MAIONESE IMPAZZITA

DOMENICA ITALIANA


E’ domenica, fa caldo e io mi sento una sfigata.Sto in cucina, metto in ordine, non ho l’aria condizionata e io mi sento una sfigata.Accendo il pc, apro il mio blog, Libero è il nuovo deserto del terzo millennio e io mi sento una sfigata.Immagino tutti al mare, a scottarsi palle e crape pelate e io mi sento una sfigata.Accendo la tv, la spengo dopo 5 secondi netti, la riaccendo 5 secondi dopo, la rispengo 5 secondi dopo e io mi sento una sfigata.Leggo un po’, il sudore mi appiccica le pagine alle dita e io mi sento una sfigata.Mi guardo allo specchio, sono tutta a chiazze rosse e profonde occhiaie mi salutano pimpanti e io mi sento una  sfigata.Coccolo mia nipote, la prendo in braccio a forza, le faccio il solletico, lei mi mette le mani in faccia, ma non per una carezza e mi urla: “brutta zia, brutta” e  io mi sento una sfigata.Abbasso lo sguardo, scruto le mie gambe, bianche, le mie caviglie, gonfie, i miei  piedi, ricoperti di vene in evidenze  e io mi sento una vecchia sfigata.Telefono al mio ragazzo, mi risponde al 10° squillo, con voce gutturale e sottofondo di pneumatici e ronzio di motori e io mi sento una sfigata.Esco a fare due passi, guardo le vetrine, i negozi razziati dai saldi, individuo un abituccio delizioso, entro, domando alla gentile commessa in tenuta da beach club la mia taglia, la gentile commessa in tenuta da beach club replica indignata: “ non c’è più, è finita, sa, SIGNORA, con i saldi, cosa sperava di trovare?” e io mi sento una sfigata (con tendenze omicide).Domani è già lunedì, il lavoro mi aspetta, la mia scrivania attende trepidante il mio ritorno e io mi sento una sfigata.Infine...rientro su Libero, situazione traffico pari a una qualsiasi tangenziale di una qualsiasi domenica di luglio in una qualsiasi metropoli italiana, apro la messaggeria, sorrido, che bello, qualcuno per me, gioia si fa strada tra i miei occhi appannati, sudore di aspettativa si mescola all’altro sudore di questa domenica...