Desperate Mammy

Le mie giornate

 

TAG

 

 

 

Blog d'argento

10000 punti ottenuti

In classifica

 

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28  
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

I MIEI BLOG AMICI

Citazioni nei Blog Amici: 53
 

ULTIME VISITE AL BLOG

cudo1958whatweather12cardiavincenzoanonimo.2009ritasimiocuorevagabondo_1962belf_agorlokomotivlitisapungi1950TheArtIsJapanfin_che_ci_sonoverux63lonevitodonmichelangelotondoheyoka6
 
 

parade

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

 

 

 

 

per ora č un arrivederci

Post n°595 pubblicato il 30 Giugno 2017 da Butturfly66

 

La giornata non è delle migliori potrebbe dire qualcuno, (pioviggina e tira un arietta fresca piacevolissima) ma dopo aver vissuto quelli scorsi non riuscendo nemmeno a respirare tanto era l'afa patita, posso ben dire di essere contenta, Io stessa mi stupisco delle mie parole ma questo caldo anomalo era diventato fonte di problemi di salute oltre che di convivenza con le alte temperature, Mi sono trasferita al mare da circa una settimana, per cui il tempo la voglia e la possibilita' di dedicarmi al pc saranno veramente pochi, Aggiungiamoci i problemi alla tastiera che hanno mandato in tilt alcuni tasti per farmi desistere dallo scrivere, perché di adattarmi non ne voglio sentir parlare e di tornare in citta' malgrado disti qualche km per farlo aggiustare non mi pare il caso, Se poi, vi aggiungo che la voglia di continuare a raccontarmi su libero sta scemando, vi ho detto tutto, Credo per cui che mi prenderò una pausa che durera' fino alla fine dell'estate, per vedere poi se riprendere o abbandonare, La passione per la scrittura rimane, sono cambiate le mie aspettative, ma soprattutto è cambiato l'approccio a libero, Quando potrò passerò per un saluto, e le persone con le quali ho costruito un rapporto di amicizia le sentirò in diversa sede, Ora desidero dedicarmi a me stessa, cercando di godermi ogni giorno che trascorrerò qui, Vi auguro di cuore di trascorrere una serena estate, possibilmente insieme a chi amate (chiunque esso sia), Ci sentiremo appena possibile, a presto butty,

 

 
 
 

vecchi racconti...

Post n°594 pubblicato il 18 Giugno 2017 da Butturfly66

 

Scorrendo i ricordi mi è venuto in mente un racconto che sentivo da bambina... La mia infanzia a Nuoro (capoluogo della Barbagia) porta in se storie di uomini conosciuti come banditi, di cui ancor oggi a pronunciarne il nome, si ripensa a fatti tragici accaduti a loro legati... Difficilmente quando si parla di banditismo si parla di donne, (anche se è risaputo che nelle faide come in ogni vendetta, chi moveva le fila erano le donne) eppure, una di esse riuscì ad imporsi al punto che, non erano più oramai solamente i suoi fratelli latitanti e sanguinari a mettere paura, ma pure lei a cui venne dato l'appellativo "Sa Reina", la regina... La sua storia e quella della sua famiglia, che si svolse a cavallo tra la fine sell ottocento e inizi novecento, è legata ad alcuni fatti tragici accaduti in quegli anni, che portarono la sua famiglia Serra Sanna, ad imporsi con la forza della vendetta e della violenza su tutto il circondario, con lei che ne divenne la mente di ogni azione, anche le più cruente... Si dice fosse bella e consapevole di esserlo, passeggiava per il Corso della cittadina altera nel suo incedere, al punto che le persone quando la vedevano on osavano rivolgerle la parola, ed aprivano una sorta di varco quando la vedevano passare... Non abbassava mai lo sguardo davanti a nessuno, convinta che nessuno mai avrebbe potuto fermare la sua fame di denaro... La notte si travestiva con abiti maschili, e insieme al suo cavallo andava ad incontrare i suoi due fratelli latitanti, a cui portava viveri ed impartiva ordini... Tutti la temevano, nessuno osava contraddirla, e questo fintanto che, un giorno nell'isola fu inviato un capitano dei Carabinieri, a cui era stato affidato il compito di riportare la legalità in tutta la Barbagia, cominciando dal capoluogo... Posso immaginare quale impatto visivo e psicologico abbia potuto avere agli occhi di un militare, vedere una città alla mercè di una famiglia che depredava senza scrupoli, ma soprattutto capeggiata da una donna... Credo che nella sua illogica convinzione, nessuno mai avrebbe potuto toglierle il potere e le ricchezze accumulate che, con la vanità che contraddistingue ogni figura femminile accumulava e con vezzoso orgoglio indossava... Quando poi, una notte che nella storia di Nuoro molti ricordano come la notte di San Bartolomeo, con un blitz improvviso i militari capeggiati dal capitano entrarono con forza in casa sua per arrestare lei ed il padre fu sorpresa nel sonno e quindi fragile, tutta la balentia che la contraddistingueva cessarono di esistere... Poco temo dopo toccò anche ai suoi fratelli, che però morirono in un conflitto a fuoco, conosciuto tristemente come il conflitto di Morgogliai... Non so bene perche abbia ricordato questo fatto, probabilmente perche la storia della mia terra è conosciuta ai più per le sue coste ed il suo mare smeraldo, mentre l'isola dalla forma di sandalo (questa è la traduzione del nome datogli anticamente dai greci) ha in se tanto altro da far scoprire e raccontare...

