la situazione.Dell'equipaggio del mercantile si sta occupando anche il sindacato internazionale dei marittimi Itf che ha chiesto ed ottenuto a sua volta il sequestro cautelativo della nave. "Senza denaro né viveri questi marittimi hanno bisogno della solidarietà di tutti - dice Rosario Litrico, presidente del Comitato Welfare di Augusta -. Ci stiamo adoperando per cercare di alleviare i disagi per questi marittimi stranieri in sosta forzata nel porto megarese".Da alcune settimane grazie all'opera del comitato Welfare è partita una vera e propria gara di solidarietà. Cibo e generi di prima necessità sono arrivati a bordo del mercantile dalle altre navi in porto: preziosa anche la collaborazione della Capitaneria di Porto, del Corpo dei Piloti e del Gruppo Barcaioli."Occorrono - spiega Litrico - generi di prima necessità : alimenti e prodotti per l'igiene. La sera i marittimi lasciano la nave e nella sede della Stella Maris viene offerto loro un pasto caldo ed hanno inoltre la possibilità di mettersi in contatto con le loro famiglie".La nave è giunta nello scalo megarese lo scorso 11 febbraio , proveniente da Alessandria d'Egitto, diretta a Casablanca, ha un carico di 1500 tonnellate di nitrato di ammoniaca (fertilizzante). Subito dopo l'arrivo, ha effettuato rifornimento di bunker e provviste. Prima della partenza al comandante è stato notificato un sequestro cautelativo da parte di una società maltese per un debito residuo di 36 mila dollari, circa 27 mila euro, per una precedente fornitura di bunker effettuato nell'Isola dei Cavalieri.Ma anche l'equipaggio non riceve lo stipendio da oltre 4 mesi, circa 60 mila euro che si aggiungono al debito maltese e alle altre spese sostenute ad Augusta. Gli armatori turchi hanno fatto sapere che presto salderanno tutti i debiti.Tutto questo accade mentre associazioni di categoria si sputtanano per una misera poltrona al loro interno
Da un mese prigionieri a bordo
Augusta - Prigionieri da circa un mese a bordo della loro nave, sequestrata ed ormeggiata nei pressi dei forti all'interno del porto megerese. Si tratta dell'equipaggio della "Dila S.", un mercantile battente bandiera panamense. A bordo del mercantile si trovano 8 marittimi, 5 di nazionalità turca e 3 georgiani. La nave è stata posta sotto sequestro poiché l'armatore non ha pagato il bunker effettuato a Malta. L'equipaggio inoltre da circa 4 mesi non riceve la paga e solo grazie alla sensibilità del "Comitato Welfare" di Augusta e all'aiuto e alla solidarietà di altri marittimi riesce a sopravvivere in attesa che l'armatore sblocchi la situazione.Dell'equipaggio del mercantile si sta occupando anche il sindacato internazionale dei marittimi Itf che ha chiesto ed ottenuto a sua volta il sequestro cautelativo della nave. "Senza denaro né viveri questi marittimi hanno bisogno della solidarietà di tutti - dice Rosario Litrico, presidente del Comitato Welfare di Augusta -. Ci stiamo adoperando per cercare di alleviare i disagi per questi marittimi stranieri in sosta forzata nel porto megarese".Da alcune settimane grazie all'opera del comitato Welfare è partita una vera e propria gara di solidarietà. Cibo e generi di prima necessità sono arrivati a bordo del mercantile dalle altre navi in porto: preziosa anche la collaborazione della Capitaneria di Porto, del Corpo dei Piloti e del Gruppo Barcaioli."Occorrono - spiega Litrico - generi di prima necessità : alimenti e prodotti per l'igiene. La sera i marittimi lasciano la nave e nella sede della Stella Maris viene offerto loro un pasto caldo ed hanno inoltre la possibilità di mettersi in contatto con le loro famiglie".La nave è giunta nello scalo megarese lo scorso 11 febbraio , proveniente da Alessandria d'Egitto, diretta a Casablanca, ha un carico di 1500 tonnellate di nitrato di ammoniaca (fertilizzante). Subito dopo l'arrivo, ha effettuato rifornimento di bunker e provviste. Prima della partenza al comandante è stato notificato un sequestro cautelativo da parte di una società maltese per un debito residuo di 36 mila dollari, circa 27 mila euro, per una precedente fornitura di bunker effettuato nell'Isola dei Cavalieri.Ma anche l'equipaggio non riceve lo stipendio da oltre 4 mesi, circa 60 mila euro che si aggiungono al debito maltese e alle altre spese sostenute ad Augusta. Gli armatori turchi hanno fatto sapere che presto salderanno tutti i debiti.Tutto questo accade mentre associazioni di categoria si sputtanano per una misera poltrona al loro interno