MAIONESE IMPAZZITA

GIOVENTU' INQUIETA(NTE)


16-18 anni periodo HIPPY:Trascinate dai postumi a lunga scadenza di qualche sostanza narcotizzante dei principali neurotrasmettitori cerebrali io e le mie amiche, una mandria di smandruppate in cerca di riscatto sociale, ci trasformammo, da brave studentesse ligie al dovere, in una mini-comune stile flower power. Le nostre giornate erano scandite dall'adorazione di quei tempi andati, dal fare a gara a chi portava i pantaloni più a zampa, dal raffinare il nostro codice etico attraverso la visone continua e reiterata del raduno di Woodstock (che lezioni di vita imparammo dalla visione di quei giovani persi in chissà quali vaneggiamenti lisergici!) e dal rovistare nei bauli delle rispettive mamme alla ricerca di vestiti e accessori anni '60 e '70 ammuffiti e maleodoranti. Passavamo interi pomeriggi in un capanno abbandonato, che avevamo scovato sopra la nostra scuola, circondato solo da prati, da un fiumiciattolo incazzoso  e dal campo da tiro militare... L'avevamo fatto nostro, l'avevamo pulito, sistemato nei limiti del possibile, finchè un giorno l’alluvione ce lo portò via (ve l’avevo detto che quel fiumiciattolo era incazzoso). Io, persa nel mio delirio di liberazione dei costumi (a scoppio ritardato), me ne andavo in giro per la città scalza o con le Clarks di due colori diversi e con fiori e simboli di vario significato dipinti sul mio corpo. Mi arrischiai addirittura a riunire un giorno tutta la mia famiglia per criticarla aspramente di non avermi fornito un’educazione freak e per cercare di convincerla di liberarsi di tutti gli averi e i privilegi di una vita borghese  per trasferirsi seduta stante in una comune nel Tibet.
18-20 anni periodo PUNK (con influenze annacquate di DARK): In perfetta linea con la reale successione storica delle mode, mi trasformai in una punkettona sporca, rozza, maleducata e incazzosa. Altro che peace and love. La mia femminilità in quel periodo subì un brusco calo di incidenza, mi tinsi da sola di rosso i miei capelli biondi (purtroppo la tinta fai da te attecchì solo sul cucuzzolo della crapa, facendo di me un monaco alternativo e psicologicamente disturbato). Il mio stile di abbigliamento subì un drastico stravolgimento, bandì tutti i colori, solo il nero, il rosso e lo scozzese potevano godere della mia preferenza. Furono anni sordidi, la bottiglia di birra di sottomarca turca divenne la mia migliore amica, la mia confidente: rimpiango ancora le nostre infinite chiacchierate prive di qualsivoglia senso logico! Mi infilai un cerchio gigante al naso e felice di schifare il mondo andavo in giro col mio pandino 4X4 (bianco purtroppo) a deridere e insultare gratuitamente le persone normali. Ho imparato molto da quel periodo, soprattutto una cosa: se mio figlio un domani si fa beccare ad ascoltare i Sex Pistols prevengo e lo rinchiudo subito in collegio.
20-22 anni: Periodo UNDERGROUND: Infagottata in jeans sbrindellati, t-shirt enormi, cardigan sformati e scarpe da ginnastica scalcagnate uscivo di casa già dalla mattina con scritto in faccia “questo mondo fa schifo, solo Kurt ha capito tutto”. Kurt ovviamente è K. Cobain, il leader dei Nirvana, colui che ha segnato un’epoca, un’epoca di teppisti depressi e malinconici, ma pur sempre un’epoca. Ma se consideriamo il fatto che si è suicidato senza pensarci troppo su, col senno di poi non so effettivamente quanto avesse realmente capito della vita. Di sicuro, oggi come oggi non lo assumerei come mio coach life o guru spirituale. Anche in questo periodo non è che fossi al massimo del mio fulgore. in testa il colore era passato da tutte le variazioni di rosso sperimentate nel periodo precedente, aD un nero con sfumature viola-.melanzana che mi spegneva il volto: anche quando sorridevo sembravo una disperata. Ogni genere di cura personale era bandita e, quasi senza volere, solo con un continuo e feroce disprezzo verso pettini, spazzole e affini, riuscì a conquistare una pettinatura che era un incrocio tra i dreadlock e la cicoria masticata. Il massimo di attività era nascondermi in qualche garage trasformato in sala prove e passare pomeriggi interi a fare miei i sensi metafisici intrinseci dei testi di Kurt e compagnia bella.Tranquilli, a 23 anni mi sono ripresa, ho trovato la mia identità, adesso sto bene… anche i miei genitori.