La sindrome di down non é una malattia. Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere trattate come gli altri. Il 93% dei contatti non copierà questo mesaggio... Spero solo che tu che stai leggendo voglia far parte del restante 7% che copierà questo messaggio nella sua bacheca !! In ogni caso grazie di averlo letto. Boog :-)
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Gentile visitatore benvenuto nella mia tana. Qui io conservo, in perfetto disordine, le cianfrusaglie che raccolgo durante il mio girovagare nella rete. Quasi nulla é farina del mio sacco, ma tutto é stato scelto da me unicamente ispirato dai miei gusti, dalle mie inclinazioni o dall'estro del momento. Se qualcosa ti piace consideralo tuo, sarà per me un piacere donartelo. Se invece qualcosa dovesse infastidirti, o peggio offenderti, ti prego di perdonarmi, non era mia intenzione. Infine lascia pure un segno del tuo passaggio, ma ricorda che ... tener pulito é più facile che dover pulire. Detto questo, per tutto il tempo che passerai qui, sia questa anche la tua tana.
"Andrea aveva 23 anni quando, il 20 giugno 2006, è rimasto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica non a norma. Andrea voleva imparare a suonare la tromba, come se la chitarra da sola gli andasse stretta. Perché a quell'età la taglia dei desideri si allarga e non stai più nei tuoi panni dalla voglia di metterti alla prova, conoscere, guardare avanti. Da li a quattro giorni pure la metratura della sua vita sarebbe lievitata di colpo: dalla sua camera da ragazzo, in casa dei genitori, a un mini appartamento, acquistato dai suoi con un mutuo, a metà strada tra Porto Sant'Elpidio e la fabbrica Asoplast di Ortezzano, dove aveva trovato lavoro come precario per 900 euro al mese.
Andrea voleva imparare a suonare la tromba, ma non ha fatto in tempo: una tromba che, rimasta la dov'era in camera sua, suona un silenzio assordante. E neppure l'appartamento è riuscito ad abitare: doveva entrare nella nuova casa sabato 24 giugno 2006, se ne è andato il 20 giugno di 4 anni fa. Oggi Andrea avrebbe 28 anni ma è morto in fabbrica alle sei e dieci dell'ultimo mattino di primavera. E suonerebbe ancora la chitarra con i Nervous Breakdwn e non darebbe il suo nome a una borsa di studio. Sarebbe la gioia di sua mamma Graziella
e non la ragione della sua battaglia da neo cavaliere della Repubblica, per cultura sulla sicurezza. Una battaglia finita con una sconfitta dolorosa: nel nome del figlio e a nome dei tanti caduti sul lavoro, senza giustizia: Umbria-Oli, Molfetta, Thyssenkrupp, Mineo.... Sono solo le stazioni più raccontate di una via Crucis quotidiana, che per un po' chiama a raccolta l'indignazione italiana, che poi guarda altrove.
Le morti si fanno sentire, ma le sentenze molto meno, quando passano sotto silenzio anche per una sorta di disagio nell'accettarle e comunicarle. I responsabili di questa orrenda morte sono stati condannati a otto mesi di condizionale con la sospensione della pena, anche se il Procuratore generale del tribunale di Fermo aveva parlato "di un chiaro segnale perché questi reati vengano repressi con la massima severità". Andrea è stato ucciso per la seconda volta. La tragedia è finita nel dimenticatoio, con alcune frasi fatte e disfatte, tipo non deve più accadere, basta con queste stragi, lavoreremo per migliorare la sicurezza. Parole piene di buone intenzioni, che lo spillo della smemoratezza buca in un momento. Parole al vento!
Alla fine anche Andrea si è perso tra i morti da stabilimento e da cantiere: martiri del lavoro che fanno notizia il tempo di commuovere, che non promuovono ronde per la sicurezza, spesso rimossi pure nei processi. Tragedie quotidianamente dimenticate da un Paese ignavo e incurante, La tromba silente di Andrea a suonare la sua ritirata. Questo è quanto accade a tutti i morti sul lavoro; di loro restano solo dolore e angoscia dei familiari ma giustamente questo non fa notizia: una mamma che piange tutti i giorni, che guarda sempre la porta di casa aspettando che il suo Andrea rientri perché spera che tutta la sofferenza che sta vivendo sia solo un brutto sogno..... Ma tutto ciò non importa a nessuno!
