Capitani e non solo

Seminario su istruzione Nautica tenutosi oggi presso l'istituto Nautico San Giorgio di Genova


La partecipazione al seminario sull'istruzione nautica organizzata dal Collegio Capitani è stata scarsa a dimostrazione che la Gente di mare adesso vuole fatti e non si fida di chi premia gli armatori  che si ostinano a non imbarcare sulle loro navi personale italiano.Mancava l'interlocutore più significativo, ovvero il Ministero delle infrastrutture e Trasporti.Di seguito l'interessante intervento durante il dibattimento del Com.te Dario Savino:ho ascoltato con estrema attenzione ed interesse quanto oggi si è detto in questo convegno, è decisamente ammirevole quanto interesse ed attenzione sia posto da tutte le parti interessate al problema della formazione ma è purtroppo meno ammirevole che non si ponga altrettanto interesse al mondo del lavoro . E' un dato di fatto che le opportunità di imbarco per il marittimo italiano vanno diminuendo costantemente a favore di marittimi di altre nazionalità , sia nel mercantile che nel diporto , per non parlare poi dell' attuale esodo degli armatori del diporto dalla bandiera Italiana. Credo sia il caso di domandarci quale miraggio occupazionale stiamo proiettando per gli studenti di domani.Ho letto con interesse che il Collegio ritiene che anche i marittimi del diporto debbano frequentare corsi simili a quelli delle 500 ore , in quanto la sicurezza e la formazione e l'aggiornamento sono oggi valori imprescindibili , che si lavori su unità mercantili o da diporto.Ben vengano la formazione i corsi , ma la domanda sorge spontanea visto e considerato che con il DM 121 nel 2005 sono stati istituiti i titoli del diporto ed i programmi d'esame per ottenerli sono mutuati dalla formazione mercantile, perché quindi continuare a mantenere una divisione tra marittimi che lavorano nel mercantile e quelli che lavorano nel diporto?Anche in considerazione del fatto che lo stesso Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha recentemente espresso dubbi di coerenza con quanto prescritto dall'STCW ed i titoli del DM 121.Che ad oggi ancora non esiste un riconoscimento bilaterale dei titoli del diporto da arte di altri paesi quali UK Francia Spagna etc.Che il tavolo tecnico di revisione del DM 121 è stato ibernato sin da febbraio 2010 e che a voler leggere correttamente l'STCW uno Yacht da diporto in uso commerciale necessita di personale formato secondo i dettami STCW , ovvero con titoli mercantili.Sarebbe molto bello ricevere oggi dalle autorevoli Autorità qui' convenute un indirizzo certo su quale rotta intendono prendere per quelle decine di migliaia di marittimi che lavorano nel diporto e per quegli studenti che desiderano intraprendere la strada del mare , con una chiara prospettiva occupazionale libera da nebbie ed inutili insidie.Grazie.