Libere Riflessioni

QUANDO LA GUERRA SI VINCE CON LE PAROLE E NON CON LE ARMI


Un pezzo di storia contempoaranea ci ha lasciati, per volare nella Terra dei Giusti.Titoli e fiumi di parole saranno spesi per commemorare la morte di Nelson Mandela, ed il rischio è quello di cadere nella retorica, se non addirittura nell'ovvietà.Poi, anche su questo evento si spegneranno le luci della ribalta. E resterà il ricordo di un Uomo che ha combattuto contro apartheid, ingiustizie sociali, razzismo, discriminazione e segregazione razziale.E lo ha fatto senza armi in pugno, usando solo la forza delle parole. Il suo impegno, il suo esempio, hanno certamente contribuito a rendere il mondo migliore, ma lascia a noi un'eredità pesante come un macigno: continuare lungo la strada che Lui ha tracciato. Un incarico gravoso, difficile, impegnativo, ma non credo che ci siano alternative.Un posto tra i Grandi della Storia gli è dovuto, se lo è guadagnato anche con i 27 anni trascorsi in un carcere di massima sicurezza, ma che non gli hanno impedito di lottare per diffondere e affermare le sue ideologie per una società unita, in grado di superare le laceranti divisioni che hanno caratterizzato la sto­ria del suo popolo e del suo Paese. Definito un grande visionario, ha certamente trasformato le sue "visioni" in realtà. Ed io vorrei ricordarlo con una delle sue frasi più celebri:Un vincitore è solo un sognatore che non si è arreso
R.I.P. (BnD)