[SERIAL KILLER - 4]Ogni anno in Italia il 5,5% delle persone che muoiono è vittima di omicidio. Negli Stati Uniti questa percentuale arriva al 20%, anche se gli esperti dell'FBI sostengono che il crimine seriale sia in netto aumento (del 450% negli ultimi dieci anni).L'impulso ad uccidere è presente in tutte le persone: l'omicidio immaginato è parte dei pensieri di ognuno. Perchè si traduca in gesti, parole ed azioni violente, però, è necessario riconoscere nella vittima un'alterità che la ponga in una dimensione esterna a quella dell'uomo, giustificando l'omicidio. La vittima è 'altro' oppure nemico.'Il nostro inconscio non mette in atto l'uccisione, ma semplicemente la immagina e la desidera. Tuttavia sarebbe errato sottovalutare completamente questa realtà psichica nei confronti di quella fattuale.' (Sigmund Freud, Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte)'[...] ciascuno, in condizioni di impunità e di assoluta segretezza, avrebbe qualcuno da uccidere immediatamente. Se non uccidiamo è per la vergogna e per la paura della pena, non certo per il rispetto dell'uomo in quanto tale.' (Vittorino Andreoli, 1996, pp.55-56)Prova ne è il fatto che anche le religioni hanno sempre collocato l'omicidio in un punto cardine della cultura.'Tu dovrai ucciderlo, la tua mano sarà la prima contro di lui per metterlo a morte, quindi la mano di tutto il popolo; lo lapiderai e morirà, perchè ha cercato di allontanarsi dal Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla casa della schiavitù.' (Deuteronomio 13, 10-11)
Post N° 440
[SERIAL KILLER - 4]Ogni anno in Italia il 5,5% delle persone che muoiono è vittima di omicidio. Negli Stati Uniti questa percentuale arriva al 20%, anche se gli esperti dell'FBI sostengono che il crimine seriale sia in netto aumento (del 450% negli ultimi dieci anni).L'impulso ad uccidere è presente in tutte le persone: l'omicidio immaginato è parte dei pensieri di ognuno. Perchè si traduca in gesti, parole ed azioni violente, però, è necessario riconoscere nella vittima un'alterità che la ponga in una dimensione esterna a quella dell'uomo, giustificando l'omicidio. La vittima è 'altro' oppure nemico.'Il nostro inconscio non mette in atto l'uccisione, ma semplicemente la immagina e la desidera. Tuttavia sarebbe errato sottovalutare completamente questa realtà psichica nei confronti di quella fattuale.' (Sigmund Freud, Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte)'[...] ciascuno, in condizioni di impunità e di assoluta segretezza, avrebbe qualcuno da uccidere immediatamente. Se non uccidiamo è per la vergogna e per la paura della pena, non certo per il rispetto dell'uomo in quanto tale.' (Vittorino Andreoli, 1996, pp.55-56)Prova ne è il fatto che anche le religioni hanno sempre collocato l'omicidio in un punto cardine della cultura.'Tu dovrai ucciderlo, la tua mano sarà la prima contro di lui per metterlo a morte, quindi la mano di tutto il popolo; lo lapiderai e morirà, perchè ha cercato di allontanarsi dal Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla casa della schiavitù.' (Deuteronomio 13, 10-11)