Pur nel rispetto delle diverse legittime opinioni, non è facile per nessuno credere che la migliore immagine di un portatore di pace sia presentarsi indossando una tuta mimetica ed imbracciando un fucile ad immagine e somiglianza di un perfetto Rambo. Sarebbe come accettare con spirito costruttivo e offrire la propria ospitalità al vicino dirimpettaio che con una spallata ci demolisce la porta di casa, ci saluta con un pugnale tra i denti e ci pone la mano ben custodita in un guanto da boxer.Si può asserire che a tutto c'è una soluzione, che basterebbe rinunciare ad una fetta di ricchezza per dare la opportunità ai meno fortunati di crescere, di rallentare la nostra corsa cosicché i più deboli, pur con il fiatone, almeno si avvicinino alle nostre spalle, se proprio tanto ci infastidisce che ci affianchino.Si potrebbero fare vari esempi di vita vissuta da grandi uomini nel credo della pace.Ma i naviganti sono gente semplice che nella loro quotidianità non sentono la necessità di promuovere a piè spinto il concetto di pace, esso è parte integrante del loro modus vivendi. Visitando i Paesi del mondo è per loro naturale sottostare alle leggi che li governano, alle usanze dei loro popoli, al loro credo politico e religioso. Loro sanno ben distinguere i colori dell'anima da quelli della pelle. Questo è un piccolo grande segno di pace.Gli equipaggi formati da persone di varie nazionalità sono ormai comuni anche sulle navi battenti bandiera italiana. In spazi relativamente ristretti si convive, ci si confronta, ci si scambiano idee. Tutto avviene nel reciproco rispetto, senza pretendere di voler imporre la propria religione quale garanzia assoluta della verità, o pensare di essere gli uni custodi della libertà che con la forza della arroganza vogliono imporre agli altri, non dando così importanza a quella grande ricchezza dell'uomo che prende il nome di "diversità" .A bordo la diversità unisce perché il navigante ha posto piede su tante terre, tutte così simili fra loro, abitate da popoli solo apparentemente diversi. Egli in ogni abitante del mondo ha scorto parte di se stesso, così gli viene naturale rispettare le origini e tradizioni dei colleghi di lavoro che con lui dividono momenti di impegno e di svago. Da questi equipaggi un insegnamento di reciproco rispetto e pacifica convivenza.Come non compiacersi nel vedere giovani di diverse nazionalità che insieme trascorrono ore di franchigia accomunati dalle stesse curiosità .Tutti con la volontà di voler capire il senso della vita consapevoli che la risposta non può far altro che passare attraverso gli sguardi, i pensieri, le pelli e più queste, quelli e gli altri hanno diverse tonalità, più la risposta è credibile.Randagio Blogini
Dai naviganti una lezione di pace e buona convivenza.
Pur nel rispetto delle diverse legittime opinioni, non è facile per nessuno credere che la migliore immagine di un portatore di pace sia presentarsi indossando una tuta mimetica ed imbracciando un fucile ad immagine e somiglianza di un perfetto Rambo. Sarebbe come accettare con spirito costruttivo e offrire la propria ospitalità al vicino dirimpettaio che con una spallata ci demolisce la porta di casa, ci saluta con un pugnale tra i denti e ci pone la mano ben custodita in un guanto da boxer.Si può asserire che a tutto c'è una soluzione, che basterebbe rinunciare ad una fetta di ricchezza per dare la opportunità ai meno fortunati di crescere, di rallentare la nostra corsa cosicché i più deboli, pur con il fiatone, almeno si avvicinino alle nostre spalle, se proprio tanto ci infastidisce che ci affianchino.Si potrebbero fare vari esempi di vita vissuta da grandi uomini nel credo della pace.Ma i naviganti sono gente semplice che nella loro quotidianità non sentono la necessità di promuovere a piè spinto il concetto di pace, esso è parte integrante del loro modus vivendi. Visitando i Paesi del mondo è per loro naturale sottostare alle leggi che li governano, alle usanze dei loro popoli, al loro credo politico e religioso. Loro sanno ben distinguere i colori dell'anima da quelli della pelle. Questo è un piccolo grande segno di pace.Gli equipaggi formati da persone di varie nazionalità sono ormai comuni anche sulle navi battenti bandiera italiana. In spazi relativamente ristretti si convive, ci si confronta, ci si scambiano idee. Tutto avviene nel reciproco rispetto, senza pretendere di voler imporre la propria religione quale garanzia assoluta della verità, o pensare di essere gli uni custodi della libertà che con la forza della arroganza vogliono imporre agli altri, non dando così importanza a quella grande ricchezza dell'uomo che prende il nome di "diversità" .A bordo la diversità unisce perché il navigante ha posto piede su tante terre, tutte così simili fra loro, abitate da popoli solo apparentemente diversi. Egli in ogni abitante del mondo ha scorto parte di se stesso, così gli viene naturale rispettare le origini e tradizioni dei colleghi di lavoro che con lui dividono momenti di impegno e di svago. Da questi equipaggi un insegnamento di reciproco rispetto e pacifica convivenza.Come non compiacersi nel vedere giovani di diverse nazionalità che insieme trascorrono ore di franchigia accomunati dalle stesse curiosità .Tutti con la volontà di voler capire il senso della vita consapevoli che la risposta non può far altro che passare attraverso gli sguardi, i pensieri, le pelli e più queste, quelli e gli altri hanno diverse tonalità, più la risposta è credibile.Randagio Blogini