Blue_Blog

Post N° 1052


.LA MISURA DEL BUIOLe labbra strette sul cannello d'ambra della pipa, la barba schiacciata contro la gorgera d'ametiste, gli alluci inarcati nervosamente nelle pantofole di seta, Kublai Kan ascoltava i resoconti di Marco Polo senza sollevare le ciglia.Erano le sere in cui un vapore ipocondriaco gravava sul suo cuore.- Le tue città non esistono. Forse non sono mai esistite. Per certo non esisteranno più. Perchè ti trastulli con favole consolanti? So bene che il mio impero marcisce come un cadavere nella palude, il cui contagio appesta tanto i corvi che lo beccano quanto i bambù che crescono concimati dal suo liquame.Perchè non mi parli di questo? Perchè menti all'imperatore dei tartari, straniero?Polo sapeva assecondare l'umor nero del sovrano. - Sì, l'impero è malato e, quel che è peggio, cerca d'assuefarsi alle sue piaghe. Il fine delle mie esplorazioni è questo: scrutando le tracce di felicità che ancora s'intravedono, ne misuro la penuria.Se vuoi sapere quanto buio hai intorno, devi aguzzare lo sguardo sulle fioche luci lontane..italo calvinole città invisibili...
omar galliani | nuovi santi.......