So che non leggerai mai quello che ti sto scrivendo,Tu non lo sai usare il computer,Inciampi ancora sui tasti del cellulareE confondi tutti i vari telecomandi che oggi si sono inutilmente moltiplicati. Continui a dimenticarti che ho 26 anni,Che sono cresciuta Forse è anche un po’ colpa mia.Quando entro in casa urlo subito il tuo nomeE se non ti trovo mi sento persaMi hai abituata così, alla presenza,alla tua freschezza, al tuo calore, alla tua morbidezza,alla rigidità che si trasforma subito in risata.Non ti prendi mai troppo sul serio,e anche in questo ci assomigliamo.Ogni tanto ti dimentichi, ti confondi,l’età è solo un cambio di data sul calendario.Mi raccomando – urli - stai attenta ad attraversare la strada,Non dare confidenza gli sconosciuti,Non sorpassare i tir in autostrada.I tuoi occhi tradiscono la tua preoccupazione le rare volte che non finisco tutto il piatto di pastaChiami tua nipote “Manuela”, col mio nome, è una bambina e ti ricorda forse la TUA di bambina.Ogni tanto sbotti e con sguardo deciso mi intimi di smetterla di fumare, io ti ho fatta sana – mi dici sempre- perché ti vuoi rovinare?E anche se sono più alta di te già da molti anni, mi chiedi se ce la faccio a prendere quella cosa in cima allo scaffale – te la prendo io?- e allora io mi volto, ti guardo stupita e tu allora ricordi… e ridi…Sei l’unica persona che può dirmi: tu sei mia E dietro non c’è gelosia, non esiste possessivitàPerché è realtà, è verità… naturale, istintiva, protettrice.Tu sarai sempre, finché mi sarà permesso di averti, l’unica persona che mi farà ricordare la mia infanzia, tutti cercheranno di cancellarne il ricordo, tu no, tu mi ricorderai sempre che bambina lo sono stata davvero, per poco, troppo poco, ma lo sono stata… e che forse, anche adesso forse, continuo ad esserlo… Grazie a te.