Questa è la tragica realtà, di chi rimane e si rende conto di essere emarginato e dimenticato da tutti. Forse ciò che gli altri non conoscono è la realtà del "dopo" di queste tragedie… La vita per i familiari viene stravolta dal dolore e dalla mancanza della persona cara, ti ritrovi a lottare giorno per giorno per sopravvivere e se sei forte riesci in qualche modo a risollevare la testa da quel baratro di depressione in cui sei caduta, altrimenti sprofondi sempre di più! Ti accorgi che sei lasciato solo a te stesso…. manca il sostegno psicologico, sono assenti tutte le istituzioni e nessuno è disposto ad ascoltare il tuo dolore perché il dolore fa paura a tutti! Speri nella giustizia ma questa si prende beffa di te perché otto mesi e sospensione della pena per chi ha ucciso tuo figlio mi sembra una vergogna per un paese che si definisce civile…..
E vogliamo parlare dell’Inail, questo ente che ogni anno incassa milioni di euro? Ebbene la morte di Andrea è stata calcolata 1.600 euro e cioè rimborso spese funerarie, allora mi chiedo ma la vita di mio figlio che è stato ucciso a soli 23 anni, per la società non valeva nulla? Eppure io quel figlio l’ho partorito, l’ho amato , curato e protetto per 23 anni, era il mio orgoglio e la mia felicità e quindi tutto diventa assurdo e inaccettabile. Nemmeno l’assicurazione vuole pagare il risarcimento e a distanza di 4 anni e mezzo dovrò subire ancora violenze psicologiche tornando di nuovo in tribunale e ripercorrere ancora una volta questa tragedia…. descrivere come è morto Andrea, come lo hanno trovato i colleghi di lavoro, come ho vissuto dopo e come continuo a vivere oggi… Credetemi una pressione che non riesco a sopportare più.
Per terminare anche l’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio si rifiuta di dare una definitiva sepoltura al mio angelo. Allora mi chiedo e lo chiedo a voi: la vita di un operaio vale così poco? E’ un essere umano come tutti e se per i soldati morti in “ missione di pace” si fanno funerali di Stato, per i 1300 operai che muoiono ogni anno per la mancanza di sicurezza, cosa viene fatto? Nulla perché non sappiamo nemmeno nome e cognome… sono solo numeri che fanno parte di una statistica.
Termino questa lettera con un appello disperato: fermiamo questa strage che serve solo a far arricchire gli imprenditori e a distruggere le famiglie. Ogni essere umano ha diritto alla propria vita e non si può perderla per 900 euro al mese."
Questa é la lettera aperta che Graziella, la mamma di Andrea ha pubblicato per aiutarci a ricordare che i tanti, troppi morti sul lavoro che funestano il nostro paese non sono solo un trafiletto nella cronanaca locale, ma persone, aspettative, sogni, desideri; la cifra della nostra "civilta'" .
E' UNA TRAGICA VERITA' SENZA SOLUZIONE... IL NOSTRO PAESE NON HA RISPETTO PER LA DIGNITA' DEI LAVORATORI E QUESTO SI RIVELA SIA CON IL SOSTEGNO CHE E' DATO A QUESTO GOVERNO SIA CON L'OMERTA' CHE COPRE OGNI DELITTO DI FABBRICA...LE MORTI SUL LAVORO NON SONO INCIDENTI, SONO ASSASSINII... UN PAESE PROGREDITO NON SI DEVE PERMETTERE CHE ACCADANO !! DI TUTTE LE PIAGHE DELLA NOSTRA NAZIONE, QUESTA E' LA PIU PURULENTA... CIAO, BUONA GIORNATA, SE COSI SI PUO' DIRE...
