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Post N° 691


ARIAAlan SorrentiAria, in ogni angolo della mia stanzaio ti sto cercandoAria, nei labirinti della mia menteio ti sto inseguendo.Principessa della mia carrozzaresta con medormi nella pace di questa seradentro di me.Bianca la tua pelle, bianca la tua vestecanta, danza per meil tuo viso brilla come una candelaaprendo la mia finestra nella sera.Aria, dolce profumo di primaveraAria, amaro ricordo di una sera.Albero solitarioche risplendi in un campo di granoio ti vado incontroe ai tuoi rami io mi appendole tue foglie ho raccolto una alla voltain ogni mia illusione, in ogni mia sensazione.Aria, in ogni angolo della mia stanzaio ti sto cercandoAria, nei labirinti della mia menteio ti sto cercando.Principessa della mia carrozzaportami con te attraversomonti sfuocati, mari annebbiatil'alba nasce in te, il giorno muore con te ... il giorno muore con te...Portaminei grandi campi di nevedove il sole non c'e', prendi tutto di mele tue vene son fiumi tra le roccee tue mani pallidi monti nella notte.Salto con te sulle ninfeenelle cascate argentatee sulle dune frustate dal vento.E con il vento la mia carrozzasulle tue orme bianche passae dinanzi a un monasterosi ferma.Aria, tu mi apri la portae fuori sta piovendonelle stanze del tuo nidoio mi sto addentrando ... io mi sto addentrando...Aria, il mio corpo sul tuo corposi muove lentamenteAria, il mio corpo sul tuo corposprofonda dolcementeAria, sto cercando di scopriredi scoprire il tuo segreto.Sono entrato nel tuo corposono io l'universosono io il tuo corposono io l'universonel tuo fiume sto scivolandoAria, sto impazzendo.Un uragano di colorisi scatena dentro meapro le braccia su di tesuoni di frusta schiacciatida raffiche di pioggiasui cavalli della mia carrozza.Attraverso i vetri della mia stanzaguardo fuori e fuori piovee nelle gocce sospese alla ringhieravedo le perle della tua corona ... Aria, in ogni angolo della mia stanzaio ti sto cercandoAria, sull' asfalto bagnato della mia stradaio ti sto inseguendo e tu ti stai sciogliendoAria, io sento che ti sto perdendo..
.Prima di approdare alla canzonetta di successo, l'italo-gallese Alan Sorrenti era stato uno dei più interessanti pionieri del prog-rock italiano. Combinando atmosfere incantate e uno stile canoro molto particolare.Aria (1972), può essere considerato un vero capolavoro del pop italiano. Per questo disco sono stati chiamati musicisti di eccezione, tra i quali spicca la stella Jean Luc Ponty (violinista jazz allievo di Grappelli e virtuoso riconoscibile nei capolavori orchestrali di Zappa e della Mahavishnu Orchestra) che dà un contributo fondamentale alla suite che occupa interamente la prima facciata del lavoro. Sfruttando tematiche care al progressive italiano (ambientazioni dark-fantasy con tanto di castelli, monasteri, foreste e ampie distese d'erba, l'amore fra un cavaliere e la sua principessa, l'idea del sogno o dell'allucinazione in cui l'autore si perde) Sorrenti costruisce un'atmosfera che subito coinvolge l'ascoltatore a partire dagli arpeggi di chitarre spagnoleggianti di Nazzaro e Paratore e agli improvvisi vocalizzi accompagnati da innesti free-jazz del piano di Albert Prince e da essenziali fraseggi di violino. Le ambiguità su cui si basa il testo (il dualismo aria-atmosfera/nome della donna amata) trasportano l'ascoltatore in un mondo caotico e sfuggente, che culmina nel delirio erotico finale (sono io il tuo corpo/sono io l'universo/nel tuo fiume sto scivolando/aria sto impazzendo) dove un lungo e frenetico solo di violino, con virtuosismi degni di colui che lo suona, e l'esplosione ritmica di Tony Esposito riportano il protagonista alla realtà (io sento che io io io io/io ti sto/ io ti sto perdendo). Per dare solo un'idea dello stile canoro della suite basta pensare che ognuno degli "io" dura circa 6-7 secondi e in tutto il brano si ripresentano variazioni su ogni vocale allungata in maniera ossessiva, con un notevole uso della dinamica all'interno della stessa parola, ma il tutto sempre funzionale alle esigenze del testo e della musica. Le atmosfere allucinate sono rese in un modo tale da non apparire eccessive o "datate", anzi, piuttosto sobrie, e questo spiega il notevole fascino che la suite ha ancora oggi, a 35 anni di distanza. Per quello che ne penso io, questo è un disco che merita di essere cercato e ascoltato, una perla di rara bellezza, e si trova nella rete...