Vorrei rispondere, o meglio puntualizzare, alcuni concetti del blog http://blog.libero.it/back2theRword/ del messaggio N°289. Mi sembra che la signora o signorina back2thecommunity in quel messaggio generalizzi un pò, e affermi cose anche senza avere esperienza a riguardo. Posso essere daccordo sul fatto che oggi ci sono parecchi giovani che essendo stati mantenuti e vissuti sotto l'ombrellone della famiglia, quando tentano di uscire da quella fascia protetta non capiscono che il modo di comportarsi e di agire nella società debba essere diverso. Un monito di allarme è da tempo stato lanciato dai messaggi di liu81 nel suo blog http://blog.libero.it/Scandy/ quando descrive i vari colloqui e comportamenti. Ci sono però anche giovani che si danno da fare, e non sono pochi, alcuni hanno un carattere che bisogna capire per poter valutare la persona altri invece sono più "aperti"; dipende molto dall'esperienza-capacità dell'esaminatore. Altro punto. La maternità. Molto probabilmente il 98% delle mamme che lavorano se avessero la possibilità di scegliere utilizzerebbero il loro tempo della giornata per stare con i propri figli e non abbandonarli ai nonni o asili/nido o babysitter. La giornata per una donna sposata, che lavora, e ha più figli piccoli, è micidiale; non c'è un momento di pausa, si è sempre indaffarati a fare o preparare qualcosa. Provare per credere. In più se alcune giornate sono un po' storte, la situazione amplifica tale malessere/acidità. Altro aspetto: bisogna dimenticarsi il posto fisso e quando le donne hanno il "posto sicuro" incominciano a procreare figli uno dietro l'altro. Bene; allora prendiamo come esempio una famiglia (anche conviventi) tipica italiana: mutuo da 200.000 euro, due macchine da mantenere, figli in arrivo, bollette da pagare; come si può pensare di vivere in una tale situazione se entrambi hanno un lavoro precario, con uno stipendio in lire e prodotti in euro; in caso di crisi chi paga? E' bello trovarsi in mezzo ad una strada con dei figli per mano? Riguardo alle mamme sparafigli a raffica posso solo dire che l'ambiente che mi circonda mi porta a pensare che fino ad una certa età bisogna viverla con il divertimento, poi la carriera lavorativa, e poi ci si guarda indietro e si vede che gli anni sono passati e allora giù a recuperare il tempo perduto. Siamo in un paese dove c'è (quasi)la libertà di parola ed è giusto che ognuno possa dire la propria idea, però è giusto puntualizzare che esporre certi concetti fuori dalla propria esperienza è un po' rischioso, capita come in questo caso che, colui che invece l'ha vissuta o la stia vivendo, possa obbiettare con le proprie ragioni. Detto questo ora al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare vorrei dare piena approvazione per alcuni stili di vita che intuisco leggendo i blog quà e là. Io che sono sposato, con una figlia, approvo un modo totale la convivenza o anche meglio la vita di coppia separata. La chiesa, che come un tumore è all'interno dei cittadini italiani e non, ci ha imposto e continua a farlo, un modo di vita che con i tempi di oggi non sono più validi. Se andava bene per molti anni fà ora è giunto il momento di un aggiornamento. Una volta regnava l'ignoranza e povertà assoluta (si lavorava solo per mangiare/sopravvivere) ora invece le cose sono cambiate. La convivenza è meglio di un matrimonio, è un modo di dimostrarsi amore tutti i giorni, una sfida contro la mentalità che ci è stata imposta, che pochi finora hanno deciso di ribellarsi. Una persona che prova un sentimento verso un'altra/o è libero da vincoli, non serve "sigillare" l'affetto, se una bottiglia è piena d'acqua lo è sia con tappo che senza, in caso di rottura del contenitore in qualsiasi maniera l'acqua fuoriesce. Meglio ancora se la vita di coppia è separata, ogni persona ha bisogno anche della propria intimità, è bello anche vivere assieme una complicità a tratti intensa che una continua e monotona.
