C'era una volta una signora che si chiamava Ignazia, ma dato che era piccola e minuta per un nome così aspro, si faceva chiamare Ezia. Non aveva figli, ma aveva sempre dato una mano con i figli di amici e parenti, così che tutti la chiamavano ZIA. La zia Ezia.Avevo 16 anni quando la mia famiglia eplose, dilaniata in una separazione tanto lunga e violenta da lasciare segni indelebili addosso a ciascuno di noi cinque figli. Mia madre depressa fuori casa, mio padre in preda a furori legali , e noi nel mezzo. E fu nel pieno di questo caos che una mattina vidi Zia Ezia ferma davanti al cancello di casa. Era gia' anziana allora, pallida, emaciata, vestita a lutto per la recente scomparsa del marito. "Gesù" pensai "non bastavano tutti i problemi che abbiamo ? Adesso ci dovremo accollare anche la vecchietta".Improbabile Mary Poppins, la zia ezia entrò in quella casa devastata, prese il comando delle operazioni quotidiane, e con animo saldo, mano ferma e voce quieta diresse le nostre vite per cinque anni. Accompagnandoci, assistendoci, accudendoci, consolandoci, difendendoci. Con una forza, e un'energia impensabili per una corporatura così minuta; e a dispetto dell'età anagrafica, con sorprendente lucidità, apertura mentale, modernità di vedute.E sempre, sempre con affetto assoluto.A lei devo quel poco di buono che sono e che faccio; ed e' a lei, al suo modo discreto ed essenziale di vivere e agire, alla sua solidita' che ripenso oggi.Si e' spenta sei anni fa, lasciandoci serenamente nel sonno quasi centenaria, ma nel mio cuore vivrà per sempre.Nella giornata dedicata alle donne, io penso alla zia Ezia.Una delle donne più importanti della mia vita.
RICORDO DI MARZO
C'era una volta una signora che si chiamava Ignazia, ma dato che era piccola e minuta per un nome così aspro, si faceva chiamare Ezia. Non aveva figli, ma aveva sempre dato una mano con i figli di amici e parenti, così che tutti la chiamavano ZIA. La zia Ezia.Avevo 16 anni quando la mia famiglia eplose, dilaniata in una separazione tanto lunga e violenta da lasciare segni indelebili addosso a ciascuno di noi cinque figli. Mia madre depressa fuori casa, mio padre in preda a furori legali , e noi nel mezzo. E fu nel pieno di questo caos che una mattina vidi Zia Ezia ferma davanti al cancello di casa. Era gia' anziana allora, pallida, emaciata, vestita a lutto per la recente scomparsa del marito. "Gesù" pensai "non bastavano tutti i problemi che abbiamo ? Adesso ci dovremo accollare anche la vecchietta".Improbabile Mary Poppins, la zia ezia entrò in quella casa devastata, prese il comando delle operazioni quotidiane, e con animo saldo, mano ferma e voce quieta diresse le nostre vite per cinque anni. Accompagnandoci, assistendoci, accudendoci, consolandoci, difendendoci. Con una forza, e un'energia impensabili per una corporatura così minuta; e a dispetto dell'età anagrafica, con sorprendente lucidità, apertura mentale, modernità di vedute.E sempre, sempre con affetto assoluto.A lei devo quel poco di buono che sono e che faccio; ed e' a lei, al suo modo discreto ed essenziale di vivere e agire, alla sua solidita' che ripenso oggi.Si e' spenta sei anni fa, lasciandoci serenamente nel sonno quasi centenaria, ma nel mio cuore vivrà per sempre.Nella giornata dedicata alle donne, io penso alla zia Ezia.Una delle donne più importanti della mia vita.