 

 
 
 

la luna racconta...

Post n°593 pubblicato il 07 Giugno 2017 da Butturfly66

 

Se in queste sere d'inizio d'estate vi mettete con il naso all'insù, potete scorgere una scia luminosa che attraversa il firmamento, il cui nome è Via Lattea... All'interno di essa che altro non è che la nostra Galassia, tra le mille e più stelle che brillano, ve n'è una che ha un nome che evoca magia e mistero... E' La luna, che dalla notte dei tempi ha sempre sortito un fascino particolare, e non soltanto negli uomini... Fu Galileo il primo a darne notizia che essa era formata da miliardi di stelle, seppur, già gli antichi greci ipotizzarono che  altro non fosse che uno schizzo di latte fuoriuscito dal seno di Giunone, quando seppe che ancora una volta Giove l'aveva tradita... L'ho sempre guardata con una sorta di reverenza, perche è dalla notte dei tempi che vi abbiamo fatto affidamento... Le sue fasi, la sua malinconica luce, il suo essere silenziosa ed enigmatica, cela in se storie e misteri... Al suo tremule chiarore quante storie sono state scritte, quante poesie d'amore hanno trovato ispirazione al sol guardarla.... Quando il cielo è terso e le stelle intorno le fanno da corollario, è impossibile non desiderare di poterla toccare...  E' sempre lì, ci accompagna da sempre, dalla notte dei tempi, ed attende altera chiunque desideri omaggiarla... Infiniti amori clandestini si possono fregiare d'averla avuta come complice, tante tragedie inseguendo la sua scia hanno avuto come pretesto il suo specchiarsi negli occhi di uomini e donne, che da essa si sono fatti ingannare... Si dice che la luna sia  bugiarda, ed il suo crescere e decrescere ne sono la dimostrazione, ma è altresì vero che riesce, laddove a volte le parole non riescono ad esprimere ciò che si sente nell'animo... Anche la mia isola ha visto nascere attorno a lei miti e misteri, paure e false credenze... La Via Lattea è sempre stata chiamata "sa via de sa paza" (la strada di paglia) e questo perche, pare la sua ragion d'essere fosse unire i cuori di due innamorati... Infatti, un antica leggenda tramandata oralmente dagli anziani, narra che i giovani del paese nelle sere di luna piena si riunissero tutti insieme, e dopo aver mangiato e bevuto a sazietà si ritrovassero nei vicoli bui del paese, per mettere al corrente la comunità di amori appena nati, (e fino a quel momento tenuti nascosti) in un modo alquanto originale, ossia, seminando di paglia la strada che separava le case degli innamorati... La mattina seguente, le madri  uscite sull'uscio di casa e resesi conto della cosa immediatamente si premunivano di ripulire, ma inevitabilmente qualcuno aveva già visto, e la notizia già viaggiava di bocca in bocca... Alla luna si devono stati d'animo particolari legati ad una malinconica tristezza, a lei si fa riferimento per l'umore a volte mutevole di noi donne (che un po dalle sue fasi siamo involontariamente condizionate)... La terra, il mare, noi stessi ci inchiniamo alla sua bellezza, mai stanchi di osservarla, per poterle ancora dedicare mille e più poesie...

