Capitani e non solo

Due pesi e due misure


PORT MORESBY (PAPUA NUOVA GUINEA) - Sono almeno 219 le persone salvate dopo l'affondamento di un traghetto con 300 persone a bordo al largo di Papua Nuova Guinea, nel Pacifico, a nord dell'Australia. Lo hanno reso noto le autorità marittime australiane, che collaborano ai soccorsi. Ad affondare la scorsa notte è stata la nave passeggeri "Rabaul Queen" della compagnia Star Ships, in navigazione fra i porti di Kimbe e Lae, sulla costa est del paese.La causa del naufragio è ancora sconosciuta, ma si pensa ad una tempesta. "Alle 16:30 (le 6:30 in Italia, n.d.r.) di oggi  otto navi mercantili sono sul posto e cinque hanno recuperato dei sopravvissuti" hanno dichiarato le autorità marittime australiane, aggiungendo che "ci sono 219 sopravvissuti su queste navi". Secondo l'autorità marittima di Papua Nuova Guinea, a bordo del traghetto c'erano 300 persone. I naufragi sono frequenti a Papua e nella vicina Indonesia. Navi vecchie e spesso sovraffollate fanno la spola fra le tante isole, esposte a forti tempeste.Il comunicato ANSA di cui sopra mi colpisce per due semplici ragioni: la prima perchè si mette in luce che sono state salvate 219 persone e non che ne sono perite e disperse ben 81, la seconda ragione è che non si è creato il "mostro" e neanche "eroi"da pubblicizzare su giornali e televisioni di tutto il mondo.Eppure, molto onestamente, una tragedia come questa descritta poteva e doveva essere evitata. Il traghetto era adibito a navigazione costiera, i "meteo" sono ormai di una precisione quasi certosina, questo traghetto era in condizioni fatiscenti e in selvaggia concorrenza con gli altri che fanno la spola tra quelle isole: più corse uguale più soldi che entrano nelle tasche degli armatori e se qualcuno ci lascia la pelle...pazienza !!Giorgio Blandina