Nun ce provà

Eppure eravamo Eroi - da (Il canto di un marinaio)


Lenta, versava il tempo la clessidra, mentre l'andatura stanca conduceva al punto;Il grigio ferro, spumeggiando, solcava lento le onde e un vento gentile, fresco d'acqua quieta,  spingeva incontro la sua forza amica;Gli occhi, scrutando svelti cercavano lungo la linea lontana, là, dove la realtà finiva, un cenno di vita, una piega, una cresta,In alto , ali veloci e candide si tuffavano dentro quella spuma viva mentre  gioiose vite affluivano al vento sorgendo da essa e  intonando fischi giulivi;Eppure, eravamo eroi, per tutto il tempo nessuno escludeva l'altro da ogni ardimento, per ogni gesto, per ogni pianto,ogni braccio sosteneva l'altro, ogni mano stringeva il pugno;Inneggiando al ricordo di ogni cosa agognata e mai perduta, volgevamo al tempo le spalle forti, e mostrando al domani il nostro sacrificio percorrevamo silenziosi la via;E intanto, una dopo l'altra, le notti  buie ,scorrevano silenziose e mentre il gigante, stanco di tanta esuberanza tranquillizzava il moto, noialtri uomini,  padroni solo dei nostri desideri, affidavamo al sonno ristoratore le nostre vite, e ai sogni le nostre case lontane e i nostri amori, nel perpetuo ripetersi di ciò che il tempo  invano  ed ingannevolmente,cercava di cambiare.-Tolkin il Marinaio