Boog's Cave

FATTO IN CASA


Le zie da giorni s'affaccendano a ripulire il capanno del giardino, che è un po' legnaia un po' deposito un po' ritiro creativo di zio Remo quando deve inventare cose come l'acqua in polvere, l'aspirina retroattiva o il rivelatore di fascismi. Hanno messo tendine alle finestrelle, arredato con sgabelli scompagnati e tavoli ballerini e ora parlano d'una festa d'ìnaugurazione aperta, come sempre, a tutto il quartiere, amici e nemici (le zie applicano il metodo montessori con quelli di destra, persino coi tardoberlusconiani, che ormai sono pochi ma resistenti come la cocciniglia fioccosa sui gerani). «Apriamo anche noi qui al Sud i ministeri»  ha annunciato zia Mariella. «Tre ministeri» ha precisato, per amore di contrappasso e simmetria. «Ministeri? – abbiamo replicato noi dell'assemblea plenaria di nipoti veri adottati e acquisiti per usucapione – Ma lo sapete che non si può! Napolitano lo ha detto con chiarezza: guaglioni, non pazziate. Ha pure scritto una lettera, nero su bianco. Non è che uno si alza una mattina e si apre un ministero, così dove gli garba... ». «A Napolitano scrivo io, state tranquilli – ha risposto, piccata, la zia – mica sono maleducata come quelli, che nemmeno gli rispondono. E glielo spiego io, che ministeri vogliamo fare». «Ah, perché, sono pure ministeri fatti in casa?» abbiamo chiesto, terrorizzati. «Ma certo – ci ha liquidati quella donna immaginifica – questa è cosa simbolica: noi meridionali siamo simbolici da quando eravamo piccoli. Qui vogliamo aprire, simbolicamente, tre ministeri di cui c'è grande bisogno: il ministero della Decenza Istituzionale, il ministero della Bellezza Condivisa e il ministero del Futuro Restituito ai Giovani Ma Non Solo. Vi pare che non servano, con urgenza?». Poi ha continuato, soave, con la ramazza. Un simbolo.(Manginobrioches da l'Unità online del 1 Agosto)