ELOISA - Dario FoCorti di Cartaallegato al Corriere della SeraEuro 1,00Un capolavoro, una meraviglia. Sì, si tratta dell'Eloisa che stava con Abelardo (quella famosa), ma raccontata in chiave allegorica. Non è per niente che certi uni vincono il Nobel per la letteratura e certi altri no.E' assolutamente da leggere.'Ah, neanche voi ne sapete niente, vero? Mi fa piacere. Be', più o meno la storia è questa: al principio del mondo l'uomo e la donna erano stati creati insieme, come dentro un unico baccello. Sempre, giorno e notte, se ne stavano appiccicati faccia a faccia, abbracciati. E non si potevano scollare uno dall'altra che subito esplodevano in urla di dolore, singhiozzi e lamenti strazianti. Come fuori di sè correvano qua e là cercandosi disperati e come si ritrovavano l'uono nelle braccia dell'altra si buttavano squittendo di gioia e non terminavano mai di sbaciucchiarsi e farsi carezze... rotolandosi per i prati. Per spostarsi gli aggemellati si muovevano a balzoni, con zompi incredibili. E c'era davvero di che scompisciarsi dalle risate a quello spettacolo da corsa nei sacchi. Trottole rampanti parevano, con quattro piedi e quattro braccia, che caracollavano all'impazzata, buffi e sgangherati.Strani animali che d'altro non si curavano che di abbracciamenti e tenere coccolate. Respiravano persino insieme... bocca a bocca... allo stesso tempo... e i cuori gli pulsavano eguali.E' ovvio che così intorcinati si trovassero impacciati nei movimenti e avessero gran difficoltà a realizzare qualsiasi lavoro. Faticavano persino a procurarsi da mangiare. Erano indolenti e assolutamente privi d'ogni desiderio di fare. Non s'erano manco curati di fabbricarsi un abito nè una capanna dove ripararsi. E incollati l'uno all'altra gli era per altro scomodo pregare per ringraziare il Signore.Il Signore, che alle laude in suo onore ci teneva proprio da Dio, se ne ebbe a male. E seccato esclamò: "Ho sbagliato tutto. Mi sono riuscite male 'ste due creature. Pensano solo al loro amore e all'amore per il loro creatore manco ci fanno un sospiro". Poi deciso aggiunse: "Risolvo presto: come le ho create le disfo!".E detto fatto il Signore sparse il polline del sonno su quei due prototipi che s'abbioccarono all'istante. Poi, chiamato un angelo, diede ordine che fra ogni coppia fosse passata una lama di spada... di taglio, all'alto in basso, senza ferirli, ma in modo che venissero recisi i legacci invisibili che li univano così stretti.Quel gesto si chiamò "il taglio dell'oblio". Ma il Signore non si accontentò: fece trasportare lontano, di là dal mare, metà delle femmine e metà dei maschi fra quelli che non stavano accoppiati fra loro e le creature scombinate dell'altro gruppo le lasciò nel primo paradiso. Quando si risvegliarono, i maschi e le femmine, spaiati e raccolti un gruppo al di qua e l'altro al di là dell'oceano, per molti giorni si sentirono come allocchiti. Era loro chiaro che gli mancasse qualcosa, ma non sapevano indovinare che cosa fosse.Il taglio dell'oblio aveva funzionato.Per riempire quel gran vuoto si buttarono dentro un'alacrità quasi folle. Non facevano altro che lavorare, muoversi, catturare e poi allevare bestiame, costruire case, ponti, coltivare, fabbricare carri, navi e andare per mare.Fu così che dopo alcune generazioni i due gruppi si rincontrarono e si mischiarono di nuovo.Così succede, qualche volta, che un uomo e una donna generati reciprocamente da due creature che un tempo se ne stavano abbracciate l'un l'altra si incontrino e, a dispetto del taglio dell'oblio, a entrambi salga per tutto il corpo, specie nel cuore e nel cervello, un desiderio incontenibile di allacciarsi e stare insieme avavinghiati, incollati, che nessuno li possa staccare... se non causando loro un dolore che fa morire.'Megli del Mito degli Androgini di Platone. Che non è poco.
