Libere Riflessioni

DALLA PARTE DEI FORCONI


Siamo ormai al quarto giorno di protesta. Una protesta spontanea, senza "sponsor politici" e senza "bandiere partigiane". L'unica bandiera che sventola è il Tricolore, segno che questa manifestazione apolitica e apartitica, a differenza di altre volte, non è stata intentata e veicolata contro uno schieramento politico avverso. Questa volta la manifestazione è "contro il Palazzo" e "contro la politica".La scelta del simbolo della protesta ricorda metaforicamente l'esasperazione dei contadini e dei coloni medievali allorquando, vessati dal feudatario o dal signorotto locale, rivendicavano con forza il diritto ad una vita più decorosa e dignitosa. E lo facevano, appunto, imbracciando l'unica "arma" a loro disposizione: il forcone.La gente comune, gli autotrasportatori, i contadini, gli operai, i disoccupati, stanno gridando la loro indignazione contro lo sfruttamento delle famiglie italiane, ormai stanche di essere tartassate e costrette a "tirare la cinghia" mentre la politica, quella con la p minuscola, si dimostra sempre più lontana dai problemi reali dei cittadini, preoccupandosi solo del proprio "attaccamento alla poltrona" e della "sopravvivenza della casta". E questa manifestazione spaventa i politici. E li spaventa a maggior ragione se anche le forze dell'ordine abbassano i manganelli, si tolgono gli elmetti e si uniscono ai protestanti, ricevendo in cambio applausi e pacche sulle spalle.Sembrano lontane anni luce le manifestazioni sessantottine, quando viziati ed annoiati giovanotti appartenenti all'alta borghesia accusavano i poliziotti di essere "il braccio armato dello Stato" e li prendevano a sprangate. Erano gli albori degli "anni di piombo", e  l'unica voce "fuori dal coro" era quella di Pasolini che, dissociandosi dalla violenza dei manifestanti contro le forze dell'ordine, scriveva: "Ai poliziotti si danno i fiori, loro sono i figli di poveri che vengono da periferie contadine o urbane che siano".Oggi, superando la più classica contrapposizione tra manifestanti e forze dell'ordine, anche gli "sbirri di Stato" si associano alle proteste di piazza, ed è forse questa la cosa che maggiormente sconcerta i nostri ciechi e sordi politicanti, impreparati a comprendere appieno l'esasperazione della gente.
(BnD)