Soltanto tanto solo,nemmeno una parola da aggiungere, nemmeno una persona a cui l'aggiunta di una parola possa pesare.San lorenzo il solito formicaio, questa sera suono di tamburi per chiamare adunata, per ricordare che abbiamo piedi a sufficienza per scendere le scale, per scalare la montagna verso il basso.San lorenzo a rotolare, mani in tasca che quello è il posto loro, come le donne in cucina. Sputo e mi aggiusto il cappello. Sul beige, entrambi.San lorenzo come dentro l'acquario, scivolo tra le spalle dell persone, mi fermo sulle spalle scoperte.Soltanto tanto solo. Cammino, che sono nato per fare questo.Cammino che è quello che voglio fare da grande. Sigaretta nella destra, lecca lecca nella sinistra. Una penna nel taschino, una sul cappello.Nessuno mi guarda. Nessuno sa chi sono. Ridono, pomiciano, urlano, fumano, discutono, piangono; a coppie, a gruppi, a bande, a gregge.Soltanto tanto solo, solo io. Gli altri con gli altri, io con le mani in tasca. Nessuno a cui gesticolare, nessuno per cui gesticolare.Saltello, allora. Su e giù dal marciapiede. Una, due, tre volte. Poi basta. Sul marciapiedi ci poggio il culo. Sono nato per camminare, ma non solo. O non soltanto.Soltanto tanto solo, strido come nota stonata, come urla in chiesa, come l'uomo della tua donna. Strido con le comitive. Bell'epitaffio.Ci vorrebbe una notte in albergo, un cinema la mattina, un faro dimenticato per sentirsi più soli. Soltanto tanto solo.Cammino ancora, che sono nato per questo.E nulla cambia, nulla piùSoltando tanto solo.C.
Soltanto tanto solo
Soltanto tanto solo,nemmeno una parola da aggiungere, nemmeno una persona a cui l'aggiunta di una parola possa pesare.San lorenzo il solito formicaio, questa sera suono di tamburi per chiamare adunata, per ricordare che abbiamo piedi a sufficienza per scendere le scale, per scalare la montagna verso il basso.San lorenzo a rotolare, mani in tasca che quello è il posto loro, come le donne in cucina. Sputo e mi aggiusto il cappello. Sul beige, entrambi.San lorenzo come dentro l'acquario, scivolo tra le spalle dell persone, mi fermo sulle spalle scoperte.Soltanto tanto solo. Cammino, che sono nato per fare questo.Cammino che è quello che voglio fare da grande. Sigaretta nella destra, lecca lecca nella sinistra. Una penna nel taschino, una sul cappello.Nessuno mi guarda. Nessuno sa chi sono. Ridono, pomiciano, urlano, fumano, discutono, piangono; a coppie, a gruppi, a bande, a gregge.Soltanto tanto solo, solo io. Gli altri con gli altri, io con le mani in tasca. Nessuno a cui gesticolare, nessuno per cui gesticolare.Saltello, allora. Su e giù dal marciapiede. Una, due, tre volte. Poi basta. Sul marciapiedi ci poggio il culo. Sono nato per camminare, ma non solo. O non soltanto.Soltanto tanto solo, strido come nota stonata, come urla in chiesa, come l'uomo della tua donna. Strido con le comitive. Bell'epitaffio.Ci vorrebbe una notte in albergo, un cinema la mattina, un faro dimenticato per sentirsi più soli. Soltanto tanto solo.Cammino ancora, che sono nato per questo.E nulla cambia, nulla piùSoltando tanto solo.C.