La nave è andata col suo carico di morte, i circa mille passeggeri inconsapevoli hanno fatto il bagno in piscina e si sono divertiti con l'animazione nei punti di ritrovo: la morte di Bruno Biondo, terzo ufficiale della «Excellent», una delle ammiraglie della «Grandi Navi Veloci», in servizio da Genova a Palermo, per non creare allarmi e tensioni è stata resa nota solo all'arrivo nel capoluogo siciliano. Per la morte del giovanissimo ufficiale di macchina i sindacati hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore.Biondo, 25 anni appena, nato a Genova ma di origini di Pozzallo, in provincia di Ragusa, era stato schiacciato da una porta tagliafuoco: inutili i soccorsi e il tentativo di rianimarlo. La morte è stata immediata. Il viaggio non è stato però interrotto, nonostante la relativa vicinanza - 43 miglia - dal porto di partenza. La salma è stata composta in un locale ben lontano dalla vista dei passeggeri. Ma l'equipaggio ha proseguito il viaggio con la morte nel cuore.La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta e lo sciopero del personale marittimo in servizio sulla flotta della Gnv punta a denunciare le carenze nelle misure di sicurezza a tutela dei lavoratori del mare. La società ha espresso il proprio dolore e la vicinanza alla famiglia e ha nominato l'avvocato Roberta Pezzano per seguire l'indagine.La tragedia è stata in mare aperto, in acque internazionali, circa un'ora e mezza dopo la partenza da Genova, avvenuta alle 21,30 di martedì. Intorno alle 23 Biondo era in sala macchine e forse stava uscendo, dopo avere azionato le porte tagliafuoco, pesantissime e blindate: una di queste però si è richiusa mentre lui si trovava nell'intercapedine e lo ha schiacciato contro lo stipite. Una fine atroce, per un giovane che aveva scelto di vivere sul mare, trasferendosi a Genova dal suo paese, che si trova sulla punta estrema d'Europa, sul Canale di Sicilia.Ad aprire il fascicolo in Procura, per adesso contro ignoti, ma con l'ipotesi di omicidio colposo, è stato il pm di Palermo Lia Sava, che ieri pomeriggio ha ispezionato la Excellent per quattro ore. Le indagini sono state delegate alla Capitaneria di porto e sebbene la nave non sia stata sequestrata, la ripartenza alla volta di Genova, prevista per ieri sera, è stata impedita fino al completamento delle verifiche tecniche sul funzionamento della porta e all'audizione dei testimoni. Nessuno era presente al momento dell'incidente. La Procura ha però nominato un consulente, Renato Magazzù, e sequestrato la scatola nera, che anche sulle navi registra ogni comunicazione, interna e con l'esterno. L'autopsia sarà fissata dopo che saranno stati indicati dagli investigatori i possibili responsabili: si tratta infatti di un «atto irripetibile» e i sospettati devono essere messi in condizione di parteciparvi con propri consulenti.Ad attendere la salma dell' ufficiale di macchina, al porto di Palermo, c'era una cugina, Annamaria Di Stefano, che vive a Capaci, a pochi chilometri dal capoluogo siciliano: «Non si può certo morire a 25 anni in questo modo. Chiediamo giustizia», dice la donna. Il padre di Bruno Biondo è morto lo scorso anno, mentre la madre Franca Di Stefano sta male e ha appreso la notizia a casa, a Genova. «L'abbiamo saputo dalla televisione racconta dal capoluogo ligure lo zio della vittima, Salvatore Di Stefano -. Non sappiamo ancora nulla. Nessuno ci dice niente. Possibile che un giovane possa morire in questo modo mentre si trova sul posto di lavoro?».
Morte sul traghetto, si fermano i marittimi
La nave è andata col suo carico di morte, i circa mille passeggeri inconsapevoli hanno fatto il bagno in piscina e si sono divertiti con l'animazione nei punti di ritrovo: la morte di Bruno Biondo, terzo ufficiale della «Excellent», una delle ammiraglie della «Grandi Navi Veloci», in servizio da Genova a Palermo, per non creare allarmi e tensioni è stata resa nota solo all'arrivo nel capoluogo siciliano. Per la morte del giovanissimo ufficiale di macchina i sindacati hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore.Biondo, 25 anni appena, nato a Genova ma di origini di Pozzallo, in provincia di Ragusa, era stato schiacciato da una porta tagliafuoco: inutili i soccorsi e il tentativo di rianimarlo. La morte è stata immediata. Il viaggio non è stato però interrotto, nonostante la relativa vicinanza - 43 miglia - dal porto di partenza. La salma è stata composta in un locale ben lontano dalla vista dei passeggeri. Ma l'equipaggio ha proseguito il viaggio con la morte nel cuore.La Procura di Palermo ha aperto un'inchiesta e lo sciopero del personale marittimo in servizio sulla flotta della Gnv punta a denunciare le carenze nelle misure di sicurezza a tutela dei lavoratori del mare. La società ha espresso il proprio dolore e la vicinanza alla famiglia e ha nominato l'avvocato Roberta Pezzano per seguire l'indagine.La tragedia è stata in mare aperto, in acque internazionali, circa un'ora e mezza dopo la partenza da Genova, avvenuta alle 21,30 di martedì. Intorno alle 23 Biondo era in sala macchine e forse stava uscendo, dopo avere azionato le porte tagliafuoco, pesantissime e blindate: una di queste però si è richiusa mentre lui si trovava nell'intercapedine e lo ha schiacciato contro lo stipite. Una fine atroce, per un giovane che aveva scelto di vivere sul mare, trasferendosi a Genova dal suo paese, che si trova sulla punta estrema d'Europa, sul Canale di Sicilia.Ad aprire il fascicolo in Procura, per adesso contro ignoti, ma con l'ipotesi di omicidio colposo, è stato il pm di Palermo Lia Sava, che ieri pomeriggio ha ispezionato la Excellent per quattro ore. Le indagini sono state delegate alla Capitaneria di porto e sebbene la nave non sia stata sequestrata, la ripartenza alla volta di Genova, prevista per ieri sera, è stata impedita fino al completamento delle verifiche tecniche sul funzionamento della porta e all'audizione dei testimoni. Nessuno era presente al momento dell'incidente. La Procura ha però nominato un consulente, Renato Magazzù, e sequestrato la scatola nera, che anche sulle navi registra ogni comunicazione, interna e con l'esterno. L'autopsia sarà fissata dopo che saranno stati indicati dagli investigatori i possibili responsabili: si tratta infatti di un «atto irripetibile» e i sospettati devono essere messi in condizione di parteciparvi con propri consulenti.Ad attendere la salma dell' ufficiale di macchina, al porto di Palermo, c'era una cugina, Annamaria Di Stefano, che vive a Capaci, a pochi chilometri dal capoluogo siciliano: «Non si può certo morire a 25 anni in questo modo. Chiediamo giustizia», dice la donna. Il padre di Bruno Biondo è morto lo scorso anno, mentre la madre Franca Di Stefano sta male e ha appreso la notizia a casa, a Genova. «L'abbiamo saputo dalla televisione racconta dal capoluogo ligure lo zio della vittima, Salvatore Di Stefano -. Non sappiamo ancora nulla. Nessuno ci dice niente. Possibile che un giovane possa morire in questo modo mentre si trova sul posto di lavoro?».