Elena riesce a muoversi a fatica arrampicata sulle sue canadesi, non può più camminare. E’ bastato un attimo alla giovane abbronzata ragazza sorridente sul motorino per trasformarsi in un corpo mutilato su una barella, sette operazioni non sono servite a ricostruire quello che una lamiera ha sbranato in quell’attimo. Non ha ancora trent’anni, accanto a lei la mamma racconta brandelli di una vita che fatica a riprendere a scorrere. Ha trovato lavoro, lo scorso mese, un’assunzione a tempo indeterminato. Un posto fisso, il diritto di lavorare, per chi non può più permettersi di essere felice. “Beata lei” dice Marco, suo coetaneo, alzando gli occhi dal piatto di pasta che sua madre gli ha preparato, “lei può lavorare, mantenersi, vivere… io no!”. E’ tornato stanco dopo avere consegnato le pizze a domicilio, unico lavoro che la sua laurea in lettere gli ha offerto. Un corpo offeso per sempre, un futuro negato chissà fino a quando, un orizzonte assente in destini così diversi. Non ci può essere felicità se non si possono costruire progetti. Cosa stiamo lasciando ai nostri figli, a che prezzo stiamo vendendo i loro giorni futuri se il dolore inconsolabile di un’amica diventa invidiabile privilegio?
QUALE ALLEGRIA
Elena riesce a muoversi a fatica arrampicata sulle sue canadesi, non può più camminare. E’ bastato un attimo alla giovane abbronzata ragazza sorridente sul motorino per trasformarsi in un corpo mutilato su una barella, sette operazioni non sono servite a ricostruire quello che una lamiera ha sbranato in quell’attimo. Non ha ancora trent’anni, accanto a lei la mamma racconta brandelli di una vita che fatica a riprendere a scorrere. Ha trovato lavoro, lo scorso mese, un’assunzione a tempo indeterminato. Un posto fisso, il diritto di lavorare, per chi non può più permettersi di essere felice. “Beata lei” dice Marco, suo coetaneo, alzando gli occhi dal piatto di pasta che sua madre gli ha preparato, “lei può lavorare, mantenersi, vivere… io no!”. E’ tornato stanco dopo avere consegnato le pizze a domicilio, unico lavoro che la sua laurea in lettere gli ha offerto. Un corpo offeso per sempre, un futuro negato chissà fino a quando, un orizzonte assente in destini così diversi. Non ci può essere felicità se non si possono costruire progetti. Cosa stiamo lasciando ai nostri figli, a che prezzo stiamo vendendo i loro giorni futuri se il dolore inconsolabile di un’amica diventa invidiabile privilegio?