Scrivo di notte perchè è allora che il giorno digerisce il banchetto delle cose e dei corpi vivi.La piega espressiva delle labbra,il gesto incontrollato,la modulazione dei passi.Va da sé che la Scrittura è spugna, magnete.Va da sé che la Scrittura è contatto costante.E' lo scontro fattivo, la regola del pugile, il corpo macchina, il corpo anima.Va da sé che la Scrittura è regola del Mondo, stasi e movimento.Loro camminano e io sto fermo.Ma godo della mia forzata immobilità, armonia delle cose e dell'età,sono tranquillo e canuto: da fermo posso scrivere di camminare.Che i poeti da sempre fanno camminare gli storpi, fanno parlare i muti,spezzano agli schiavi le catene, fanno del pensiero il tempio.A piedi nudi, scrivo.Con le piante ben attaccate al suolo per sentirne il respiro.Questo io dico, che se la scrittura viene dall'alto, se non si attacca alle piccole cose, se procede promanando un mistico raggio, allora forse, è cosa di basso conio.Anche l'umore più fetido è un distico felice.E' l'esplosione organica dei corpi?E le falangi dei peli che si rizzano in perfetta sincronia?E la risata improvvisa?Io scrivo della polvere sui miei settantatre autunni.Walt Withman che hai tanto amato.Da qua il cielo digrigna i denti come una vergine fra le braccia dello sposo.Walt Withman che hai mangiato, cacciato, goduto.Ora sono loro inquieti e io sono tranquillo.Loro fertili e io impotente.Ma mi difendo bene che da impotente posso scrivere di generare..Marcello Fois..
Post N° 629
Scrivo di notte perchè è allora che il giorno digerisce il banchetto delle cose e dei corpi vivi.La piega espressiva delle labbra,il gesto incontrollato,la modulazione dei passi.Va da sé che la Scrittura è spugna, magnete.Va da sé che la Scrittura è contatto costante.E' lo scontro fattivo, la regola del pugile, il corpo macchina, il corpo anima.Va da sé che la Scrittura è regola del Mondo, stasi e movimento.Loro camminano e io sto fermo.Ma godo della mia forzata immobilità, armonia delle cose e dell'età,sono tranquillo e canuto: da fermo posso scrivere di camminare.Che i poeti da sempre fanno camminare gli storpi, fanno parlare i muti,spezzano agli schiavi le catene, fanno del pensiero il tempio.A piedi nudi, scrivo.Con le piante ben attaccate al suolo per sentirne il respiro.Questo io dico, che se la scrittura viene dall'alto, se non si attacca alle piccole cose, se procede promanando un mistico raggio, allora forse, è cosa di basso conio.Anche l'umore più fetido è un distico felice.E' l'esplosione organica dei corpi?E le falangi dei peli che si rizzano in perfetta sincronia?E la risata improvvisa?Io scrivo della polvere sui miei settantatre autunni.Walt Withman che hai tanto amato.Da qua il cielo digrigna i denti come una vergine fra le braccia dello sposo.Walt Withman che hai mangiato, cacciato, goduto.Ora sono loro inquieti e io sono tranquillo.Loro fertili e io impotente.Ma mi difendo bene che da impotente posso scrivere di generare..Marcello Fois..