E siamo a 3 (nel caso non me ne siano sfuggite altre). Mi riferisco alla nuova ondata di pubblicità televisive che si stanno servendo della puzzetta come cifra stilistica originale (?).I primi sono stati gli stilisti Dolce e Gabbana che, a testimonianza del loro stile, per pubblicizzare i loro orologi hanno portato in scena una coppia di innamorati intenti a scambiarsi effusioni gassose. Ad allietare le nostre vite mediatiche si è aggiunta in seguito la star del momento, cioè lo scoiattolino-pompiere che, grazie alla potenza del chewingum Vigorsol compie un'explosion anale e salva il suo habitat dalle fiamme. Ed ecco la terza: la patatina Wacko's (che proprio dal nome risulta essere una chips "fuori di testa, mattacchiona e giocherellona", che simpatia!) che si esibisce senza alcuna vergogna e motivazione in una scorreggia all'indirizzo di un povero fiorellino di campo, polverizzandolo all'istante. Che patatina politically uncorrect! Che bricconcella! Vorrei tentare di applicare quei pochi rudimenti di semiotica della pubblicità, che ho appreso nel mio corso di studi, a questa nuova moda pubblicitaria (renderò orgoglioso il papi, vedi che è servito a qualcosa farmi studiare?) Secondo Floch (un tipo) noi consumatori al momento dell'acquisto di un prodotto attiviamo 4 diverse forme dii razionalità, consapevoli o inconsapevoli, che sono quelle su cui ragionano le strategie pubblicitarie per cercare di fare leva su di noi e spingerci appunto all'acquisto. E sono:1- Valorizzazione pratica: considera l’oggetto come strumento. Comprate il prodotto: fa scorreggiare, spegne gli incendi, fa appassire i fiorellini, rinsalda i rapporti di coppia.2- Valorizzazione ludica: l’oggetto viene valorizzato non tanto per il suo valore funzionale ma per le sue qualità formali e fisiche, per la bellezza, per il piacere che procura. E vuoi mettere, più piacere di liberarsi di quell'aria da sempre considerata di serie B o di vedere un esserino computerizzato scorreggiare (chiamasi piacere multisensoriale).3- Valorizzazione critica: l’oggetto viene scelto per la sua convenienza economica, per il rapporto qualità/prezzo. Beh certo un intestino sgombro di flatulenze non ha prezzo.4- Valorizzazione utopica: l'attenzione viene spostata dall’oggetto verso il soggetto che si congiunge con il suo oggetto di valore, realizzando la propria identità profonda. Ecco ci siamo, abbiamo attuato la nostra valorizzazione, quella di essere tutti degli scorreggioni, come negarlo. Comprate il prodotto e dichiarerete al mondo di essere dei peto-addict.Scegliete voi in quale valorizzazione vi riconoscete, io personalmente mi colloco nella quarta.Comunque secondo me, consumatrice media e spettatrice alta di pubblicità televisiva, i pubblicitari non sanno più cosa inventarsi. Oh, sia chiaro, non sono una razzista del peto, non ho niente contro la scorreggia in quanto tale, sarebbe come rinnegare la natura umana, screditare una funzione corporea che se esiste è perchè c'avrà pure una funzione precisa e indispensabile (nonchè liberatoria direi).