Capitani e non solo

Il giovane Garibaldi marinaio in blue jeans


Nella memoria del Risorgimento italiano Giuseppe Garibaldi è un personaggio importante, forse uno dei più centrali. Ma anche uno dei più discussi. Tanto si è scritto e detto sull'eroe dei due mondi; tante le definizioni che, suo malgrado, il buon Giuseppe ha dovuto subire. Dal Garibaldi anticlericale a quello in odor di giacobinismo, dal Garibaldi rivoluzionario a complice della corona. L'incontro, dal titolo Anche Garibaldi portava i blue jeans, organizzato a Palazzo Ducale dall'Associazione "A Cumpagna" , è stato l'occasione per far luce su un ulteriore aspetto delle vicende personali di questo eroe risorgimentale: il Garibaldi navigatore.Come ha spiegato Bruno Sacella, Comandante della Tirrenia intervenuto al dibattito, Giuseppe Garibaldi prima di essere il personaggio alla ribalta delle cronache storiche italiane, era un uomo con una smisurata passione per il mare e la navigazione. Da piccolo, nell'infanzia di Nizza, non riusciva a stare lontano dai moli del porto dove spesso il brigantino del padre, capitano della Marina Mercantile, ormeggiava tra un viaggio e l'altro. A poco valsero le speranze della madre che sognava per il piccolo Giuseppe la carriera ecclesiastica, lontano dai pericoli del mare che quotidianamente rischiava il padre.Risale proprio alla giovinezza un episodio significativo della sua voglia di navigare: non appena ebbe chiare le idee della madre sul suo futuro, lungi dal voler indossare la tonaca, il piccolo Giuseppe fugge in barca a vela da Nizza in compagnia di due amici, tentando di approdare a Genova. I sogni di fuga durano poco. L'imbarcazione del padre infatti li raggiunge al largo di Monaco e li riconduce verso Nizza, ma il giovane Garibaldi ha ormai chiarito a tutti quale sarà il suo futuro: solcherà il mare, lontano da sacrestie umide e odore d'incenso.Inizia così una rapidissima carriera che, a bordo di numerose navi, lo porterà a veleggiare prima di tutto sul Mediterraneo e per i meandri dell'Oceano Atlantico. Il 12 novembre 1821, all'età di quattordici anni, è già iscritto al registro dei mozzi di Nizza e nel 1824 è a bordo del brigantino russo Costanza in viaggio verso il Mar Nero, sotto la guida del Capitano Angelo Besante, patriota appassionato delle lotte di liberazione nel Sud America, un personaggio molto importante per la formazione della coscienza politica di Garibaldi.Negli anni successivi tocca i porti delle rotte commerciali più importanti, giungendo fino a Costantinopoli dove soggiornerà per qualche tempo anche a causa di una malattia. Il 1831 è l'anno dell'iscrizione alla Giovine Italia e già nel '34 partecipa a un primo tentativo di insurrezione, che fallisce e gli vale la condanna a morte decretata dal regno di Sardegna. I tempi sono ormai maturi per solcare l'Oceano, dato che con una condanna che pesa sulla testa neanche il porto della vicina Marsiglia, dove inizialmente si rifugia, offre sicurezza. Nello stesso anno, a bordo di una brigantino commerciale, raggiunge le coste del Brasile, dove fra l'altro ha sentito parlare del Movimento Separatista del Rio Grande, che sta sfidando l'impero brasiliano. La solidarietà di Garibaldi è immediata e, approntato un peschereccio di sole venti tonnellate battezzato "Il Mazzini", si schiera a fianco dei rivoltosi.Il resto è storia assai nota ma questo eroe dei due mondi non portava soltanto una camicia rossa, aveva anche un bel paio di blue jeans sotto, proprio come abitudine dei marinai del 1800.