Come la vedo io
Vorrei rispondere, o meglio puntualizzare, alcuni concetti del blog http://blog.libero.it/back2theRword/ del messaggio N°289. Mi sembra che la signora o signorina back2thecommunity in quel messaggio generalizzi un pò, e affermi cose anche senza avere esperienza a riguardo. Posso essere daccordo sul fatto che oggi ci sono parecchi giovani che essendo stati mantenuti e vissuti sotto l'ombrellone della famiglia, quando tentano di uscire da quella fascia protetta non capiscono che il modo di comportarsi e di agire nella società debba essere diverso. Un monito di allarme è da tempo stato lanciato dai messaggi di liu81 nel suo blog http://blog.libero.it/Scandy/ quando descrive i vari colloqui e comportamenti. Ci sono però anche giovani che si danno da fare, e non sono pochi, alcuni hanno un carattere che bisogna capire per poter valutare la persona altri invece sono più "aperti"; dipende molto dall'esperienza-capacità dell'esaminatore. Altro punto. La maternità. Molto probabilmente il 98% delle mamme che lavorano se avessero la possibilità di scegliere utilizzerebbero il loro tempo della giornata per stare con i propri figli e non abbandonarli ai nonni o asili/nido o babysitter. La giornata per una donna sposata, che lavora, e ha più figli piccoli, è micidiale; non c'è un momento di pausa, si è sempre indaffarati a fare o preparare qualcosa. Provare per credere. In più se alcune giornate sono un po' storte, la situazione amplifica tale malessere/acidità. Altro aspetto: bisogna dimenticarsi il posto fisso e quando le donne hanno il "posto sicuro" incominciano a procreare figli uno dietro l'altro. Bene; allora prendiamo come esempio una famiglia (anche conviventi) tipica italiana: mutuo da 200.000 euro, due macchine da mantenere, figli in arrivo, bollette da pagare; come si può pensare di vivere in una tale situazione se entrambi hanno un lavoro precario, con uno stipendio in lire e prodotti in euro; in caso di crisi chi paga? E' bello trovarsi in mezzo ad una strada con dei figli per mano? Riguardo alle mamme sparafigli a raffica posso solo dire che l'ambiente che mi circonda mi porta a pensare che fino ad una certa età bisogna viverla con il divertimento, poi la carriera lavorativa, e poi ci si guarda indietro e si vede che gli anni sono passati e allora giù a recuperare il tempo perduto. Siamo in un paese dove c'è (quasi)la libertà di parola ed è giusto che ognuno possa dire la propria idea, però è giusto puntualizzare che esporre certi concetti fuori dalla propria esperienza è un po' rischioso, capita come in questo caso che, colui che invece l'ha vissuta o la stia vivendo, possa obbiettare con le proprie ragioni. Detto questo ora al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare vorrei dare piena approvazione per alcuni stili di vita che intuisco leggendo i blog quà e là. Io che sono sposato, con una figlia, approvo un modo totale la convivenza o anche meglio la vita di coppia separata. La chiesa, che come un tumore è all'interno dei cittadini italiani e non, ci ha imposto e continua a farlo, un modo di vita che con i tempi di oggi non sono più validi. Se andava bene per molti anni fà ora è giunto il momento di un aggiornamento. Una volta regnava l'ignoranza e povertà assoluta (si lavorava solo per mangiare/sopravvivere) ora invece le cose sono cambiate. La convivenza è meglio di un matrimonio, è un modo di dimostrarsi amore tutti i giorni, una sfida contro la mentalità che ci è stata imposta, che pochi finora hanno deciso di ribellarsi. Una persona che prova un sentimento verso un'altra/o è libero da vincoli, non serve "sigillare" l'affetto, se una bottiglia è piena d'acqua lo è sia con tappo che senza, in caso di rottura del contenitore in qualsiasi maniera l'acqua fuoriesce. Meglio ancora se la vita di coppia è separata, ogni persona ha bisogno anche della propria intimità, è bello anche vivere assieme una complicità a tratti intensa che una continua e monotona.