 

 
 
 

"la Casa del Poeta"...

Post n°592 pubblicato il 02 Giugno 2017 da Butturfly66

 

Tra le storie sentite da bambina, ve n'è una che si tinge di poesia e di fiaba, chiamata la "Casa del Poeta"... Narra di un poeta nativo di Guspini, (ex minatore di Montevecchio) con la passione per le rime, benevolmente chiamato "tziu"(zio) Efisio Sanna, e di un meraviglioso ginepro... Siamo nella Costa Verde, così chiamata perche con una vegetazione ricca di lentischio, ginepro, corbezzolo, e situato nel golfo di Oristano... La Costa Verde (o Marina di Arbus che dir si voglia)  si estende per circa 47 km con spiagge, incantevoli dune di sabbia, e monti circostanti modellati dal nostro immancabile vento... Ed è probabilmente a causa sua, e del suo sferzare nel corso del tempo, che si deve la conformazione particolare del ginepro di cui vi racconterò... Tutto parte da uno di essi, che trova dimora tra la  spiaggia di Pistis e Torre dei Corsari... La storia ha origine all'incirca negli anni 70, quando, tziu Efisio grande poeta e cultore delle bellezze dell'isola, venne a sapere che qualcuno aveva deciso di tagliare un secolare ginepro, nel quale lui e la moglie amavano andarsi a riposare sotto le enormi fronde, per farne legna da ardere... Per colui il quale, l'amore per la sua terra e la sua natura era un qualcosa di imprescindibile, fu naturale con l'aiuto dell'amata moglie, decidere di adottarlo trasformandolo nella loro dimora... La costanza e l'amore profuso per salvaguardarlo fecero il miracolo, per cui il ginepro era salvo, nessuno l'avrebbe mai toccato, permettendo a tutt'oggi di poterlo andare a visitare... Sotto le sue  fronde intrecciate di piante e pavimentato con pietre, crearono il loro nido in cui pare vissero per circa 10 anni, alternando ai primi mesi in cui per tutelare l'albero non si mossero di lì, ad un altro periodo più lungo in cui soggiornarono soltanto durante la stagione estiva, andando di tanto in tanto nel resto dell'anno... La casa profumava di elicriso e tutto intorno piante e fiori abbellivano la struttura, che altro non era che una sorta di capanna con tutti i crismi, e che nel giro di poco tempo divenne attraverso il passaparola, un attrazione non soltanto per i turisti, ma anche per l'intera isola... Quando tziu Efisio venne a mancare, più di una persona cercò di parlare con la moglie per farsi raccontare la vera storia, (sempre che un'altra esista) ma che io sappia nulla accadde... Arrivarci non è difficile, però è preferibile chiedere agli abitanti del luogo, e seppur della struttura non vi sia rimato quasi nulla, la magia che si respira in quel luogo attira ogni anno tantissimi curiosi, dandogli l appellattivo di uno dei luoghi più suggestivi (ed io aggiungerei romantici) della mia amata Sardegna... Anche perche, per una sorta di tacito tributo a colui che con le sue poesie ha permesso che questa meraviglia della natura giungesse a noi, chi raggiunge il maestoso ginepro usa lasciare appeso ai suoi rami fogli con frasi o frammenti di poesie, così come faceva lui durante i lunghi pomeriggi dedicati alla stesura delle sue poesie... Una delicata attenzione verso chi, per amore della natura ha creato un angolo di paradiso... Una cosa mi piacerebbe fare, cercare (se ve ne sono) le poesie da lui scritte, per leggerle perdendomi nelle sue rime...  