Certo che si puo' dire. Si deve dire. E' un buon giorno ogni giorno che guardiamo, che vediamo, che non ci giriamo da un'altra parte. Udiamo e testimoniamo. E se ne saremo capaci, non dimenticheremo. Un abbraccio e a presto Boog :-)
Lo sai Boog che, questo, questo argomento delle morti sul lavoro intendo, e' una pensiero fisso per me?
Ci penso; ci penso sempre. Ci penso tutti i giorni ... e mi sento impotente. Riesco solo a risultare incomprensibile ai colleghi quando questi si ostinano a volermi parlare dell'ultimo soldato morto in "missione di pace" ed io non voglio neppure vederne la foto. Non perche' non si meritasse nulla pure lui; e pure lui, nella mia mente, a modo suo, e' un morto sul lavoro. Ma il pensiero corre corre corre agli altri, a tutti gli altri ignoti Andrea che muoiono ogni anno nei modi piu' orribili, loro pure. Uccisi da un altra guerra ugualmente inspiegabile : quella della legge di mercato, dell'economia mondiale della concorrenza che ci costringe(!!??) ad accellerare troppo i tempi di lavoro e ci fa' stringere le spese per la sicurezza. Oggi, dopo aver letto la lettera di questa mamma mi sento ancora piu' che triste. Disperata quasi. Perche' non so', davvero che fare; ma continuo a pensarci. Continuo. Perche' qualcosa va' fatto, anche se fin qui e' sembrato tutto inutile ed io voglio arrivare a capire cosa e farlo! :-(
Ps: So' (immagino) che non avresti nulla in contrario al fatto che io copi il tuo post e mi permetto di farlo da subito... Grazie per le tue orecchie sempre attente a captare le cose essenziali :-)
Ahime' amica mia, non e' il mercato a causare questa devastazione, ma il piu' bieco e becero PROFITTO. Ricercato in modo famelico e senza ombra di scrupolo da un sistema reso sterile dalla propria miope impreparazione (e quindi inettitudine)culturale etica e professionale. Quanto a cosa fare, la risposta sembra banale, ma e' semplice: continuare a pensarci, a interrogarsi. Parlarne, domandare, domandarsi. rompere questo muro di gomma di silenzio, polvere e oblio, per far si' che nessun Andrea possa essere dimenticato in fondo a un pozzo. Solo cosi' "non so dirti come o quando, ma un bel giorno cambiera'". Un sorriso grato e sincero Boog :-)
Ho letto questo post da Rosalba. Sono d'accordo con te, il grande male è il profitto. Verrà un giorno in cui il dio soldo non varrà più nulla, verrà! Un abbraccio Booh, Corinna.
Eppure anche tu non hai chiuso gli occhi, non hai distolto lo sguardo. E questo dolore così intenso e acuto non é vano. Se proviamo dolore e' perche' siamo vivi. E in noi continuano a vivere coloro che ricordiamo. Un abbraccio e a presto boog :-)
Le Morti Bianche....dimenticate da un governo che ha altre attività da svolgere.La classe operaia non ha nome ,non è altisonante ma produce lavorando,ci dimentichiamo che la forza lavoro sono gli operai,quelli che vanno in miniera,quelli che lavorano il travertino,quelli che lavorano alle macchine,nei cantieri ,nelle cementifere...di loro sappiamo poco ma noi figli non dimentichiamo le loro morti dovute anche a gravissime malattie professionali.cassy.
Indubbiamente uno dei segnali piu' significativi del grave regresso sociale di cui siamo vittime: da classe operaia a schiavi, vuoti a perdere. Ma niente e' per sempre, quindi non disperiamo e con forza ricordiamo.
Un sorriso e a presto Boog :-)
Poveri genitori...povere famiglie ...si i militari portano il bene dove non esiste e si ritrovano in guerra .. ma i lavoratori sono in guerra tutto l'anno sperando di portare ha casa la vita buona serata :-))
Inviato da: solidale_mente
il 23/07/2013 alle 11:01
Inviato da: ciscake
il 09/02/2013 alle 12:25
Inviato da: nagi51
il 02/02/2013 alle 16:54
Inviato da: ciscake
il 02/02/2013 alle 08:55
Inviato da: ciscake
il 02/02/2013 alle 08:53