Boog's Cave

BIOTESTAMENTO


Zia Enza c'ha convocati, con carta e penna, attorno al tavolo del salotto, un luogo più misterioso del covo di Bin Laden (e dubito che i Navy Seals riuscirebbero ad espugnarlo con la stessa facilità). «Voglio fare testamento – ci ha detto – testamento biologico». «Testamento? Tu?» è insorta zia Mariella, che è contraria per principio alla morte, e figuriamoci a una cosa prosaica come il testamento. «Bi-o-lo-gi-co» ha scandito zia Enza. «Ma sai cosa significa?» ha insistito la sorella, inalberata nemmeno fosse del consiglio dei vescovi. «Certo che sì – ha fatto, piccata, zia Enza – per questo voglio farlo». «Ma non è legale» ha tentato zia Mariella. «Perché, le nomine dei sottosegretari invece... » ha ribattuto, incontrovertibile, zia Enza. «E allora?» abbiamo chiesto all'unisono. «Allora, ecco le mie volontà biologiche – ha detto la zia, con sovrannaturale serenità – . Lascio l'acqua a tutti, per annaffiarci i giardini e far crescere i pensieri, perché l'acqua è di tutti. La lascio in tutte le sue forme (e che qualcuno ci provi, a dire che sono sue e privatizzarle): lascio le nuvole a voialtri, per guardarle e restare capaci di meraviglia; lascio l'arcobaleno ai vecchi, la pioggia ai castagni e i ghiacciai agli orsi polari. Lascio il sole e il vento a chi ne farà energia pulita. Lascio la terra a tutti quelli che vogliono tornare. Lascio il cielo a chi crede solo alle divisioni di questa terra. Lascio il mare a chi ha bisogno di musica e coscienza, a chi deve fuggire e non ha altra strada se non le onde nere di notte, a chi non ha una riva a cui affacciarsi. Lascio il corpo come involucro del cuore, come forma intera dell'anima: non salvate mai il mio corpo, nuocendo alla bellezza della mia anima». Abbiamo scritto tutto. Se non è legale, è certamente giusto.(Da L'Unità online del 9 maggio 2011)