Con il testo sull’indulto approvato alla Camera, si rischia di vedere vanificati tutti i processi contro i maltrattatori degli animali e i devastatori dell’ambiente dichiara Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Zoomafia della LAV. Con esso si concede, infatti, l’indulto a tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie, sole o congiunte a pene detentive. E’ concesso, altresì, l’indulto, per intero, per le pene accessorie temporanee, conseguenti a condanne per le quali è applicato, anche solo in parte, l’indulto. Ciò significa totale impunità per coloro che hanno maltrattato o ucciso animali. - prosegue Troiano - Basti pensare che l’uccisione di un animale, senza necessità o per crudeltà, è punita con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi, mentre chi abbandona un animale domestico è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro: tutte sanzioni che rientrano nel provvedimento dell’indulto. Preoccupante l’indulto per le pene accessorie che, per fare un esempio, annulla la sospensione da tre mesi a tre anni dell’attività di trasporto, commercio o allevamento di animali per chi è stato condannato per maltrattamenti, e ciò, davvero non si capisce quale utilità sociale possa avere. aggiunge Troiano Cosa ancor più incomprensibile se si pensa che poco meno di due anni fa il Parlamento, quasi all’unanimità, ha inasprito le pene per chi commette crimini contro gli animali. La LAV chiede, quindi, ai Senatori di inserire tra i reati per i quali non si applica il provvedimento dell’indulto anche i reati previsti dal Titolo IX bis del Codice penale delitti contro il sentimento per gli animali, dall’art. 727 C.P., e quelli previsti da legge speciali come quelle che regolano materie come la caccia, la pesca, la Convenzione Cites relativa agli animali in pericolo di estinzione, nonché le leggi che regolano i reati ambientali in genere. Se il provvedimento dell’indulto è giustificato anche dalla necessità di rendere le carceri meno affollate, l’indulto per i reati contro gli animali e contro l’ambiente non serve, perché i responsabili di tali reati non vanno in carcere se non i casi rarissimi, come l’associazione per delinquere finalizzata ai combattimenti tra animali o finalizzata al traffico di rifiuti, ma ad oggi non ci risulta che ci sia qualcuno in carcere per aver organizzato combattimenti! conclude Troiano. Da:infolav.org
LAV: fuori dall'indulto reati contro animali
Con il testo sull’indulto approvato alla Camera, si rischia di vedere vanificati tutti i processi contro i maltrattatori degli animali e i devastatori dell’ambiente dichiara Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Zoomafia della LAV. Con esso si concede, infatti, l’indulto a tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie, sole o congiunte a pene detentive. E’ concesso, altresì, l’indulto, per intero, per le pene accessorie temporanee, conseguenti a condanne per le quali è applicato, anche solo in parte, l’indulto. Ciò significa totale impunità per coloro che hanno maltrattato o ucciso animali. - prosegue Troiano - Basti pensare che l’uccisione di un animale, senza necessità o per crudeltà, è punita con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi, mentre chi abbandona un animale domestico è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 euro a 10.000 euro: tutte sanzioni che rientrano nel provvedimento dell’indulto. Preoccupante l’indulto per le pene accessorie che, per fare un esempio, annulla la sospensione da tre mesi a tre anni dell’attività di trasporto, commercio o allevamento di animali per chi è stato condannato per maltrattamenti, e ciò, davvero non si capisce quale utilità sociale possa avere. aggiunge Troiano Cosa ancor più incomprensibile se si pensa che poco meno di due anni fa il Parlamento, quasi all’unanimità, ha inasprito le pene per chi commette crimini contro gli animali. La LAV chiede, quindi, ai Senatori di inserire tra i reati per i quali non si applica il provvedimento dell’indulto anche i reati previsti dal Titolo IX bis del Codice penale delitti contro il sentimento per gli animali, dall’art. 727 C.P., e quelli previsti da legge speciali come quelle che regolano materie come la caccia, la pesca, la Convenzione Cites relativa agli animali in pericolo di estinzione, nonché le leggi che regolano i reati ambientali in genere. Se il provvedimento dell’indulto è giustificato anche dalla necessità di rendere le carceri meno affollate, l’indulto per i reati contro gli animali e contro l’ambiente non serve, perché i responsabili di tali reati non vanno in carcere se non i casi rarissimi, come l’associazione per delinquere finalizzata ai combattimenti tra animali o finalizzata al traffico di rifiuti, ma ad oggi non ci risulta che ci sia qualcuno in carcere per aver organizzato combattimenti! conclude Troiano. Da:infolav.org