 

 
 
 

pausa merenda di qualche tempo fa...

Post n°591 pubblicato il 28 Maggio 2017 da Butturfly66

 

Avrò detto più volte che quando sono sola in casa, nel silenzio della sua quiete amo perdermi nei ricordi... Sarà che a volte basta un accenno di musica, un profumo, ed è come se mi incatenassero a se, portandomi magicamente dove celo custoditi attimi di vita che a volte mi hanno fatto piangere, altre volte sorridere, ma che comunque hanno lasciato il segno dentro di me... Oggi tutto è nato mentre a tavola osservavo mio figlio addentare soddisfatto un pezzo di focaccia... È stato immediato il ricordo di me ragazzina, che insieme ai miei fratelli e mia sorella, all'ora della merenda addentavamo un gustoso panino... La cosa meravigliosa ed il ricordo che ne ho legato al suo sapore, è quello di una merenda povera ma buona... Penso che chi si avvicini alla mia generazione sappia di cosa sto parlando... Il rituale era sempre lo stesso, si saliva su trafelati dal gioco dopo aver sentito mia madre chiamarci dalla finestra, e con lei le altre mamme del vicinato in un coro che in quei dieci minuti a cavallo tra le quattro e mezzo e le cinque  facevano salire tutti su per gustarsi la propria merenda... Per noi significava quattro piani a piedi, (all'ora l'ascensore ancora non funzionava) fatti quasi di corsa ed un incognita, cosa ci toccherà oggi?... Non sempre potevamo permetterci il panino con l'affettato o la nutella che mia madre comprava ogni tanto, (anche perche essendo noi in sei durava da Natale a Santo Stefano) per cui le varianti erano il più delle volte pane e marmellata, pane e burro e zucchero, mentre quando eravamo in paese dagli zii, ciò che trovavamo era una bella tazza di latte caldo con dentro il pane carasau sbriciolato, o i nostri favolosi biscotti sardi... Se soltanto chiudo gli occhi, è come se sentissi il profumo ed il gusto del pane fresco, che quando ero piccola rimaneva fresco e morbido per giorni, (non come oggi) ed il gusto del burro misto ai granelli di zucchero... Che delizia... Non esisteva che ci si lamentasse, (le merendine almeno a casa mia erano pressoché bandite) per cui l'intermezzo nel nostro stare in strada a giocare, era un qualcosa che ci permetteva salendo di rifocillarci, bere, (almeno a casa mia non giravamo con le bottigliette d'acqua appresso) e fare pipi... Ne dovevamo approfittare in quel contesto, perche mia mamma quando ci vedeva salire al di fuori di quel break, trovava la scusa per non farci scendere più (e guai a lamentarsi, sennò l'indomani era matematico che restavi a casa)... Quante cose fatte, quanti momenti unici, quante risate, quante merende scambiate seduti sul bordo del marciapiede, tutti in fila ed in silenzio... Oggi tra merendine, frutta, yogurt, pizzette, la varietà è duplicata, ma a casa mia il rituale della merenda esiste ancora più o meno come quando ero piccola... Amo andare nel negozietto vicino casa, farmi affettare del salume, prendere il pane fresco e lasciarlo a disposizione di mio figlio che ancora oggi (ed ora da solo) si prepara il panino, e se lo gusta come facevo io, rigorosamente in cucina (non ho mai permesso mangiassero in camera)... È vero che le merendine le compro come pure la nutella, ma il più delle volte la uso quando faccio le crepes... Mani in pasta è ciò che mi riporta alla mia infanzia, e che ancora oggi mi fa stare bene...

 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: Butturfly66
Data di creazione: 23/01/2010
 

 

 

 

VOTA IL MIO BLOG!

classifica siti

 

TAG

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963