CAMERE SEPARATE

Sabato, ovatta, terrazza


Fino alle quattro e mezza in terrazza, San Lorenzo respira e gli ultimi ubriachi sbandano e cercano la giusta direzione, rotolando come quei cespugli secchi nei film western. Aria umida, qualche brivido, e mi si chiudono gli occhi sul whiski e cola. A nanna, che domani si lavora.Metallo in bocca alle sette. Non penso di resistere per molto nel rasarmi TUTTI i giorni. Tutti no, dai, tutti tutti no. Rasatura e doccia, vestizione e via. Compro il manifesto, faccio il tunnel e alle otto sono già in albergo a parlare tedesco con una grassona che vuole a tutti costi incontrare il papa, quello tedesco, il pastore. Sono tentato di dirle che non è a Roma, che è tornato ad Avignone, ma rinuncio a qualsiasi forma di umorismo. Dico che non ne so nulla, chiedere al collega.E alle otto e mezzo chiamano due coglioni di francesi che hanno dimenticato le carte d'identità, sono all'aereoporto e non possono partire. Inforco gli occhiali da sole e li raggiungo. Termini, treno fiumicino, francesi; francesi fiumicino, treno, termini.E poi non so bene. Non ho capito il resto delle giornata, e non vedo nemmeno il bisogno. Mi sono svegliato mo'.Cobra housewife ha fatto la spesa, ci facciamo la doccia (separatamente) e andiamo a ballare sulle terrazze.Vi dirò che si dice lassù.C.P.S. Il baule è sempre con noi. Da domani inventario dei ricordi, notizie dal centro del baule.