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DOVREMMO VERGOGNARCI TUTTI DAVANTI A COSE SIMILI...A COSA STIAMO ANDANDO IN CONTRO SE CHI DICE LA VERITA' E' COSTRETTO A STAR ZITTO?LEGGETE..10 ottobre 2007 - 17:00«Me ne vado da Rignano» Stanca di insulti e minacce, una mamma schierata dalla parte delle piccole vittime e dei loro familiari decide di cambiare città. E un'altra mamma spiega che l'ultima sentenza della Cassazione non è da leggersi come una soluzione al caso, ma... di Alessandra Del ReAvevamo parlato qualche mese fa con Antonella, la blogger di Rignano Flaminio, centro laziale tristemente noto per casi di pedofilia tutt'ora senza colpevoli. Ed è per combattere questo male che ha aperto il suo blog "Pedofilia - attivarsi per difendere i nostri figli": Antonella riportava e discuteva dei fatti accaduti nel suo paese e non solo, esprimendo la sua solidarietà nei confronti delle piccole vittime innocenti e dei loro familiari. Del resto è lei stessa una madre, e suo figlio frequenta lo stesso istituto finito nel mirino. Già all'epoca scriveva: «All'inizio della storia ho ricevuto, in qualità di persona pro-bambini, vari epiteti che per decenza non riporto». E raccontava a LiberoBlog: «A Rignano l'aria è irrespirabile da mesi, non da settimane», denunciando l'atteggiamento di chiusura da parte delle istituzione scolastiche, nonché strani episodi quali auto rigate e un topo morto depositato davanti alla sua porta di casa. Forseuno scherzo, forse un caso: li classificava così, allarmarsi un po'.Sono passati circa quattro mesi, e Antonella il suo diario online l'ha chiuso. O meglio, è stata costretto a farlo. Perché, come spiega ringraziando chi l'ha seguita in questi mesi: «Al di là del vostro appoggio, ho ricevuto minacce, insulti, danneggiamenti e maldicenze sul mio conto che non solo non penso di meritare, ma che non posso permettermi di ricevere. Una ha colpito anche mio figlio, che per questo ha pianto. Questo non posso permetterlo. Devo pensare a lui, siamo soli, e queste vergognose vendette trasversali mi fanno provare un senso di odio che proprio non mi appartiene. Sto cercando ormai da mesi di andare via da questo posto che ha rilevato la sua vera natura fatta di omertà, vigliaccheria, cattiveria». «Non voglio più dire niente, adesso devo pensare a me stessa. Forse ho trovato una nuova casa, e appena posso me ne vado di corsa», ci rivela.Ora, stanca degli insulti, dei messaggi anonimi davanti la porta di casa che la invitano a farsi gli affari suoi, cerca solo sicurezza e serenità per lei e il suo bambino. In un'altra città, lontano da Rignano. Intanto la stampa titola: "Cercate gli abusi fuori dalla scuola", spiegando che la Cassazione ha confermato la scarcerazione dei cinque indagati. Una sentenza che così riportata sa di assoluzione, ma le cose non stanno esattamente così, come spiega Roberta Lerici, responsabile dei rapporti con le istituzioni dell'Associazione genitori Rignano Flaminio.Roberta tiene a precisare che non ci parla a titolo dell'Agerif ma a titolo personale: «Ci tenevo a chiarire alcune cose rispetto a ciò che è stato riportato nelle ultime ore dai giornali, rispetto a come è stata trattata questa notizia. Per me questo è il naufragio dell'informazione. Il punto è che non è stato spiegato esattamente in cosa consiste questa sentenza, a che cosa si riferiva e che ruolo aveva la Corte Suprema nella fattispecie».«La Cassazione doveva stabilire se, quando sono state scarcerate le maestre a maggio, il Tribunale del riesame avesse condotto tutte le cose nel modo giusto, e cioè aveva fatto bene a scarcerarli o meno - prosegue - La Cassazione ha detto che ha fatto bene a scarcerarle perché in quel momento non sussistevano gravi indizi, perché non c'era pericolo di fuga, non potevano reiterare il reato e perché non potevano inquinare le prove. Da maggio a oggi sono successe tantissime cose: c'è stato l'incidente probatorio, ci sono state le testimonianze dei bambini e sono stati acquisiti altri indizi. Nel suo ricorso il pm Marco Manzi della Procura di Tivoli aveva chiesto alla Cassazione di prendere visione di nuovi indizi a carico degli indagati. La Cassazione, rigettando tale istanza, ha risposto che non poteva entrare nel merito. A questo punto, avendo rigettato l'ipotesi di prendere in considerazione altri indizi raccolti successivamente al mese di maggio,la Cassazione non può dare giudizi sul tipo di indagini che sono state fatte, in quanto non ne ha preso visione».«Tutto questo non è stato spiegato - conclude Roberta - Ci siamo trovati davanti a titoli apocalittici come se fosse già stata trovata una soluzione. Cosa che non è assolutamente vera perché gli altri incidenti probatori andranno avanti fino a tutto l'anno prossimo, e sarà in base a quello che sarà deciso se ci sono gravi indizi, e se ci sarà o meno un rinvio a giudizio. Insomma, questa sentenza parla di fatti che allo stato delle cose sono stati superati». MI SENTO SCHIFATA DAL COMPORTAMENTO DI TUTTI QUELLI CHE SI SONO PERMESSI DI COMPORTARSI COSI' CON UNA MADRE CHE VOLEVA SOLO IL BENE DI SUO FIGLIO E DEGLI ALTRI BAMBINI.. NON CI SONO PAROLE PER TALE VIGLIACCHERIA DIMOSTRATA DA PERSONE CHE DOVREBBERO VERGOGNARSI DI APRIR BOCCA..VERGOGNA!!!!