MAIONESE IMPAZZITA

Post N° 58


Egr. Direttore di "Glamour"Piazza Cadorna 5-720121 MilanoOggetto: preavviso citazione in giudizio (se non si riesce a mettersi d’accordo in altro modo) Gentile Direttore,qualche tempo fa ero intenta a leggere il numero 182 dell’aprile 2007 della sua accattivante rivista quando mi imbatto, a pagina  108, in un articolo intitolato “Ho sempre il viso lucido, eppure la mia pelle tira. Perché?” Fermo la mia mano dal nevrotico esercizio di zapping cartaceo, molto interessata all’argomento (soffro purtroppo nei cambi di stagione di un fastidiosissimo inaridimento della pelle del viso, ma questo, preciso, non vuol dire che stia cascando a pezzi) e molto speranzosa di trovare un valido rimedio alla scottante questione, che non sia il solito vai a Lourdes e affidati ai miracoli. Giunta al terzo paragrafo della mia avida lettura, la dermatologa da Voi interpellata (La prego a tal proposito, di comunicarmi anche il nominativo dell’Avvocato del medico) sciorina un' illuminante perla di saggezza: “…evitare di lavare il viso con l’acqua corrente…” Strabuzzo gli occhi, mi sbatto un manina sulla fronte e mi dico: ecco dove stava l’inghippo, ecco perché la pelle della Kidman mi batte 30 a zero, mica per altro. Decido quindi di dare fiducia a ciò che avete scritto e, posseduta da una strana e indecifrabile sensazione di illuminazione mistica e onnipotenza, decido di rivoluzionare la mia beauty routine mattutina. Certo la bellezza costa fatica ma non potendo permettermi, per ovvie ragioni economiche e di spreco energetico, di lavarmi la faccia con le bottiglie di acqua San Bernardo che settimanalmente trasporto su per le scale con infinita fatica, mi convinco a risolvere il problema alla fonte, alla sorgente, sì proprio lì dove il sacro liquido zampilla fresco e vergine, ancora incurante del suo triste destino. Abito fortunatamente in una regione ricca di fonti idriche e  perciò armata di accappatoio, spazzolino, ciabattine e asciugamano rosa, decido di dedicare un’ora aggiuntiva alla mia pulizia (giusto il tempo di arrivare dalle parti di Courmayeur). Trovo la pozza d’acqua che fa al caso mio, mi chino, leggermente infreddolita e molto stupita di non trovare altre giovani donne con cui condividere l’esperienza (ma Glamour non aveva milioni di lettrici?) e mentre sono lì a sciacquarmi la mia faccia e a far del bene alla mia pelle avverto distintamente un corpo estraneo rovistare dentro le mie culottes Intimissimi acquistate in saldo. Mi giro spaventata, e intravedo la coda di uno scoiattolo di montagna tutto preso a fare una ricognizione in quello che, evidentemente, aveva adocchiato come la sua nuova tana. Il mio culo! Credo sia stato attirato dai residui del profumo della mia ultima crema rassodante corpo all’essenza di mughetto e biancospino. Nel mentre tentavo di spiegare con infinito tatto e molta calma (anche perché a 8 mila metri- o quelli che sono-  il poco ossigeno presente non ti permette grandi scatti motori, figuriamoci intellettivi) alla dolce bestiolina la mia relazione con un uomo particolarmente geloso (soprattutto di ciò che sta a sud dei miei fianchi) un tronco di pino dalle ragguardevoli dimensioni, trasportato dalla corrente, entra in rotta di collisione con la mia esile figura ancora immersa nelle dolci acque fino alle caviglie. Come si può ben immaginare ho riportato diverse fratture e ematomi su tutto il corpo, oltre a numerose escoriazioni dovute ai terribili morsi e graffi dello scoiattolo che, per non rischiare di annegare, si è saldamente ancorato alle mie chiappe con le unghie e con i denti.Le chiedo quindi gentilmente di farsi trovare in aula il giorno del processo, indicato nell’avviso di garanzia che un messo Le recapiterà in questi giorni . Credo che sia il minimo, sennò lo scoiattolo mio compagno di sventura, che ho deciso di adottare, Le verrà recapitato dopo una preventiva somministrazione di una dose massiccia di fagioli messicani (e si sa di questi tempi meglio non stuzzicare l’intestino di queste bestiole). Le chiedo di venirmi incontro tenuto conto che tutta la spiacevole vicenda è avvenuta in seguito a un atto di fiducia nei Vostri confronti. Le vorrei inoltre ricordare, che mi sono consultata con un’avvocatessa amica mia molto intima, molto brava nonostante i 26 esami che ancora le restano da sostenere, e Lei risulta punibile per: informazione ingannevole, illusione di una povera fanciulla e cazzi e mazzi. PS: se preferisce evitare la soluzione legale, Le propongo un servizio fotografico di 40 pagine in cui io indosserò in anteprima tutta la collezione A/I 2008 di  Donna Karan. Ci pensi. Con  i migliori saluti