Post N° 417
ELOISA - Dario FoCorti di Cartaallegato al Corriere della SeraEuro 1,00Un capolavoro, una meraviglia. Sì, si tratta dell'Eloisa che stava con Abelardo (quella famosa), ma raccontata in chiave allegorica. Non è per niente che certi uni vincono il Nobel per la letteratura e certi altri no.E' assolutamente da leggere.'Ah, neanche voi ne sapete niente, vero? Mi fa piacere. Be', più o meno la storia è questa: al principio del mondo l'uomo e la donna erano stati creati insieme, come dentro un unico baccello. Sempre, giorno e notte, se ne stavano appiccicati faccia a faccia, abbracciati. E non si potevano scollare uno dall'altra che subito esplodevano in urla di dolore, singhiozzi e lamenti strazianti. Come fuori di sè correvano qua e là cercandosi disperati e come si ritrovavano l'uono nelle braccia dell'altra si buttavano squittendo di gioia e non terminavano mai di sbaciucchiarsi e farsi carezze... rotolandosi per i prati. Per spostarsi gli aggemellati si muovevano a balzoni, con zompi incredibili. E c'era davvero di che scompisciarsi dalle risate a quello spettacolo da corsa nei sacchi. Trottole rampanti parevano, con quattro piedi e quattro braccia, che caracollavano all'impazzata, buffi e sgangherati.Strani animali che d'altro non si curavano che di abbracciamenti e tenere coccolate. Respiravano persino insieme... bocca a bocca... allo stesso tempo... e i cuori gli pulsavano eguali.E' ovvio che così intorcinati si trovassero impacciati nei movimenti e avessero gran difficoltà a realizzare qualsiasi lavoro. Faticavano persino a procurarsi da mangiare. Erano indolenti e assolutamente privi d'ogni desiderio di fare. Non s'erano manco curati di fabbricarsi un abito nè una capanna dove ripararsi. E incollati l'uno all'altra gli era per altro scomodo pregare per ringraziare il Signore.Il Signore, che alle laude in suo onore ci teneva proprio da Dio, se ne ebbe a male. E seccato esclamò: "Ho sbagliato tutto. Mi sono riuscite male 'ste due creature. Pensano solo al loro amore e all'amore per il loro creatore manco ci fanno un sospiro". Poi deciso aggiunse: "Risolvo presto: come le ho create le disfo!".E detto fatto il Signore sparse il polline del sonno su quei due prototipi che s'abbioccarono all'istante. Poi, chiamato un angelo, diede ordine che fra ogni coppia fosse passata una lama di spada... di taglio, all'alto in basso, senza ferirli, ma in modo che venissero recisi i legacci invisibili che li univano così stretti.Quel gesto si chiamò "il taglio dell'oblio". Ma il Signore non si accontentò: fece trasportare lontano, di là dal mare, metà delle femmine e metà dei maschi fra quelli che non stavano accoppiati fra loro e le creature scombinate dell'altro gruppo le lasciò nel primo paradiso. Quando si risvegliarono, i maschi e le femmine, spaiati e raccolti un gruppo al di qua e l'altro al di là dell'oceano, per molti giorni si sentirono come allocchiti. Era loro chiaro che gli mancasse qualcosa, ma non sapevano indovinare che cosa fosse.Il taglio dell'oblio aveva funzionato.Per riempire quel gran vuoto si buttarono dentro un'alacrità quasi folle. Non facevano altro che lavorare, muoversi, catturare e poi allevare bestiame, costruire case, ponti, coltivare, fabbricare carri, navi e andare per mare.Fu così che dopo alcune generazioni i due gruppi si rincontrarono e si mischiarono di nuovo.Così succede, qualche volta, che un uomo e una donna generati reciprocamente da due creature che un tempo se ne stavano abbracciate l'un l'altra si incontrino e, a dispetto del taglio dell'oblio, a entrambi salga per tutto il corpo, specie nel cuore e nel cervello, un desiderio incontenibile di allacciarsi e stare insieme avavinghiati, incollati, che nessuno li possa staccare... se non causando loro un dolore che fa morire.'Megli del Mito degli Androgini di Platone. Che non è poco.