Era da bambino che camminava. E ogni giorno il suo cammino riprendeva, ininterrottamente, tant’è che ormai conosceva tutta la sua terra. Un giorno sentì, al mignolo del piede destro, un dolore che, nel camminare, diventava sempre più forte. Decise, allora, di andare dal calzolaio. La scarpa, per via della pioggia del giorno precedente, si era evidentemente ristretta proprio in quel punto, all’altezza del mignolo. Bisognava solo renderla meno aderente al piede. “ Mi allarghi questa scarpa, qui…è troppo stretta”- disse al calzolaio. Il calzolaio si mise al lavoro e dopo un po’ gli restituì la scarpa : “ Ecco fatto, signore”. La calzò. In effetti era scomparso quel terribile dolore. Sollevato, pagò e riprese il cammino. Ma dopo un po’ ricominciò a sentire un fastidio al mignolo, lo stesso mignolo. E subito dopo il fastidio si trasformò in dolore. Era un dolore insopportabile. Sofferente, ritornò zoppicando dal calzolaio e gli urlò irritato: “ Devi allargare di più questa scarpa….in questo punto!” Il calzolaio, senza batter ciglio, prese i suoi arnesi e, con pazienza, iniziò a modellare la scarpa. “ Ecco fatto, signore” – gli disse dopo più di due ore di lavoro. La scarpa aveva, senza ombra di dubbio, cambiato forma. L’uomo la indossò. Fece dei veloci passi in circolo, intorno alla sedia. Provò addirittura a saltare, di qua e di là, con balzi sempre più ampi, come una rana alla ricerca dello stagno. Ora ne era certo: non sentiva più quel lancinante dolore al mignolo. Riprese, allora, fischiettando a camminare per la sua strada. Trascorsero questa volta solo pochi minuti: il dolore si ripresentò con tutta la sua forza. L’uomo trovandosi nei pressi di una bottega di scarpe, decise di risolvere una volta per tutte il problema comperando un paio di scarpe nuove, più larghe di quelle che aveva ai piedi e che, soprattutto, non si restringessero con la pioggia. Entrò nella bottega e, confidando il suo problema al bottegaio, iniziò a provare vari tipi di scarpe: tutte però, fatti pochi passi, gli provocavano quell’indicibile dolore al mignolo. Erano trascorse tre estenuanti ore. Un vecchio, seduto su un masso appena fuori l’uscio della bottega, aveva assistito, in silenzio, a tutta la scena. Aveva visto le smorfie sofferenti dell’uomo e intuito le imprecazioni a bassa voce del bottegaio, stanco di salire e scendere dalle scale e di correre da una parte all’altra alla ricerca di scarpe sempre migliori e raffinate. Mentre l’uomo, visibilmente spossato, si asciugava con la mano il sudore dalla fronte, in attesa dell’ennesimo paia di scarpe da provare, il vecchio gli si avvicinò e gli soffiò all’orecchio: “ Signore, mi venga a trovare e le risolverò il problema”. Non fece in tempo neanche a guardarlo bene in viso o a chiedergli il nome o perché si interessasse così tanto alle sue scarpe…Il vecchio era agilmente uscito dalla bottega ed era scomparso tra le mille vie animate del paese. Gli era rimasto in mano un bigliettino spiegazzato con sopra scritto in bella calligrafia: “il pozzo”. Ricordava che c’era solo un pozzo in quel paese : si trovava nella piazza. L’uomo decise di andare. Si congedò dal bottegaio e da tutto il suo mucchio di scarpe provate e si avviò, zoppicando in direzione della piazza.
Post N° 72
Era da bambino che camminava. E ogni giorno il suo cammino riprendeva, ininterrottamente, tant’è che ormai conosceva tutta la sua terra. Un giorno sentì, al mignolo del piede destro, un dolore che, nel camminare, diventava sempre più forte. Decise, allora, di andare dal calzolaio. La scarpa, per via della pioggia del giorno precedente, si era evidentemente ristretta proprio in quel punto, all’altezza del mignolo. Bisognava solo renderla meno aderente al piede. “ Mi allarghi questa scarpa, qui…è troppo stretta”- disse al calzolaio. Il calzolaio si mise al lavoro e dopo un po’ gli restituì la scarpa : “ Ecco fatto, signore”. La calzò. In effetti era scomparso quel terribile dolore. Sollevato, pagò e riprese il cammino. Ma dopo un po’ ricominciò a sentire un fastidio al mignolo, lo stesso mignolo. E subito dopo il fastidio si trasformò in dolore. Era un dolore insopportabile. Sofferente, ritornò zoppicando dal calzolaio e gli urlò irritato: “ Devi allargare di più questa scarpa….in questo punto!” Il calzolaio, senza batter ciglio, prese i suoi arnesi e, con pazienza, iniziò a modellare la scarpa. “ Ecco fatto, signore” – gli disse dopo più di due ore di lavoro. La scarpa aveva, senza ombra di dubbio, cambiato forma. L’uomo la indossò. Fece dei veloci passi in circolo, intorno alla sedia. Provò addirittura a saltare, di qua e di là, con balzi sempre più ampi, come una rana alla ricerca dello stagno. Ora ne era certo: non sentiva più quel lancinante dolore al mignolo. Riprese, allora, fischiettando a camminare per la sua strada. Trascorsero questa volta solo pochi minuti: il dolore si ripresentò con tutta la sua forza. L’uomo trovandosi nei pressi di una bottega di scarpe, decise di risolvere una volta per tutte il problema comperando un paio di scarpe nuove, più larghe di quelle che aveva ai piedi e che, soprattutto, non si restringessero con la pioggia. Entrò nella bottega e, confidando il suo problema al bottegaio, iniziò a provare vari tipi di scarpe: tutte però, fatti pochi passi, gli provocavano quell’indicibile dolore al mignolo. Erano trascorse tre estenuanti ore. Un vecchio, seduto su un masso appena fuori l’uscio della bottega, aveva assistito, in silenzio, a tutta la scena. Aveva visto le smorfie sofferenti dell’uomo e intuito le imprecazioni a bassa voce del bottegaio, stanco di salire e scendere dalle scale e di correre da una parte all’altra alla ricerca di scarpe sempre migliori e raffinate. Mentre l’uomo, visibilmente spossato, si asciugava con la mano il sudore dalla fronte, in attesa dell’ennesimo paia di scarpe da provare, il vecchio gli si avvicinò e gli soffiò all’orecchio: “ Signore, mi venga a trovare e le risolverò il problema”. Non fece in tempo neanche a guardarlo bene in viso o a chiedergli il nome o perché si interessasse così tanto alle sue scarpe…Il vecchio era agilmente uscito dalla bottega ed era scomparso tra le mille vie animate del paese. Gli era rimasto in mano un bigliettino spiegazzato con sopra scritto in bella calligrafia: “il pozzo”. Ricordava che c’era solo un pozzo in quel paese : si trovava nella piazza. L’uomo decise di andare. Si congedò dal bottegaio e da tutto il suo mucchio di scarpe provate e si avviò, zoppicando in direzione della piazza.